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09 Mar 2026 14:30

LAB DEA - Marco Fincardi: Immagini e ricordini di Venezia nell'era del turismo globale

Sala grande, II piano, Palazzo Marcorà Malcanton

Marco Fincardi, Università di Bologna
Immagini e ricordini di Venezia nell'era del turismo globale

Abstract
Fino dal medioevo Venezia ha voluto offrirsi in spettacolo ai visitatori e ospiti per incantarli, anche con lunghe stagioni di proprie feste, che hanno contribuito non poco a diffondere e strutturare nel mondo la pratica e le simbologie dei carnevali urbani. Contemporaneamente, e conseguentemente, per secoli, la produzione delle corporazioni artigiane della città, di Murano e di altri centri lagunari si è diffusa nel pianeta attraverso i navigatori, ben oltre il Mediterraneo e l'Europa, costruendo a vari livelli mode e simbologie veneziane: un'eredità culturale che nel corso del millennio si è trasformata con differenti peculiarità e continuando a produrre immagini e suggestioni della città lagunare, secondo le epoche, fino almeno a parte del XX secolo. Già negli anni sessanta del XX secolo gli studiosi del kitsch assegnavano i ricordini di Venezia un primato mondiale in quel campo, nell'epoca della riproducibilità industriale dell'arte. Tanto che figure e suggestioni evocatrici di Venezia hanno assunto proprie immagini stereotipate in infinite varianti, entrate nell'immaginario e nelle case di mezzo mondo, cosa che ha preparato e favorito crescenti flussi del moderno turismo di massa verso la città, che coi suoi limiti lagunari è divenuta persino troppo piccola e fragile per accoglierlo, sacrificando sempre più il proprio habitat sociale al manifestarsi dell'overtourism. Già dagli anni ottanta del XX secolo si riscontra così un dilagante fenomeno: la produzione di immagini di Venezia - in vendita pure a prezzi infimi oppure elevatissimi ai turisti, ma ormai anche a un ampio pubblico che compra on line senza neppure entrare nella città - avviene essenzialmente in Estremo Oriente, principalmente in Cina, rimpiazzando quasi interamente la fabbricazione veneta. Il mercato di souvenir di Venezia giunge così ad assemblare in modo abbastanza casuale immagini che nell'età della comunicazione mediatica globale rincorrono i gusti di acquirenti usi a mescolare ogni genere di stereotipi circolanti in rete.

Nota biografica
MARCO FINCARDI ha insegnato a lungo storia sociale all'Università Ca' Foscari di Venezia e attualmente all'Università di Bologna. Ha collaborato a diverse pubblicazioni su tematiche demologiche e nel 2002 ha anche avviato a Ca' Foscari il corso di Storia delle tradizioni popolari. Nelle sue ricerche storiche, che vertono principalmente sulla sociabilità, in particolare su feste e ritualità, il materiale etnografico è frequentemente utilizzato. Nei volumi su Ottocento e Novecento della Storia di Venezia delle Fondazioni Treccani/Cini, nel 2003 ha in particolare pubblicato la sua ricerca I fasti della "tradizione", sulle feste veneziane della prima metà del XX secolo. Ha tradotto per la parte moderna e contemporanea l'edizione italiana del volume Gilles Bertrand, Storia del carnevale di Venezia dall'XI secolo ai giorni nostri, Verona, Cierre, 2022. Sempre per le edizioni Cierre ha pubblicato nel 2009 Il rito della derisione. La satira notturna delle battarelle in Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia.

Ingresso libero - Seminario valido per il tirocinio DEA/ACEL.
Coordinatrice: Franca Tamisari: tamisari@unive.it

Organizzatore

Dipartimento di Studi Umanistici (Franca Tamisari); CentroAGeS; LAB DEA

Allegati

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