Nanomateriali e gestione dei rischi, i risultati del progetto RiskGONE

I nanomateriali ingegnerizzati possono fornire funzioni nuove o migliorate ad un’ampia gamma di prodotti, ma le conoscenze sui pericoli legati ai nanomateriali di utilizzo comune sono ancora limitate. Da queste premesse si è sviluppato RiskGONE, un progetto di ricerca che ha coinvolto un team cafoscarino coordinato dal prof. Antonio Marcomini e con il prof. Panagiotis Isigonis come Principal Investigator.

Moltissimi prodotti di utilizzo quotidiano si avvalgono di componenti di dimensioni estremamente ridotte, con particelle che misurano milionesimi di millimetro. Le nanoparticelle di argento, ad esempio, vengono utilizzate per le loro proprietà antibatteriche nei rivestimenti interni dei frigoriferi, negli strumenti medici o nelle creme disinfettanti. Il biossido di titanio è invece uno dei filtri principali delle creme solari ad alta protezione.

I nanomateriali ingegnerizzati (Engineered Nanomaterials o ENM) possono fornire funzioni nuove o migliorate ad un’ampia gamma di prodotti, incrementando la loro qualità in termini di benefici per le persone e protezione dell’ambiente. Tuttavia, le conoscenze sui pericoli e sui rischi legati ai nanomateriali di utilizzo comune sono ancora limitate.

Da queste premesse si è sviluppato il progetto RiskGONE (www.riskgone.eu), finanziato nell'ambito del programma H2020 e coordinato dall'Istituto Norvegese di Ricerca sul Clima e l'Ambiente - NILU. RiskGONE si è concluso con successo nell'agosto 2023, dopo 4 anni e mezzo di intensa collaborazione internazionale.

All’interno del progetto, il team dell’Università Ca' Foscari di Venezia, coordinato dal professor Antonio Marcomini, ha guidato il Work Package sulla Risk Governance, con il prof. Panagiotis Isigonis come Principal Investigator.
Il gruppo di ricerca cafoscarino ha contribuito inoltre a numerose altre attività (ad esempio, attività sperimentali sulla caratterizzazione, il destino e la dosimetria dei nanomateriali). 

I 22 partner internazionali del progetto hanno prodotto documenti di indirizzo e linee guida - frutto di meticolose revisioni, adattamenti e standardizzazioni di metodi e strumenti - che definiscono procedure concrete per la gestione del rischio nell’utilizzo dei nanomateriali ingegnerizzati. Questi materiali innovativi, con dimensioni minime e proprietà uniche, promettono avanzamenti significativi in diversi settori, ma è cruciale comprenderne appieno i potenziali rischi e mettere in atto misure di sicurezza adeguate.

Nel corso del progetto, sono stati prodotti e presentati oltre 70 deliverable di progetto e 66 articoli scientifici sono stati già pubblicati o approvati da prestigiose riviste.
Sono stati prodotti anche 20 materiali diversi per la formazione sul tema, come webinar, video e presentazioni. Inoltre, RiskGONE ha contribuito in maniera significativa alla definizione di linee guida dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) per i test di sicurezza.
Tutti i risultati scientifici dei progetti sono disponibili sulla piattaforma cloud RiskGONE e sul sito web del progetto.

Questi documenti e strumenti forniscono preziose indicazioni per valutare in modo accurato e affidabile la sicurezza dei materiali, stabilendo standard di riferimento per l'intera comunità scientifica e industriale.

Le conoscenze sviluppate da RiskGONE non si limitano ai nanomateriali, ma potranno essere applicate anche ai materiali avanzati e alle sostanze chimiche in generale, contribuendo alla realizzazione della Strategia per la sostenibilità delle sostanze chimiche (CSS) della Commissione europea in stretta collaborazione con i progetti Gov4NANO e NANORIGO. La cooperazione tra i tre progetti si è conclusa nel gennaio 2023 con l'organizzazione della conferenza finale presso la sede dell'OCSE e lo sviluppo del portale congiunto Nano Risk Governance.