Scuole Interdipartimentali

Emanato con D.R. n. 1173 del 20/12/2011

Art. 1 - Natura e funzioni

  1. La Scuola Interdipartimentale di … ha come finalità istituzionale  la valorizzazione e lo sviluppo delle competenze … presenti a Ca’Foscari per la didattica nel campo … (comma variabile per le singole scuole).
  2. La Scuola coordina le attività didattiche programmate dai Collegi didattici dei Corsi di studio, dei Master Universitari e delle Scuole di Specializzazione che la compongono, coerentemente alle finalità, alla missione e al contesto culturale della Scuola.
  3. A tale scopo la Scuola propone ai Dipartimenti afferenti il piano dell’offerta formativa dei corsi di studio predisposti dai Collegi didattici competenti. Il piano è approvato dai singoli Consigli dei Dipartimenti afferenti, che contestualmente assegnano le relative responsabilità didattiche  ai docenti afferenti e provvedono alle coperture di tutti gli altri insegnamenti.
  4. La Scuola organizza inoltre attività culturali, formative e di orientamento rivolte agli studenti, con particolare attenzione all’internazionalizzazione.
  5. I Dipartimenti afferenti, non inferiori a due, mettono a disposizione delle attività didattiche della Scuola le risorse umane e strumentali necessarie al suo funzionamento.
  6. La gestione delle attività della Scuola è affidata ad uno dei Dipartimenti afferenti.
  7. Il Consiglio di Amministrazione può assegnare al Dipartimento sede amministrativa di ciascuna Scuola il budget necessario allo svolgimento delle attività di cui al comma 4, sulla base di motivata proposta formulata dalla Giunta della Scuola. Tale budget finalizzato verrà gestito con specifica evidenza contabile nel bilancio del Dipartimento cui è assegnata la sede amministrativa della Scuola. 

Art. 2 - Organi

Sono organi della Scuola: 

  1. il Direttore;
  2. la Giunta;
  3. i Collegi didattici dei singoli Corsi di Studio e, ove presenti, i Collegi docenti dei Master Universitari e delle Scuole di specializzazione.                                  
  4. la Commissione paritetica docenti-studenti.

Art. 3 - Elezione del Direttore

  1. Il Direttore della Scuola è eletto dalla Giunta tra i professori di ruolo di prima fascia a tempo pieno afferenti ai Dipartimenti costituenti la Scuola, con l’esclusione dei Direttori, con la maggioranza assoluta dei votanti nella prima votazione. In caso di mancata elezione si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. In caso di parità risulta eletto il candidato con maggiore anzianità di ruolo o, in caso di ulteriore parità, il candidato con maggiore anzianità anagrafica.
  2. Il Direttore è nominato con decreto del Rettore, dura in carica tre anni accademici ed è immediatamente rinnovabile una sola volta. 

Art. 4 - Attribuzioni del Direttore

  1. Il Direttore della Scuola rappresenta la Scuola e ne promuove e coordina l’attività. Tiene i rapporti con gli organi dell’Ateneo, con i Dipartimenti afferenti e con i Collegi didattici dei corsi di studio presenti nella Scuola. Convoca e presiede la Giunta e ne cura l’esecuzione delle delibere.
  2. Il Direttore della Scuola trasmette ai Dipartimenti afferenti la proposta di piano dell’offerta formativa approvato dalla Giunta della Scuola.
  3. In caso di necessità e urgenza, il Direttore può adottare provvedimenti di competenza della Giunta, sollecitandone la ratifica nella seduta immediatamente successiva.
  4. Il Direttore della Scuola, acquisito il parere della Giunta, ha facoltà di nomina di un Vice Direttore, che lo sostituisce nei casi di assenza o impedimento, scelto fra i professori di ruolo di prima e seconda fascia e i ricercatori di ruolo afferenti ai Dipartimenti costituenti la Scuola. Il Vice Direttore partecipa senza diritto di voto alle riunioni della Giunta.

Art. 5 - Collegi didattici

  1. I collegi didattici costituiti per l’organizzazione dell’attività di un singolo corso di studio o di un corso di Master predispongono annualmente il piano dell’attività didattica del corso di loro competenza, nel rispetto dei vincoli di fattibilità e dei requisiti qualitativi e quantitativi richiesti dalle disposizioni normative vigenti.
  2. Il piano così predisposto è trasmesso annualmente al Direttore della Scuola, che può richiedere chiarimenti e integrazioni per la successiva delibera della Giunta.
  3. Le disposizioni precedenti si applicano anche nel caso in cui un corso di studio sia proposto per la prima attivazione.

Art. 6 - Giunta

  1. La Giunta è costituita dai Direttori dei Dipartimenti che afferiscono alla Scuola o dai loro delegati, dai coordinatori dei Collegi didattici presenti nella Scuola e da due studenti, eletti secondo le modalità previste dal Regolamento Generale di Ateneo. Le eventuali deleghe dei Direttori di Dipartimento dovranno pervenire ai Direttore della Scuola all’inizio di ogni Anno Accademico.
  2. Sono di competenza della Giunta:

    1. L’elezione del Direttore;
    2. la formulazione della proposta annuale del piano dell’offerta formativa relativa a tutti i corsi di studio presenti nella Scuola, inclusi quelli di nuova attivazione, da sottoporre all’approvazione dei dipartimenti competenti ai sensi dell’art.1 e dell’art.7 del presente Regolamento;
    3. l’organizzazione delle attività di cui al comma 4 dell’art.1;
    4. la formulazione della proposta motivata di richiesta  del budget annuale, ai sensi dell’art.1, comma 7, e delle relative indicazioni di gestione dello stesso, da trasmettere al Dipartimento sede amministrativa della Scuola;
    5. la vigilanza, in collaborazione con i Dipartimenti interessati e con la Commissione paritetica, sul buon andamento delle attività didattiche dei corsi di studio presenti nella Scuola;
    6. le modifiche del Regolamento della Scuola, acquisito il parere dei Consigli dei Dipartimenti afferenti, da sottoporre all’approvazione del Senato Accademico, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione;
    7. la modifica della sede della Scuola, con il consenso del Dipartimento designato;
    8. ogni altro atto necessario all’espletamento dei suoi compiti.

  3. La Giunta si riunisce su iniziativa del Direttore della Scuola, quando necessario in  relazione alle scadenze di Ateneo ed a quelle concernenti la procedura di formazione dell’offerta didattica, e quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi componenti. La convocazione deve aver luogo con avviso fatto recapitare ai componenti almeno tre giorni prima del giorno fissato per la seduta. Di ogni seduta deve essere redatto apposito verbale. La Giunta è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli aventi diritto; delibera a maggioranza dei presenti, salvo che per l’elezione del Direttore, per la quale si applica l’art.3, e per la delibera di cui al precedente punto b), che va assunta a maggioranza assoluta degli aventi diritto.
  4. Partecipa alle riunioni il Segretario del Dipartimento presso il quale ha sede la Scuola o un suo delegato, con funzioni consultive, di verbalizzazione e di trasmissione dei dati utili all’assunzione delle delibere.
  5. In coerenza con il calendario didattico dell’Ateneo, la Giunta stabilisce le proprie  scadenze e la calendarizzazione del processo di elaborazione dell’offerta formativa. Nomina il referente della Scuola per i rapporti con  l’ufficio Orientamento dell’Ateneo. 

Art. 7 - Modalità e procedimento di formulazione della proposta del piano dell'Offerta Formativa

  1. Secondo la tempistica definita dagli organi di Governo dell’Ateneo, i Collegi didattici inviano al Direttore della Scuola le proposte di attivazione dei corsi di studio riproposti per l’anno accademico successivo, corredate da una relazione sintetica sugli obiettivi formativi perseguiti, nonché sul rispetto dei vincoli di fattibilità e dei requisiti qualitativi e quantitativi richiesti dalla normativa vigente. Le proposte possono riguardare anche la riprogettazione o l’accorpamento di corsi già attivi.
  2. La Scuola può proporre l’attivazione di nuovi corsi di studio che ritiene necessari per lo sviluppo della propria missione, se conformi ai requisiti richiesti dalla normativa vigente e alle specifiche linee guida fornite dagli organi di Governo dell’Ateneo. Per i corsi di nuova attivazione, il cui contenuto didattico-formativo sia coerente con le finalità e la missione della Scuola, i proponenti inviano al Direttore della Scuola il progetto di corso di studio, corredato dalla relazione di cui al comma 1 e dall’indicazione della delibera con la quale il Dipartimento di riferimento ha approvato il progetto e si è assunto il carico di organizzazione e gestione del corso. Il Direttore della Scuola può richiedere ai proponenti ogni informazione utile alla valutazione del progetto e all’inserimento del medesimo nel contesto della Scuola. La proposta, corredata anche dal parere della Commissione paritetica, è trasmessa in tempo utile ai Dipartimenti competenti per la verifica del fabbisogno didattico del corso e della relativa fattibilità, nonché della compatibilità con lo svolgimento di corsi di studio già in precedenza attivati.
  3. La Scuola può proporre la disattivazione dei corso di studio, con delibera motivata e con il  parere della Commissione paritetica.
  4. Per la formulazione della proposta del piano dell’offerta formativa, la Scuola può utilizzare la totalità dell’offerta e degli insegnamenti di Ca’ Foscari, può richiedere l’attivazione di insegnamenti ad hoc anche a docenti di altri Dipartimenti rispetto a quelli afferenti alla Scuola. In quest’ultimo caso, è necessario acquisire preliminarmente l’autorizzazione del Dipartimento di afferenza e il consenso del docente interessato. L’assenso dei Dipartimenti di afferenza è necessario anche nel caso in cui, per il raggiungimento dei requisiti minimi quantitativi e qualitativi dei Corsi di Studio, si debba ricorrere a docenti di altri Dipartimenti.
  5. Secondo i termini richiesti dagli Organi di governo dell’Ateneo la Giunta della Scuola delibera la proposta completa del piano dell’offerta formativa dei corsi di studio in essa presenti, in coerenza con gli obiettivi di valorizzazione e sviluppo delle competenze didattiche  nel campo proprio di ciascuna Scuola. La Giunta propone a tal fine le modifiche e le integrazioni dei singoli piani degli studi che ritiene opportune, rinviando ai Collegi didattici o dei proponenti, nonché ai Dipartimenti se necessario, per le verifiche di fattibilità di cui al comma 2.
  6. La proposta del piano dell’offerta formativa dell’anno accademico così formulato è trasmessa ai Dipartimenti afferenti alla Scuola per la definitiva approvazione e le conseguenti delibere di competenza dei Dipartimenti. Eventuali proposte di modifica del piano dell’offerta formativa, deliberate dai Dipartimenti, sono tempestivamente trasmesse al Direttore della Scuola per una immediata delibera della Giunta.
  7. In caso di controversia fra i Dipartimenti in relazione alle attività di cui ai precedenti commi, la soluzione della stessa è affidata al Senato Accademico. 

Art. 8 - Commissione paritetica

  1. La Commissione paritetica docenti-studenti, eletta secondo le modalità stabilite dal Regolamento Generale di Ateneo, è composta da quattro docenti, designati dalla Giunta della Scuola interdipartimentale di cui uno con funzioni di Presidente, e da quattro studenti iscritti ai diversi corsi di studio coordinati dalla Scuola, eletti secondo le modalità previste dal Regolamento Generale di Ateneo.
  2. La Commissione costituisce un osservatorio permanente delle attività didattiche e del funzionamento dell'orientamento, del tutorato e del placement. Svolge attività di monitoraggio dell’offerta formativa e della qualità della didattica, nonché dell’attività di servizio agli studenti da parte dei docenti. Individua indicatori per la valutazione dei risultati dell’offerta formativa, della qualità della didattica e dell’attività di servizio agli studenti e li propone al Nucleo di Valutazione. Formula pareri sull’attivazione e soppressione di Corsi di studio.

Art. 9 - Amministrazione

  1. L’Amministrazione della Scuola è affidata al Dipartimento presso il quale ha sede la Scuola stessa. Su proposta della Giunta della Scuola, il Dipartimento provvede alla gestione del budget assegnato per le attività della stessa, cui verrà data specifica evidenza contabile nel suo bilancio.
  2. L’attività di Segreteria della Scuola è assicurata dal Dipartimento presso il quale ha sede la Scuola stessa.
  3. Il Direttore del Dipartimento a cui è attribuita la sede amministrativa della Scuola si impegna, ai sensi dell’art. 1 comma 6 del presente Regolamento, ad individuare il personale tecnico amministrativo cui affidare le mansioni di cui ai punti precedenti e a darne comunicazione al Direttore della Scuola.

Art. 10 - Afferenza dei Dipartimenti alla Scuola

  1. La richiesta di afferenza alla Scuola, deliberata dal Consiglio di Dipartimento, deve essere approvata dal Senato Accademico, previo parere motivato della Giunta della Scuola.
  2. Ogni nuova afferenza determina l’ampliamento della composizione della Giunta della Scuola con l’inserimento del Direttore del nuovo Dipartimento o suo delegato. Resta comunque invariata la durata del mandato del Direttore della Scuola.

Art. 11 - Recesso dei Dipartimenti della Scuola

  1. Dopo tre anni dalla propria adesione, i singoli Dipartimenti possono decidere di recedere dalla Scuola, con una delibera assunta dal Consiglio di Dipartimento a maggioranza assoluta dei componenti.
  2. La decisione di recesso, assunta entro il 31 dicembre, deve essere approvata dal Senato Accademico, previo parere motivato della Giunta della Scuola, ed ha effetto a partire dall’anno accademico successivo. 

Art. 12 - Norma di rinvio

  1. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Regolamento si fa rinvio, in quanto applicabili, alle norme dello Statuto di Ateneo e più in generale all’ordinamento universitario. 

Last update: 28/03/2018