Classici Contro

Classici Contro nasce dal contatto inedito tra due parole: suonano un po’ come un ossimoro o un paradosso, nell'abitudine odierna di percepire i classici come un’istituzione, un punto di riferimento sicuro. E invece i classici, con un rovesciamento delle credenze e degli stereotipi, sono motore potentissimo del pensiero, ci aiutano (o ci obbligano) a metter in discussione tutto e possono contribuire a rivoluzionare la nostra visione del presente.
Soprattutto nei tempi difficili i classici mettono in gioco il loro pensiero libero, che ci permette di superare le semplificazioni e andare oltre le rigidezze dell'abitudine, per guardare al futuro con una prospettiva più ampia e con spirito critico e costruttivo.

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Per Classici Contro sono stati scelti i teatri più belli e i luoghi simbolo della cultura italiana ed europea, a partire dal Teatro Olimpico di Andrea Palladio a Vicenza: questo pensiero viene da lontano, da quel teatro di Dioniso dove gli Ateniesi, attorno ai miti, alle idee e alle parole, insieme diventavano cittadini.

Così a teatro i Classici Contro ci parlano ciascuno di un tema, di un’idea, di una parola che provenendo dal mondo antico possa essere di aiuto contro la deriva etica, estetica, civica e culturale del nostro universo. Con i miti e le storie, ma senza nessuna mitizzazione.

I Classici Contro pongono al centro della società civile la scuola, la ricerca, l'università e la cultura, e uniscono le forze del pensiero, della consapevolezza, della progettazione e della creatività per l'obiettivo del bene comune, quell'antico koinòn agathòn che sta a cuore a tutti. E propongono sinergie straordinarie: coniugano scuola e politica, università e lavoro, ricerca e ambiente, letteratura ed economia, scienza e poesia. Uniscono istituzioni pubbliche e private, il mondo della formazione e il mondo della produzione, coinvolgono a discutere e a collaborare insieme età e generazioni diverse attorno a idee, ideali, ideologie. Con leggerezza viaggiano liberamente tra passato, presente e futuro per condividere con tutti preoccupazioni e desideri, per un pensiero collettivo più grande.

ERIS. Archeologia del conflitto

Nel mondo anestetizzato del “super” e del “wonderful”, si può anche pensare di espellere Eris dalle nostre vite, di considerarla al massimo come “sana concorrenza”, di nascondere il conflitto e di neutralizzarlo da quelle che pensiamo essere le nostre gioie e i nostri successi. Potrebbe però non essere una buona idea: sotto forma di stasis, sotto forma di echthra, sotto forma di polemos, Eris spunta sempre, e quando nessuno le bada lancia una mela e cambia le sorti della storia. 

Con le idee, le parole e le immagini, che ci vengono da tremila anni di pensieri e di esperienze, cerchiamo di capire qualcosa in più di quello che siamo e di ciò che sta accadendo, proviamo a trovare qualche risposta alle infinite variazioni dell'Eris, tra conflitto, contesa, scontro, lotta, duello, guerra, sfida, confronto, agone, gara, contrapposizione, dissidio, stasis.

A cominciare da Esiodo e da Omero. La poesia, le lettere, la storia, la filosofia, le arti insieme alle scienze sono la via per ricostruire e interpretare il nostro immaginario collettivo. Una paideia senza confini.

Apriamo il nuovo cammino di pensieri, di città in città. Il Teatro Olimpico di Andrea Palladio a Vicenza sarà, tra il 14 e il 15 aprile 2023, punto di riferimento, fatto di pensieri classici con le scene di Tebe dalle sette porte. Una scena per il conflitto dei pensieri, per la contesa e il duello fratricida più antico. Un simbolo concreto di cosa può significare essere cittadini, per pensare, per confrontarci, per scontrarci. Per mettere insieme le parole da discutere, criticare, condividere.

Last update: 27/01/2023