Vivere d'acqua

Vivere d'acqua 
Archeologie tra Lio Piccolo e Altino

Mostra archeologica, 2 agosto - 13 ottobre 2019

Venerdì, sabato, domenica: 18.00-22.00 (agosto) e 16.30-20.30 (settembre-ottobre)
Centro Culturale Manin, via Treportina 1, 30010 Ca’ Savio - Cavallino Treporti

Entrata libera
I visitatori della mostra acquisiranno un buono per la riduzione sul biglietto di entrata al Museo nazionale e Area Archeologica di Altino e al Museo di Torcello.

Vivere d'acqua. Archeologie tra Lio Piccolo e Altino

Che aspetto aveva la laguna tra Lio Piccolo e Altino in epoca antica? Attraverso i reperti raccolti in numerose campagne di scavo e ricerche subacquee, la mostra disegna le strutture e le forme cangianti del paesaggio dell'area del litorale antico della città romana di Altino. Ville marittime, strutture per la produzione del sale, peschiere, infrastrutture portuali: tra l'età antica e il primo medioevo il territorio lagunare è distinto da numerose trasformazioni, dettate dai cambiamenti dei corsi fluviali e dei canali lagunari.
La narrazione ha come filo conduttore la fondamentale attività archeologica pionieristica condotta da “Tito” Ernesto Canal, alla fine del secolo scorso. Seguendo un percorso cronologico che si snoda dall'età imperiale fino al VI-VII secolo d.C. attraverso reperti inediti - fino ad ora mai accessibili al pubblico, come i frammenti degli affreschi della Villa romana di Lio Piccolo - la mostra propone un viaggio per comprendere le complesse vicende abitative legate ad un territorio assai dinamico.
Un luogo sospeso tra terre, mare e lagune. Qui le comunità, profondamente collegate al centro di Altino, hanno imparato a costruire, vivere e “dare forma e struttura” alle acque e alle barene. Qui si sono formati quei gruppi umani che hanno fatto di quell'ambiente la loro cultura e identità.

Percorso espositivo

Lo spazio espositivo è organizzato in 6 tappe, seguendo il percorso geografico e cronologico dei contesti archeologici più rilevanti per descrivere la Laguna Nord in età romana e tardoantica:

  1. 50 anni di ricerche archeologiche in Laguna con Ernesto Canal
  2. Le ville marittime del territorio di Altino
  3. Le infrastrutture a servizio della navigazione
  4. Le economie della laguna antica: sale, pesce e trasporti
  5. Nuovi porti diffusi. La fine del mondo antico
  6. La laguna dal cielo

In ognuna delle stanze il visitatore incontrerà reperti e ricostruzioni degli spazi lagunari antichi, con la ricreazione di strutture antiche utilizzando i materiali archeologici originali (laterizi, coppi, embrici, mosaici, cubetti fittili pavimentali, intonaci parietali) rinvenuti nel corso degli scavi. Immagini, video e suoni accompagneranno la vista nella ricostruzione di un paesaggio lagunare antico ancora da raccontare appieno.


Catalogo della mostra e guida archeologica al territorio tra Altino e Lio Piccolo

Quaderni del Polo Museale del Veneto, 3
"Vivere d'Acqua. Archeologie tra Lio Piccolo e Altino"
a cura di Marianna Bressan, Diego Calaon, Daniela Cottica
2019, Edizioni Antiga, Crocetta del Montello (TV)

Contributi di: Martina Bergamo, Dora Berton, Marianna Bressan, Diego Calaon, Lorenzo Calvelli, Cecilia Casaril, Andrea Cipolato, Daniela Cottica, Giovannella Cresci, Valentina Goti Vola, Jacopo Paiano

Il catalogo già disponibile per l'acquisto presso la sede della mostra, il Museo Nazionale e Aree Archeologiche di Altino, oppure contattando il  Polo Museale del Veneto.


Enti attuatori e organizzatori

Comune di Cavallino Treporti
European Union, Interreg ADRION Adriatic Ionian, Approdi
Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca' Foscari Venezia
Fondazione Università Ca' Foscari
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e sua Laguna, Polo Museale del Veneto

Comitato scientifico e tecnico


Saluti istituzionali

Roberta Nesto, Sindaca del Comune di Cavallino Treporti

Un viaggio alla riscoperta del nostro passato più remoto e nascosto nelle profondità. La laguna Nord e la sua vita prima di Venezia rappresentata da reperti archeologici che riemergono dalle acque e che ci fanno scoprire i paesaggi nascosti di un nostro luogo antico: Lio Piccolo.
Con “Vivere d’acqua. Archeologie tra Lio Piccolo e Altino” prosegue il cammino culturale e museale che vogliamo condividere con la nostra comunità e con tutti i visitatori che a Cavallino-Treporti vorranno venire per vedere la mostra. Con questa esposizione si arricchisce il percorso su Lio Piccolo che diventa ancor di più luogo da visitare, da conoscere e da approfondire in tutti i suoi aspetti.
Orgogliosi che i nostri luoghi siano oggetto di studio presente e futuro.
Un ringraziamento all'Università Ca’ Foscari di Venezia per il lavoro di ricerca, fondamentale per poter dare visibilità a reperti che si riferiscono alle fondamenta storiche più antiche del nostro litorale. Un Grazie alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e al Polo Museale del Veneto, per il loro contributo anche in occasione di questa mostra, che ha visto ancora una volta un prezioso lavoro di collaborazione e sinergia tra vari enti.

Michele Bugliesi, Rettore dell'Università Ca' Foscari Venezia

La ricerca archeologica rappresenta uno dei punti di forza della ricerca a Ca’ Foscari e le molte iniziative sostenute dall’Ateneo confermano come questa possa diventare veicolo di valorizzazione del nostro territorio, producendo delle ricadute positive anche nel consolidamento delle collaborazioni tra enti e istituzioni coinvolti a vario titolo nelle diverse attività.
Grandi moli di dati e reperti contribuiscono a costruire l’archivio della memoria e l’identità dei nostri territori. I tempi dello studio di questi dati e i tempi tecnici legati all’archiviazione e alla catalogazione dei reperti si dilatano: il ruolo dell’Università e dei ricercatori del Dipartimento di Studi Umanistici è stato quello di ricollegare i molti fili, digitalizzare con le nuove tecnologie i contenuti e, infine, costruire un nuovo percorso narrativo, questa volta destinato alle comunità locali, vero centro dell’interesse di questa operazione.
Archeologia significa “storia” costruita attraverso i dati materiali: è compito della moderna ricerca scientifica accademica trasformare la storia e la memoria, narrandole insieme al pubblico e alla cittadinanza.
La mostra Vivere d’Acqua narra in modo partecipato una storia poco nota, ovvero l’aspetto del litorale antico prima di Venezia in epoca romana. Questo racconto inusuale, di una Venezia romana con ville e affreschi, è stato reso possibile grazie a un progetto Europeo di Ricerca (Interreg Adrion “Approdi”), alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, l’apporto tecnico di Fondazione Ca’ Foscari e con il generoso contributo del Comune di Cavallino Treporti. L’università si è proposta come tessuto connettivo, collegando istituzioni statali, enti di ricerca innovativa e comunità locali, consapevole che essere “Università Ca’ Foscari Venezia” significhi dare voce all’identità e alla memoria, per leggere meglio il nostro presente. 

Giovannella Cresci, Direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca' Foscari Venezia

Altino e l’acqua costituiscono un binomio inscindibile e complementare, così come l’insediamento antico sorto ai margini della terraferma e il suo ampio bacino lagunare che ne rappresentò fin dalle origini il complemento infrastrutturale, il polmone produttivo, l’irrinunciabile deposito di risorse alimentari ed economiche. Un ambiente anfibio che l’architetto Vitruvio segnalava con stupore per la salubrità del suo ecosistema, favorito dalle opere di bonifica che i Veneti antichi prima e i Romani poi avevano saputo predisporre per assicurare un habitat compatibile con la vita delle comunità residenti.
Il Dipartimento di Studi Umanistici ha nel tempo prodigato, dedica oggi e progetta di riservare in futuro plurime energie di ricerca e diversificate competenze scientifiche allo studio del sito nelle sue diverse fasi evolutive; è lieto dunque di contribuire con questa iniziativa, la quale ben si inscrive nell’ambito della cosiddetta Terza Missione, alla valorizzazione di un segmento rappresentativo della storia del territorio. Auspica altresì che la collaborazione fra diversi soggetti e istituzioni implicati nella ricerca, nella tutela e nella divulgazione dei beni culturali costituisca il volano per la riscoperta e l’approfondimento del ricco patrimonio archeologico che la città progenitrice di Venezia custodisce ancora parzialmente inesplorato e il cui studio promette di riservare un remunerativo incremento di conoscenze.

Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna

Questa iniziativa riannoda i fili tra il territorio, la sua storia ed i resti materiali del nostro passato, raccontandoli alla cittadinanza che qui trascorre la propria quotidianità. L’evento non può che essere accolto con grande piacere dall’istituzione che rappresento, cui spetta la salvaguardia del Patrimonio Culturale di Venezia e della sua Laguna. L’archeologia è forse l’aspetto meno appariscente di questo Patrimonio, ma indubitabilmente il più ricco di legami con la memoria dei suoi abitanti.  La Mostra Vivere d’Acqua costituisce un’occasione importante, non solo per presentare un’attenta ricostruzione del litorale in un ampio arco cronologico, ma anche per raccontare la storia dell’archeologia più recente, dall’attività appassionata di Ernesto Canal all’impegno scientifico dell’Università Ca’ Foscari. Si apprezza in particolare la modalità immersiva che gli organizzatori hanno voluto affidare al percorso di visita che permette di acquisire con immediatezza anche i contenuti più complessi. La partecipazione attiva del Comune di Cavallino Treporti non è un elemento di poco conto, in quanto sottende una profonda condivisione di intenti tra istituzioni operanti nel territorio. L’esposizione dei reperti provenienti dalla villa romana di Lio Piccolo è una tappa importante nella riscoperta dell’identità del litorale e inaugura un percorso che auspichiamo possa proseguire con la qualità e l’entusiasmo dimostrati in questa occasione.

Daniele Ferrara, Direttore Polo Museale del Veneto

La creazione di nuove direttrici turistico-culturali nella laguna veneta è una priorità per le pubbliche amministrazioni, poiché ciò contribuisce alla tutela del patrimonio archeologico, storico e artistico presente nei centri urbani e disseminato nel contesto. Occorre lavorare in condivisione tra pubblico e privato per orientare i residenti e i visitatori, italiani e stranieri, verso proposte culturali permanenti coincidenti appunto con percorsi di conoscenza e godimento dei tanti aspetti che l’ambito lagunare offre. E’ necessario far riscoprire una dimensione di fruizione lenta che avvicini con interesse e piacere a quell ‘museo diffuso’ di cui l’Italia è ricca e di cui la laguna veneta è uno degli esempi più alti e significativi. Itinerari che invoglino il pubblico a individuarvi punti di partenza diversi, ad allungare i tempi di permanenza secondo modalità che potrebbero contribuire a decongestionare Venezia, consentendo peraltro di conoscere quest’ultima in maniera più profonda proprio perché messa in relazione con l’ambiente naturale e storico da cui originò.

Questi percorsi si sviluppano lungo la direttrice nord-sud, da Cavallino Treporti e Jesolo fino a Chioggia, e incrociano Venezia, ove si lavora al Museo della Laguna al Lazzaretto Vecchio (a trenta metri dal Lido), e mettono in relazione la Laguna con i territori limitrofi attraverso altre direttrici: l’antica via Annia, che in Veneto tocca Adria in Polesine; Padova e il relativo territorio; Altino, appunto, l’ottimale punto di partenza per questo specifico ambito della Laguna nord; Concordia Sagittaria, con l’area archeologica e i Musei collegati di Portogruaro e Caorle; il territorio di Treviso; per proseguire poi fino ad Aquileia. Altri percorsi trasversali all’ambito lagunare sono costituiti dai tracciati fluviali come quelli del Brenta e dell’Adige. “Vivere d’Acqua” è dunque frutto di una efficace azione di squadra. Nasce dalla collaborazione già collaudata fra gli istituti del Ministero per I beni e le attività culturali con il Comune di Cavallino Treporti, l’Università Ca’ Foscari e il Comune di Cavallino Treporti.

Si compone un percorso, peraltro servito dal trasporto pubblico, ove al fascino delle testimonianze storiche si aggiunge quello della natura. Basta approfondire il racconto che scaturisce dalla ricerca archeologica degli studiosi e dei tecnici dell’Università e del Ministero (e di cui sottolineo la rapidità con cui i risultati sono stati restituiti alla collettività che li ha finanziati) ed ecco la scoperta di tutta un’altra storia della Laguna e di Venezia rispetto a quella consolidatasi nei secoli per ragioni politiche di costruzione del mito della Serenissima. A dispetto della narrazione corrente – reiterata da pur meritevoli trasmissioni televisive -, le ricerche dimostrano come la Laguna non fosse meramente il luogo ove la popolazione, in età altomedievale, trovò rifugio dai barbari, bensì un ambito di ben più antico insediamento, di intense attività portuale, commerciale, residenziale ecc. Le comunità profondamente collegate ad Altino entrarono in armonia con l’ambiente lagunare, ponendovi le solide fondamenta di una cultura che continua ad attrarre l’attenzione mondiale. Le attuali problematicità sollecitano ad allargare lo sguardo sulla Laguna e conoscerla attraverso nuove esperienze.