La capacità di carico di tipo turistico di Venezia: una riflessione lunga 30 anni

15 Giugno 2018 10:00

Meeting Room 1, Campus San Giobbe, Venezia

Il cuore dell’offerta turistica sta senza dubbio nelle risorse turistiche primarie che le destinazioni possiedono. Le risorse turistiche primarie, in particolare il patrimonio naturale e culturale, hanno due caratteristiche fondamentali: unicità e non riproducibilità. Questa combinazione rende queste risorse assolutamente scarse, e scarica sulle destinazioni stesse la questione delle modalità con cui utilizzare e sfruttare le risorse turistiche in modo ottimale.

La risposta più semplice di un economista ai problemi di allocazione ottimale delle risorse sarebbe quella di lasciare che il mercato faccia il suo dovere. L’incontro tra le esigenze di chi produce, o gestisce, e quelle dei consumatori genera un segnale forte e chiaro in grado di esprimere inequivocabilmente la scarsità della risorsa: questo segnale si può toccare con mano nel prezzo di mercato. Tuttavia, il fatto che una buona parte del patrimonio naturale e culturale sia bene pubblico, e pertanto difficilmente scambiabile sul mercato, rende questa risposta spesso inefficace. Lasciare l’utilizzo delle risorse turistiche all’improvvisazione porta facilmente ad un sottoutilizzo della risorsa turistica oppure – al contrario – ad un utilizzo eccessivo della risorsa turistica. Occorre pertanto trovare un paradigma alternativo alla mano invisibile, incardinato sul concetto dello sviluppo turistico sostenibile.

Per garantire che lo sviluppo turistico sostenga l’economia della destinazione, il livello di sviluppo dovrebbe innanzitutto aver raggiunto una certa soglia minima, oltre alla quale i costi d’investimento vengono compensati dai ricavi totali. Non è però sufficiente. Va garantito un livello di sviluppo tale da non superare anche una specie di soglia massima oltre alla quale le esternalità negative annientano i ricavi. Questa soglia massima è la capacità di carico della destinazione.

Il concetto della capacità di carico presenta diverse dimensioni, riassumibili in quattro gruppi:

  • una dimensione fisica, definita come la quantità massima di visitatori collegata alla sopportazione fisica delle risorse primarie;
  • una dimensione sociale, definita come la quantità massima di visitatori superata la quale cominciano a verificarsi importanti conflitti tra la popolazione locale e i turisti;
  • una dimensione economica, definita come la quantità massima di visitatori collegata con la qualità dell’esperienza del turista;
  • una dimensione socio–economica: definita come la quantità massima di visitatori collegata all’effetto spiazzamento, cioè quella soglia oltre la quale il turismo tende a schiacciare le altre attività economiche e sociali.

Venezia, città turistica per eccellenza, si trova da tempo in una fase che si può definire di “saturazione”. In un tentativo di misurare la capacità di carico, realizzato nel 1988 dall’Università Ca’Foscari Venezia, emerse chiaramente che la capacità di carico aveva una dimensione quantitativa e una dimensione qualitativa. Da allora, il mercato turistico globale così come quello locale sono cambiati radicalmente. Sembrava, pertanto, ovvio riprendere il modello di allora e aggiornarlo. Nel seminario sono presentati i risultati attuali e discusse le conseguenze per la politica turistica del sistema turistico veneziano.

Seminario Living Lab del Progetto Alter Eco


Organizzatore

Dipartimento di Economia (#DEC)


Allegati

ico Locandina 2052 KB

Cerca in agenda

Rimuovi filtri