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26 Giu 2025

Addio ad Adriano Maggiani, luminare e insigne maestro di etruscologia e antichità italiche

Il 30 maggio è scomparso Adriano Maggiani, etruscologo di fama internazionale, allievo di Mauro Cristofani, già Funzionario archeologo presso la Soprintendenza archeologica della Toscana dal 1975 e Professore ordinario di Etruscologia e antichità italiche all’Università Ca’ Foscari Venezia dal 1990; dal 1998 al 2002 Direttore dell’Istituto per l’Archeologia Etrusco italica del CNR, nonché Consigliere (1995-2016) e poi Vice Direttore (dal 2017) dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici.

Laureatosi a Pisa e Specializzato alla Scuola Archeologica di Atene, aveva uno sguardo ampio e al contempo profondo sul mondo etrusco nelle sue diverse declinazioni. Livello culturale e innata curiosità gli consentivano di spaziare, con metodo rigoroso, dagli aspetti di produzione artistica a quelli più impalpabili della religione e del pensiero. In questa direzione, già nel 1985, tra le iniziative dell’anno degli Etruschi, aveva curato un volume dedicato all’Artigianato artistico. Tra i numerosi lavori rimangono fondamentali la lettura del Fegato di Piacenza, quella della Tabula Cortonensis con Maristella Pandolfini, il contributo sulla mantica oracolare in Etruria, come quello sui sistemi ponderali. Adriano Maggiani aveva inoltre aderito alla redazione del Thesaurus Cultus et Rituum Antiquorum (ThesCRA) e apportato approfondimenti dedicati alla divinazione e alla preghiera. L’orizzonte etruscologico era poi stato arricchito di acute osservazioni sul mondo ligure, cui era legato per le sue origini, e su quello del Veneto antico, connesso alla sua esperienza veneziana.

Codirettore della Rivista di Epigrafia Etrusca dal 1999, ha curato assieme a Serena Zambelli il volume del Corpus Inscriptionum Etruscarum dedicato alle iscrizioni su instrumentum da Roselle e Vetulonia (2004). Nei suoi studi sugli alfabeti etruschi recenti ha proposto l’identificazione di quattro serie grafiche (corsivizzante, capitale, regolarizzata e semplificata) e altrettante mode (quadrata, normalizzata, manierata, latinizzante), che sono a oggi lo standard di riferimento internazionale per l’epigrafia etrusca. Tra le numerose pubblicazioni dedicate all’edizione e all’interpretazione di iscrizioni etrusche, da ultimo Maggiani si è occupato dell’editio princeps delle iscrizioni rinvenute nel corso delle campagne di scavo al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni.

Tra i molti scavi coordinati, gli studenti ricordano con affetto quello del santuario di Monte Landro, dove molti archeologi della scuola veneziana hanno mosso i primi passi, inoltrandosi sulla strada di una ricerca meticolosa e rigorosa, quanto aperta e curiosa.

Adriano Maggiani aveva una personalità molto particolare, che risuona nei molti ricordi comparsi anche sui social degli studenti cafoscarini; mancherà la sua umanità, spesso celata dietro una raffinata ironia, con la tendenza ad osservazioni a volte pungenti, ma sempre acute e propositive.

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