Paolo Nori - Come parliamo quando parliamo d'amore. Discorso sulla lingua del sentimento

ore 19.30

Quando ho scelto il titolo di questo discorso, mi sono venuti in mente una raccolta di racconti americani, una raccolta di poesie inglesi e un romanzo russo.

I racconti sono di Carver, la raccolta si intitola Di cosa parliamo quando parliamo d’amore ed è del 1974. 

La raccolta di poesie si intitola La verità, vi prego, sull’amore, è del poeta inglese Wystan Auden ed è stata pubblicata negli anni trenta del Novecento. 

Il romanzo russo è il più vecchio, ma non è Anna Karenina, o Guerra e pace, o Le notti bianche: si intitola Zoo, o lettere non d’amore, è uscito nel 1923  e l’ha scritto Viktor Šklovskij.
Racconta di un uomo che si è innamorato di una donna e le chiede l’autorizzazione a scriverle. Lei gliela dà, a una condizione: che lui non le scriva d’amore. E lui comincia, e le scrive, tra le altre cose:
Mi hai assegnato due compiti: 1) Non telefonarti. 2) Non vederti. 

Adesso sono un uomo impegnato. C’è ancora un terzo compito: non pensarti. Ma questo, tu non me l’hai assegnato.
Ma non vale la pena di piangere, vedi, io sono allegro e leggero, come un ombrello estivo. 

Quando poi, finito il libro, lo consegna al tipografo, Šklovskij dice che il manoscritto scottava, da quanto amore c’era dentro. 

Ecco questo modo, il modo di Šklovskij, di parlare d’amore senza nominarlo, come se lo si provasse per la prima volta, è, per me, l’unico modo nel quale io riesco, in italiano, a parlarne, e un po’ dipende dalle mie idiosincrasie, un po’ dipende anche dalla storia della lingua italiana, secondo me. 

 

Paolo Nori (Parma, 1963), laureato in letteratura russa, ha pubblicato romanzi e saggi, tra i quali Bassotuba non c'è (1999), Si chiama Francesca, questo romanzo (2002), Noi la farem vendetta (2006), I malcontenti (2010), I russi sono matti (2019), Che dispiacere (2020), Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij (2021). Ha tradotto e curato opere di autori russi, tra cui Puškin, Gogol', Turgenev, Tolstòj, Čechov, Dostoevskij, Chlenikov, Charms e Venedikt Erofeev e insegna traduzione editoriale dal russo al dipartimento di studi umanistici della Iulm di Milano. 
Foto di Claudio Sforza

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