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30 Giu 2026

AVI 2026: creatività, agency, etica e una comunità eccezionale

La 18ª edizione della International Conference on Advanced Visual Interfaces (AVI 2026) si è svolta a San Servolo dall'8 al 12 giugno, organizzata congiuntamente dall'Università Ca' Foscari Venezia (Fabio Pittarello e Alessandra Melonio) e dalla Libera Università di Bolzano (Antonella de Angeli e Rosella Gennari). Con il tema Interactive Creativity: Agencies, Interfaces, and Ethics, questa edizione ha segnato un traguardo significativo in termini di contributi, partecipazione, ampiezza e diversità del suo programma di ricerca. La conferenza ha accolto un numero record di 237 partecipanti provenienti da tutto il mondo. Al di là dei numeri, ciò che ha colpito è stato il livello di coinvolgimento durante tutta la settimana della conferenza.
Il programma scientifico ha messo in luce la diversità e la vitalità della ricerca contemporanea sulle interfacce avanzate e sulla human-centered interaction. Nel loro insieme, i contributi hanno dimostrato la crescente attenzione del settore all'interazione come esperienza situata, collaborativa e centrata sull'uomo, che abbraccia utenti e contesti diversi, informazioni visuali, ambienti urbani, trust e processi decisionali, creatività supportata dall'AI. Oltre alle sessioni di presentazione di 33 long e 17 short papers, i 13 workshop (tra cui uno a bordo di un'imbarcazione nella laguna), la sessione dedicata ai poster con 23 presentazioni e le 17 dimostrazioni ed esperienze interattive hanno offerto numerose opportunità di discussione, sperimentazione e networking. Momento particolarmente vivace è stato il Doctoral Consortium, che si è rivelato un forum dinamico e stimolante in cui i dottorandi hanno ricevuto feedback costruttivi e scambiato idee con colleghi e studiosi senior.
Uno dei momenti salienti di AVI 2026 è stato il programma dei keynote (registrazioni disponibili a breve nel sito del convegno), che ha visto la partecipazione di quattro relatori eccezionali i cui interventi hanno spaziato dai processi decisionali affidabili supportati dall'AI (Francesco Ricci, Libera Università di Bolzano), al vision-driven design dall'interazione tangibile alla TeleAbsence (Hiroshi Ishii, MIT Media Lab), alle esperienze multisensoriali (Stefania Serafin, Technical University of Denmark), fino alle implicazioni sociali dell'AI (Felienne Hermans, Vrije Universiteit, Amsterdam). Insieme, questi interventi hanno offerto una riflessione ricca e sfaccettata su creatività, etica, tecnologie human-centered e sul futuro dell'interaction design.
La conferenza ha anche messo in luce la natura sempre più internazionale della comunità AVI. Autori, revisori, membri del comitato di programma e partecipanti provenivano da paesi di tutta Europa, America, Asia e Medio Oriente, a dimostrazione della portata globale e della capacità di attrarre contributi da un'ampia varietà di tradizioni di ricerca e contesti culturali.
L'aspetto forse più importante è che AVI continua a essere ricordato non solo per la sua qualità scientifica e la partecipazione, ma anche per il forte senso di comunità e di unione che ha saputo promuovere al di là delle barriere culturali. Lo spirito collaborativo dei partecipanti ha creato un ambiente in cui le idee sono state discusse in modo costruttivo, sono nate nuove collaborazioni verso molteplici prospettive e sia i ricercatori senior che junior si sono sentiti accolti e supportati.

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https://www.unive.it/avi2026

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