Rebecca è un’atleta velocista con specialità sui 400 metri e in questi giorni si trova a Parigi per correre con la maglia azzurra ai Giochi Olimpici 2024. Classe ‘98, ha alle spalle già un’Olimpiade (Tokyo 2020) e una laurea in Lingue, Civiltà e Scienze del linguaggio all’Università Ca’ Foscari Venezia (2021), ottenuta dopo un percorso da studentessa-atleta.
L’abbiamo intervistata al suo arrivo al villaggio olimpico.
Rebecca cosa non manca mai nelle tue trasferte sportive?
Sicuramente un pizzico di adrenalina e, poi, la divisa, il pettorale e le scarpe chiodate sono sempre nel mio bagaglio a mano.
Com'è tornare alle olimpiadi, ritornare a vivere il villaggio olimpico? Provi le stesse emozioni? Ti senti diversa?
Entrare in un villaggio olimpico è sempre molto emozionante, questa volta ancora di più. Si riesce a vivere a pieno tutte le esperienze e le attività che offre. È bellissimo ritrovarsi con gli atleti e le atlete di tutto il mondo e di moltissimi sport diversi e sapere che condividiamo tutti la stessa passione e lo stesso obiettivo: dare il massimo.
Noti delle differenze con Tokyo?
Dato che la mia prima olimpiade è stata condizionata dal covid mi sembra quasi di vivere l’atmosfera olimpica per la prima volta. La differenza più grande l’ho notata andando allo stadio in questi giorni ed è il pubblico, uno stadio pieno che fa il tifo rende il tutto più magico e ti da una carica eccezionale.
Com'è il clima al villaggio olimpico, con le tue colleghe con gli altri atleti e atlete? Cosa ti piace di più?
Il clima che si respira è quello di un team unito e motivato. Siamo tutti più consapevoli del nostro potenziale e degli obiettivi che dobbiamo raggiungere: motivo per il quale non manca mai occasione per supportarci e caricarci a vicenda.
Come sono le tue giornate pre gara a Parigi?
Le giornate pre gara, infatti, sono caratterizzate da allenamenti, riposo e tanto tifo per i ragazzi e le ragazze che gareggiano in questi giorni.
Cosa pensi delle polemiche collaterali ai giochi sul podio sfiorato o su commenti sessisti di alcune telecronache?
Noi cerchiamo di dare il massimo, ci mettiamo tre o quattro anni per prepararci e arrivare alle competizioni al meglio delle nostre condizioni. Se il risultato poi non è quello che ci aspettavamo la delusione è tanta, desideriamo un riconoscimento dei nostri sforzi, ma si guarda avanti. I miei colleghi e le mie colleghe sono stati brave a non cedere alle provocazioni. E sulle questioni sessiste passerei oltre, noi siamo atlete, vogliamo essere riconosciute per quello che siamo.
L'impegno e la tenacia sono due valori che ti contraddistinguono nella carriera sportiva come nello studio. Cosa porti con te dei tuoi anni a Ca' Foscari?
Sono due valori fondamentali per tutti gli aspetti della vita. Ca Foscari sicuramente mi ha insegnato a focalizzarmi sui miei interessi: sport e studio e impegnarmi al massimo per riuscire a conciliare entrambi.
Hai un rito o qualche gesto scaramantico prima di ogni gara?
Sì! In gara uso sempre lo stesso elastico per i capelli.
Quali sono i tuoi progetti dopo l'11 agosto?
Dopo l’11 agosto rientro in Italia per riprendere gli allenamenti visto che questa stagione non è ancora finita. Gareggerò in alcuni meeting sui 400m fino a metà settembre, dopo finalmente un po’ di vacanza!
Allora in bocca al lupo, Rebecca!
Viva il lupo, grazie!