Orto in campus
ortoincampus@unive.it
Referenti:
- prof. Fabio Pranovi, fpranovi@unive.it e prof.ssa Gabriella Buffa, buffag@unive.it
- Patrizia Resente, resente@unive.it e Francesco Cavraro, cavraro@unive.it
Nell'ambito dei Campus Sostenibili nel 2016 ha preso avvio, nel giardino del Campus Scientifico di via Torino, un primo esperimento del progetto "Orto in Campus".
Si tratta di uno strumento di ricerca e divulgazione scientifica.
Il progetto attivato nel contesto di Ca' Foscari Sostenibile, vede il coinvolgimento degli studenti di tutto l'Ateneo e dei ricercatori del gruppo di Ecologia afferenti al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica.
Partecipa al progetto Orto in Campus
Il progetto Orto in Campus si propone di sensibilizzare le studentesse e gli studenti alle pratiche di sostenibilità, attraverso la riscoperta e l'applicazione di un approccio all'agricoltura che esplori e rispetti le funzioni ecologiche di un piccolo agro-ecosistema.
Nell'orto, ospitato presso il Campus Scientifico in via Torino, si pratica l'agricoltura sinergica, la quale si basa sull'assenza di uso di fertilizzanti o trattamenti di sintesi e sulla minima lavorazione del suolo.
La minima lavorazione, però, non significa completa inattività dell'essere umano: le attività di semina, trapianto, raccolta e l'organizzazione degli spazi e dei periodi di coltivazione sono necessarie.
Con l'Orto in Campus, viene data a studentesse e studenti, la possibilità di provare a gestire queste attività, prendendo consapevolezza dei tempi della natura e rendendoli protagoniste e protagonisti di un'attività umana sostenibile, oltre che possibile fonte di momenti di aggregazione e divulgazione.
Se sei interessato/interessata a partecipare, manda una mail a ortoincampus@unive.it
L’orto sinergico
Il concetto di orto sinergico prende spunto dai principi di agricoltura biologica stilati dall'agronomo giapponese Masanobu Fukuoka e dalla coltivatrice spagnola Emilia Hazelip: una forma di coltivazione il più naturale possibile che si affida alla pacciamatura per mantenere la fertilità del suolo nel tempo e che privilegia la non lavorazione del terreno favorendo e accrescendo il lavoro dei microrganismi animali e vegetali del suolo stesso.
Quattro sono gli elementi base:
- Non è prevista la lavorazione del suolo,
- nessun concime chimico,
- nessun diserbo,
- nessuna dipendenza da prodotti chimici quali antiparassitari.
L’orto nel tempo tende a trovare un suo equilibrio naturale, così come saranno naturali i prodotti ottenuti.
La forma a spirale data all'aiuola rappresenta il legame di tutta la natura con il cosmo, fasi lunari, stagioni e tempo atmosferico da cui tutti dipendiamo, e serve per migliorare la connessione tra le diverse specie coltivate.
L'orto diviene quindi una sorta di laboratorio a cielo aperto, in cui gli studenti, in particolare quelli di Scienze Ambientali, potranno sperimentare e verificare alcuni dei concetti bio-ecologici studiati nei diversi corsi.
Scopri l'orto del campus
Gli studenti e le studentesse che gestiscono le varie fasi dell'orto in campus ti raccontano il primo anno del progetto in questo video.
Il giardino della biodiversità
L’idea di un giardino della biodiversità al campus di via Torino è nata dalla consapevolezza che possiamo avvicinarci alla sostenibilità solo riconoscendo l’esistenza di un “capitale naturale” e cercando di aumentarlo o conservarlo. Distruzione degli habitat naturali, inquinamento, pressione competitiva delle specie esotiche, inquinamento genetico, riscaldamento globale sono solo alcune delle pressioni che hanno portato all'estinzione di più di un quinto delle specie di piante presenti sul nostro pianeta.
In Europa, 650 piante sono considerate estinte o in situazione critica. Un recente studio ha evidenziato che dagli anni ’80 ad oggi in Veneto sono state perse 48 specie. 1.500 sono a rischio più o meno elevato: il 43% dell’intero patrimonio vegetale regionale. Eppure le piante sono risorsa essenziale per il nostro pianeta e l’uomo dipende dalle piante per ogni aspetto dell’esistenza: cibo, abbigliamento, salute e piaceri.
All'interno del giardino della biodiversità troverà posto una piccola collezione di piante rare o minacciate, tipiche del territorio veneziano, che saranno spunto per educazione ambientale e base per studio e sperimentazione.
Seminari di agroecologia
Collettivo Rizosfera
Speakers:
- Battistello Enrico, Collettivo Rizosfera
- Dimitri Zuccolotto, Collettivo Rizosfera
Nell'ambito delle attività di avvio del progetto Orto in campus per la stagione 2025, si propongono due seminari pratici, rivolti prevalentemente agli studenti, da svolgersi nell'orto e aventi come oggetto rispettivamente:
- La fertilità del terreno: nutrire il suolo per incentivare la salute delle piante
- L'orticoltura organica rigenerativa: coltivare cibo, habitat e fertilità.
Speaker:
- Battistello Enrico, Collettivo Rizosfera
La diversità e varietà di vita sulla terra, dalla più piccola creatura al più grande ecosistema, è fondamentale per il benessere del nostro pianeta. La biodiversità vegetale per esempio fornisce cibo, ossigeno e regola il clima. Quella animale invece garantisce l'impollinazione e determina la salute e l’equilibrio degli ecosistemi. Ma la biodiversità non si limita al mondo visibile: i microrganismi svolgono un ruolo cruciale nei cicli biogeochimici e sono attori fondamentali dell’importantissima simbiosi con piante, animali e persino con noi esseri umani.
Il seminario ha avuto come argomento principale la contrapposizione di approccio agricolo e di gestione del paesaggio tra monocultura e biodiversità, e gli effetti che possiamo riscontrare nelle nostre vite quotidiane oltre che nell’ambiente in cui viviamo. Si sono poi portati gli studenti in un viaggio immaginario all'interno del suolo, spiegando funzioni, dinamiche e potenzialità di questo bene comune. Sono state trattate in dettaglio le relazioni e le interazioni che avvengono tra le piante ed i microrganismi della rizosfera ed il fondamentale ruolo che questi elementi svolgono nel pianeta, a beneficio anche dell'intera umanità.
Speaker:
- Dimitri Zuccolotto, Collettivo Rizosfera
Comprendere le funzionalità ecosistemiche di un paesaggio e lavorare verso pratiche rigenerative è la chiave per riuscire a creare sistemi agricoli lungimiranti e resilienti. Molte volte però manca una visione sistemica dell’insieme per riuscire a codificare il vero potenziale di un territorio e le sue vulnerabilità. La fotosintesi è il motore energetico di questo pianeta ed è parte rilevante per la creazione di abbondanza, conoscerla, utilizzarla ed aumentarla nelle nostre aziende agricole è il presupposto di una visione interdisciplinare che va oltre alla semplice produzione di cibo, ma unisce e integra il paesaggio agricolo con quello naturale creando molteplici connessioni.
L’ obbiettivo del seminario era quello di fornire agli studenti esempi pratici e scalabili su come l'agricoltura può diventare oltre che sequestratrice di carbonio, anche rigeneratrice di suoli e habitat producendo nello stesso tempo cibo. È stata presa in esame l'azienda agroecologia Terra Viva, un progetto agricolo agrosilvopastorale su piccola scala, per portare esempi gestionali e funzionali nell'utilizzo del potenziale fotosintetico e dei suoi benefici. Si è parlato tramite immagini e chiarimenti dei molteplici modi di aumentare la fertilità biologica, fisica e chimica in loco riducendo o addirittura azzerando gli input esterni.
Lista rossa regionale delle piante vascolari
A cura della Regione Veneto
L’opera rappresenta una prima e fondamentale sintesi dello stato di conservazione delle specie vegetali della Regione Veneto. Il libro contiene la lista delle specie rare e minacciate di estinzione (1.509 specie, il 43% della flora veneta) della Regione Veneto e la loro classificazione per la categoria di rischio secondo i criteri fissati dalla International Union for the Conservation of Nature (IUCN), adattati al livello locale. È un volume rivolto innanzitutto agli esperti, ma anche ad un pubblico più ampio di appassionati del mondo vegetale, agli studenti delle scuole e delle università, agli amministratori e a tutti coloro che lavorano sul territorio e desiderano approfondire la conoscenza del nostro “capitale naturale”.
Nonostante le Liste Rosse siano documenti dinamici, che non possono mai ritenersi definitivi, i dati racchiusi in questo volume potranno fornire informazioni sintetiche e confrontabili sullo stato di conservazione delle specie vegetali e saranno un’utile base per il monitoraggio periodico dell’efficacia delle azioni realizzate e da intraprendere per contrastare i fattori di minaccia e arrestare la perdita di biodiversità nel territorio veneto.
L'opera è disponibile nel portale della Regione del Veneto.
Orto tintorio
Il progetto dell’Orto Tintorio nasce dalle esigenze del laboratorio afferente al corso Pigments and Dyes in the Cultural Heritage del corso di Laurea Magistrale in Conservation Science and Technology for Cultural Heritage e Industria dei Coloranti e Pigmenti del corso di Laurea in Chimica e Tecnologie Sostenibili. Per insegnare agli studenti gli antichi metodi di sviluppo del colore e di tintura dei tessuti, si è pensato di riprendere il vecchio progetto dell’Orto in Campus e adattarne una parte alle nuove esigenze: far crescere le piante tintorie antiche e moderne per estrarne coloranti e pigmenti di interesse. Sono quindi state messe a dimora piante autoctone ed alloctone tipicamente impiegate per l’estrazione di coloranti e pigmenti tradizionalmente utilizzati nella tintura di fibre animali e vegetali. Unendo competenze trasversali è stato studiato un percorso didattico volto a scoprire le tecniche di tintura naturale sia per applicazioni nel campo dei beni culturali, in modo da intervenire sui manufatti antichi con materiali sempre più simili agli originali, sia per sensibilizzare sulla necessità di studiare e riscoprire tecniche di colorazione che utilizzino materiali sostenibili per l’ambiente e l’utente, in un’ottica di economia circolare.
Al suo secondo anno di sviluppo, l’orto tintorio vanta la presenza di piante tintorie perenni, biennali e annuali, sia storicamente presenti in Europa, sia provenienti dalle Americhe e dell’Asia, e da quest’anno anche piante da fibra.
Oltre al laboratorio didattico presente nel corso di laurea magistrale, sono stati studiati progetti di orientamento STEM: agli studenti delle scuole primarie e secondarie è stato insegnato che dalle piante possono essere estratti coloranti molto diversi tra loro, che possono essere utilizzati come indicatori di pH (lo sapevi che il tornasole è proprio una pianta?) o come coloranti per i tessuti, per avvicinarli alle discipline scientifiche.
Dal grande successo riscontrato nel laboratorio didattico ne sono nati progetti di ricerca per lo studio dei coloranti, delle loro interazioni con i vari metodi di mordenzatura, moderni e antichi, per creare sfumature e colori che resistano nel tempo, e portino allo sviluppo di un processo industrialmente percorribile in un’ottica di economia circolare.
A cura di dott.ssa Anna Del Tedesco, prof. Lucio Ronchin, Jacopo Marzari