Formazione e aggiornamento del PTA

Regolamento sulle linee di indirizzo per la formazione e l'aggiornamento del personale tecnico amministrativo.

Emanato con D.R. n. 1354 del 20/11/2002

Premessa 

  • In base all’art. 45 del CCNL del 9/08/2000 la formazione professionale costituisce uno strumento fondamentale per la crescita del personale e l’innalzamento del livello qualitativo dei servizi prestati dalle amministrazioni.
    La Direzione Amministrativa di Ca’ Foscari, convinta del ruolo strategico e motivazionale della formazione, ha assegnato ad uno specifico gruppo di lavoro, appositamente formato, il compito di definire le linee programmatiche generali per le attività di formazione. Il risultato di questo lavoro rappresenta il riferimento di base per la stesura del presente regolamento.
  • Relativamente al 2002, in via transitoria, il Piano di formazione annuale per il personale tecnico amministrativo contempla esclusivamente gli interventi formativi prioritari ed urgenti. L’amministrazione intende avviare una analisi dei fabbisogni formativi per strutturare adeguatamente i futuri piani annuali di formazione e la programmazione delle attività formative.

Fonti:

  • il vigente CCNL del comparto Università
  • lo Statuto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia
  • la Direttiva 13/12/01 del Ministero per la Funzione Pubblica sulla formazione e valorizzazione del personale della P.A.
  • il documento relativo alle Linee Programmatiche generali per le attività di formazione di Ca’ Foscari.

Art. 1 - Finalità

  1. Il presente regolamento definisce le linee d’indirizzo per le attività formative e le modalità attuative del sistema dei crediti del personale tecnico amministrativo dell’Università Ca’ Foscari con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e determinato.

Art. 2 - Definizioni

  1. L’attività formativa si sostanzia in attività di addestramento/aggiornamento e attività di formazione vera e propria.
  2. Le attività di addestramento/aggiornamento riguardano la preparazione professionale del dipendente legata alla conoscenza di uno o più strumenti (addestramento), o di più aspetti di carattere teorico e conoscitivo (aggiornamento). 
  3. Per formazione si intendono gli interventi volti a sviluppare capacità, conoscenze e competenze per migliorare la prestazione relativa ad un determinato ruolo professionale e si concretizzano in corsi progettati per specifiche esigenze organizzative.

Art. 3 - Forme e Modalità di svolgimento

  1. La formazione e l’addestramento/aggiornamento professionale possono essere obbligatori e facoltativi.
  2. Sono obbligatorie, organizzate di norma in sede e svolte in orario di lavoro quelle attività formative che l’Amministrazione rileva come indispensabili per adeguare le competenze professionali alle esigenze di cambiamento in atto. Le ore di partecipazione ai corsi obbligatori eccedenti l’orario di servizio sono di norma recuperate sotto forma di permessi per riposi compensativi.
  3. Sono facoltative quelle attività selezionate autonomamente dal personale interessato tra le iniziative dell’amministrazione o di enti esterni. Sono svolte fuori dall’orario di lavoro, o in orario di lavoro se autorizzate dall’Amministrazione per i soli casi di stretta pertinenza con il ruolo ricoperto e le necessità di acquisizione di nuove competenze. L’autorizzazione deve essere compatibile con le esigenze di servizio; la partecipazione al corso deve comunque consentire lo svolgimento delle attività della struttura.
    E’ prevista la partecipazione dei dipendenti a corsi singoli universitari che, secondo le valutazioni del responsabile della struttura interessata, abbiano una ricaduta positiva sull’organizzazione del lavoro.
    L’eventuale concorso delle spese da parte dell’Amministrazione è strettamente subordinato all’effettiva connessione con l’attività di servizio.
  4. Le strutture dell’Ateneo decentrate, anche in accordo tra di loro, e in collaborazione con il Servizio  Organizzazione e Formazione possono proporre, realizzare o promuovere la partecipazione ad iniziative formative del personale in servizio, con oneri di spesa a proprio carico o a carico dell’amministrazione. 
  5. La partecipazione dei dipendenti a corsi esterni dovrà comunque essere segnalata al Servizio Organizzazione e Formazione per la relativa registrazione anagrafica.

Art. 4 - Presidio fasi della formazione

  1. Le fasi di un efficace  processo di formazione sono:

    • individuazione del fabbisogno formativo;
    • elaborazione del programma formativo:
    • progettazione dell’intervento formativo:
    • erogazione dell’intervento
    • verifica finale del corso
    • efficacia dell’azione formativa

  2. Ai fini di cui sopra, l’Amministrazione provvederà alla gestione delle seguenti funzioni.

    • Garantire l’implementazione delle politiche formative coerentemente con le linee guida definite.
    • Individuare i fabbisogni di formazione nelle strutture dell’ateneo.
    • Programmare i progetti formativi in base alle priorità definite e in collaborazione con le strutture coinvolte.
    • Organizzare, gestire e assistere il processo formativo.
    • Fornire metodologie e strumenti diversificati ed innovativi funzionali al raggiungimento degli obiettivi formativi.
    • Gestire il sistema dei crediti formativi e il curriculum formativo del PTA.
    • Gestire il relativo budget .
    • Ricercare all’esterno le iniziative formative confacenti con i bisogni dell’ateneo.
    • Informare sull’attuazione dei programmi di formazione del personale.  

Art. 5 - Rilevazione del fabbisogno formativo 

  1. L’Amministrazione si impegna a rilevare il fabbisogno formativo attraverso interventi periodici  programmati, con l’utilizzo di tecniche specifiche e di personale esperto.
    In tali attività saranno coinvolti il personale TA, i capi struttura e i responsabili dei servizi.
  2.  Le finalità che l’attività di rilevazione si pone sono le seguenti:

    • rilevazione dei fabbisogni di base  e specifici e delle aspettative del personale riguardo la formazione;
    • definizione  degli obiettivi della formazione;
    • individuazione dei bisogni di apprendimento percepiti prioritari per lo sviluppo delle competenze del personale, tenendo conto dei processi di cambiamento in atto;
    • identificazione delle aree di attività da privilegiare ai fini dell’offerta formativa

  3. Sia l’individuazione dello strumento di rilevazione che i risultati dell’attività di rilevazione saranno oggetto di informazione delle OO.SS e delle RSU.

Art. 6 - Piano annuale di Programmazione

  1. L’Amministrazione si impegna  ad elaborare un Piano annuale e/o pluriennale di interventi formativi coerenti con gli obiettivi strategici dell’Ateneo, le sue strategie di sviluppo, i vincoli di bilancio, le emergenze gestionali/normative che coinvolgono in modo significativo l'attività, i vincoli contrattuali.
    In tale piano verranno indicati il grado di priorità, lo stanziamento finanziario da destinare ad ogni tipologia di intervento, la possibilità di acquisizione o meno, per ogni caso, di crediti formativi.
  2. I piani di formazione dovranno essere strutturati sulla base della metodologia che prevede i responsabili delle strutture quali parte attiva nell’attuazione del processo formativo e in funzione dell’offerta di opportunità di sviluppo professionale e retributivo dei dipendenti.
  3. Nella definizione dei programmi, l’amministrazione dovrà garantire a rotazione nell’arco di un quinquennio, fatte salve le priorità concordate comunemente nei piani annuali, la partecipazione di tutto il personale alle attività formative.
  4. La programmazione annuale e pluriennale, la definizione dei criteri di priorità degli interventi e di individuazione dei ruoli organizzativi  sono oggetto di Contrattazione  con le OO.SS secondo le modalità precisate nell’art. 4 del CCNL.
  5. La definizione dei programmi dei corsi , le loro modalità di espletamento e l’esito sull’efficacia dell’azione formativa sono oggetto di informazione nell’ambito delle sedute programmate di contrattazione decentrata. 

Art. 7 - Certificazione dell’attivita’ formativa 

  1. La frequenza ai corsi obbligatori di formazione organizzati dall’Amministrazione può dar luogo, in caso di esito positivo della prova finale, alla maturazione di crediti formativi.
  2. Per credito formativo professionale (CFP) si intende la misura del volume di apprendimento richiesto dall’attività formativa correlato all’acquisizione di specifiche tipologie di competenze, quali competenze di base, tecnico-professionali e competenze trasversali.
  3. Il CFP corrisponde a 20 ore di formazione, di cui 2/3 di formazione assistita (guidata da un docente)  e 1/3 di apprendimento individuale.
  4. Qualora un’attività formativa non raggiunga il numero di ore previste per il conseguimento di un CFP, si possono prevedere dei crediti parziali, pari almeno alla metà delle ore necessarie all’acquisizione di un credito e comunque proporzionato alle ore di presenza.
  5. Il partecipante al corso dovrà frequentare almeno il 75% delle ore previste dal modulo formativo. In caso di assenza per malattia, certificata, tale limite viene abbassato al 60%; in caso di congedo per maternità obbligatoria, si provvederà a fornire alle interessate il materiale didattico relativo al corso, dispensandole dall’obbligo di frequenza. 
  6. La verifica finale della formazione sarà opportunamente effettuata alla conclusione del corso, entro tre mesi, sulla base del materiale distribuito durante le lezioni.
  7. Il credito formativo professionale si acquisisce a seguito di valutazione positiva del processo di apprendimento: tale valutazione può consistere in un colloquio finale individuale o di altra forma di verifica basata su elementi oggettivi. La valutazione avviene, normalmente, a cura del docente e/o docenti dei corsi di formazione, all’uopo nominati dal Direttore Amministrativo. Le prove finali sono verbalizzate.
  8. La partecipazione a convegni, seminari e conferenze (tranne che nell’ipotesi di un loro inquadramento nell’ambito di un percorso formativo accreditabile) non prevedono alcuna forma di valutazione finale. 
  9. L’attività formativa che determina l’acquisizione di crediti formativi può svolgersi presso strutture universitarie o presso altre strutture, purchè queste siano accreditate con sistemi riconosciuti dall’Ateneo.
  10. Un’apposita Commissione di Valutazione, nominata dal DA, deciderà in merito al riconoscimento delle attività formative realizzate presso strutture esterne a Ca’ Foscari in termini di crediti formativi, nonché dei crediti formativi acquisiti da dipendenti provenienti da altro Ateneo.

Art. 8 - Attestato di superamento del corso

  1. L’avvenuto superamento della prova finale del corso formativo prevede il rilascio del relativo attestato.

Art. 9 - Valutazioni finali

  1. E’ previsto un sistema di valutazione finale dell’attività formativa da effettuarsi alla fine del corso, tramite questionario anonimo fornito dall’ufficio preposto, che segnali l’interesse suscitato, le reazioni complessive dei partecipanti, l’individuazione di problemi organizzativi emersi in aula e il gradimento dell’attività didattica svolta dai docenti.
    I questionari potranno differenziarsi a seconda della tipologia del corso. 
  2. La valutazione della ricaduta organizzativa ed i risultati delle valutazioni espresse nei questionari vanno messi a disposizione delle OO.SS.

Art. 10 - Docenti per le attività di formazione

  1. L’attività di docenza è riservata sia a personale esperto delle strutture presso le quali si svolge la formazione stessa, sia a docenti esterni. Per le attività di formazione interna, i docenti sono nominati dal DA.
  2. Per quanto riguarda la remunerazione dei docenti interni si fa riferimento a quanto previsto all’art. 45 comma 9 del CCNL.

Art. 11 - Modalità di finanziamento 

  1. Le attività di aggiornamento e formazione devono contare su un adeguato investimento economico, dell’ordine  dell’1% del costo globale del personale tecnico-amministrativo.
  2. L’amministrazione potrà stanziare un’apposita quota del fondo per specifiche attività di aggiornamento del personale in servizio nelle singole strutture, se coerenti con gli obbiettivi formativi dell’ateneo, e condotte nel rispetto dei criteri previsti dal presente regolamento.
    Il finanziamento dovrà tenere conto della turnazione della struttura e del personale, in correlazione con le specifiche esigenze formative indicate nel documento di rilevazione del fabbisogno di formazione dell’Ateneo.
  3. L’Amministrazione, inoltre, intende formulare specifici progetti formativi finanziabili dai fondi strutturali europei,  da altri programmi di finanziamento comunitari o dai fondi gestiti direttamente da Enti Istituzionali.

Art. 12 - Anagrafe formativa

  1. Sarà istituita, a cura dell’ufficio preposto e sulla base degli attestati di frequenza rilasciati alla fine di ciascun corso, un’anagrafe formativa interna relativa a ciascun dipendente, al fine di un’ottimale valorizzazione delle risorse umane.
  2. L’attestato di frequenza, per i corsi interni, sarà rilasciato se il dipendente avrà seguito almeno il 75% delle lezioni previste. 

Art. 13 - Offerta formativa

  1. Il Servizio Organizzazione e Formazione valuterà l’offerta formativa interna ed esterna e, compatibilmente con le esigenze formative dell’organizzazione, ne diffonderà i contenuti.

Art. 14 - Sperimentazione e verifica

  1. Il presente regolamento ha natura sperimentale ed è soggetto a verifica dopo il primo anno di applicazione.

Art. 15 - Rinvio

  1. La valutazione dei CFP dei singoli corsi universitari è regolata dagli appositi regolamenti delle progressioni di carriera orizzontali e verticali.

Last update: 05/07/2018