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24 Giu 2026 14:00

«L’un lito e l’altro» (Inf. XXVI, 103): percezione dello spazio e rappresentazione letteraria [...]

Aula Baratto, Ca’ Foscari Dorsoduro 3246, Venezia

«L’un lito e l’altro» (Inf. XXVI, 103): percezione dello spazio e rappresentazione letteraria fra XIII e XIV secolo
Geografia, cartografia e immagini dell’ecumene in Dante e dintorni

24-26 giugno 2026
Aula Baratto, Ca’ Foscari Dorsoduro 3246, Venezia
Per la partecipazione da remoto: link Zoom

La storia della percezione e della rappresentazione dello spazio nel Medioevo occidentale è sembrata a lungo concentrarsi soprattutto sul Quattrocento, ricco di eventi cruciali per il mutamento dell’imago mundi, dalla rivalorizzazione della Geographia di Tolomeo alle grandi esplorazioni, culminate, con la scoperta del Nuovo Mondo, nella rivoluzione dell’antico paradigma culturale. Oggi la ricerca è impegnata nella progressiva messa a fuoco del periodo anteriore: tra Duecento e Trecento la cultura urbana in espansione sviluppa nuove forme di controllo territoriale e di mobilità che modificano profondamente il rapporto con l’ambiente, incidono sulla sua concettualizzazione e rappresentazione, investono l’esperienza degli intellettuali e l’elaborazione letteraria.

Nel campo della poesia la Commedia di Dante porta in primo piano la centralità dello spazio, articolato non solo nelle topografie d’invenzione dell’Oltremondo, ma anche nell’evocazione degli scenari geografici dell’ecumene. Attraverso le geografie reali del poema Dante restituisce un’immagine territoriale innovativa, programmaticamente realistica, basata sulla precisione del dettaglio e sull’aderenza alle morfologie, costruita mediante la valorizzazione dell’esperienza diretta. Soprattutto, è un’immagine che rivela una precisa consapevolezza del paesaggio come sistema complesso e la capacità di comprendere le relazioni che ne connettono i fattori costitutivi.

La Commedia ci appare dunque una delle testimonianze più compiute della rinnovata attenzione che la civiltà urbana due-trecentesca riserva alla concretezza del dato ambientale e, nello stesso tempo, la sua espressione d’avanguardia. Prendendo le mosse dall’esperienza dantesca, il Convegno intende approfondire il rapporto fra coscienza ambientale, letteratura e cartografia che matura in questa fase, dove geografie e territori sembrano essere oggetto di una nuova rappresentabilità, declinata sia nel linguaggio cartografico della pictura, sia in quello verbale della scriptura. (G.C.)

Organizzazione
Giovanna Corazza, giovanna.corazza@unive.it

Supervisione scientifica
Tiziano Zanato, zanato@unive.it

Il programma è allegato.

Organizzatore

Dipartimento di Studi Umanistici (Giovanna Corazza)

Allegati

Locandina - Programma 409 KB
Brochure - programma 579 KB

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