Capita che, ad un ricercatore, venga chiesto un intervento in qualche scuola secondaria di secondo grado per raccontare gli ultimi sviluppi del suo settore. Capita che i ragazzi si dimostrino interessati e affascinati, capita che paiano un muro di gomma, impassibili, capita che inizino a parlottare tra loro.
Magari l’intervento è lo stesso, e ci chiediamo “perchè?”, “cosa ho fatto di diverso?”.
Affrontare l’adolescente per antonomasia non è facile, e la cosa viene resa più complicata dall’estrema varietà di indirizzi scolastici che abbiamo in Italia, nonché dall’estrema varietà di adolescenti. C’è però una cosa che li accomuna: la voglia di autodeterminazione.
In questa attività, vedremo come raccontare la propria ricerca ai ragazzi lasciando loro la parola, attraverso strategie come il game play e di Problem Based Learning, che lascino spazio ai diversi stili di apprendimento.
