Conservatorio di Musica "Benedetto Marcello"
Campiello Pisani 2810
Palazzo Pisani
Quale pace?
La musica, di per sé, non ci richiederebbe un’esplicita interrogazione sul presente, né tantomeno sul concetto di pace. Tuttavia, finché la musica verrà praticata e usufruita in luoghi pubblici, all’interno di progetti collettivi e in forme istituzionalizzate, è del tutto illusorio pensare di poter condurre la propria attività musicale senza chiedersi quali siano le condizioni che la garantiscono.
Per citare il poeta Marwan Makhoul: “In order for me to write poetry that isn’t political/ I must listen to the birds/ and in order to hear the birds/ the warplanes must be silent”. (Yun Zhang)
Musica per pianoforte di Beethoven e Chopin.
Orario
- dalle 19.00 alle 19.30
San Francesco a Venezia
Si tratta di un breve oratorio di Paolo Notargiacomo sul passaggio di San Francesco a Venezia, origine della ricca tradizione del francescanesimo veneziano, in occasione dell'Anno Giubilare Francescano (ottavo centenario della morte del Santo d'Assisi).
La storia racconta gli episodi della vita di San Francesco legati al suo soggiorno veneziano di ritorno dal viaggio in Egitto, e l'eredità culturale, simbolica, morale e spirituale di tale passaggio, con particolare riferimento al messaggio di fraternità, di pace e di carità portato dal Santo.
Orario
- dalle 19.30 alle 20.00
Musica antica
Apollo e Dafne (HWV 122) è una cantata profana composta da Georg Friedrich Händel tra il 1709 e il 1710. Händel iniziò il lavoro a Venezia nel 1709, e lo completò ad Hannover, dopo il suo arrivo nel 1710 per assumere l'incarico di maestro di cappella presso l'Elettore di Sassonia.
Il libretto rielabora il mito ovidiano dell’amore non corrisposto di Apollo per la ninfa Dafne, intrecciando scene di idillio pastorale a momenti di intensa tensione drammatica. Pur nella dimensione “da camera”, la scrittura rivela una sorprendente forza teatrale: i recitativi delineano con chiarezza l’azione, mentre le arie scavano nei moti interiori dei personaggi con finezza psicologica.
Il carattere brillante e la linea melodica agile restituiscono l’ebbrezza dell’innamoramento, creando un contrasto emotivo tanto più efficace con l’esito tragico del mito. In questa pagina si coglie già il talento di Händel nel coniugare eleganza formale e immediatezza espressiva, qualità che renderanno il suo teatro musicale tra i più coinvolgenti del Barocco europeo.
Orario
- dalle 20.00 alle 20.30
Oltre i confini
Un percorso sonoro ideato ad hoc per Art Night con variegate musiche d’insieme provenienti da eterogenee aree geografiche, che interpretano la modernità e la contemporaneità nei suoi temi più attuali ancora estremamente vivi. Un punto fondamentale per esprimere la forza e l’energia della musica, soprattutto d’insieme, strumento capace di valicare ogni forma di barriera culturale e sociale, aprendo a nuovi orizzonti e prospettive più ampie e condivise.
A cura di Giovanni Mancuso, Francesco Pavan e l’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio di Venezia.
Orario
- dalle 21.00 alle 21.50
Vox
Vox 1 di Trevor Wishart invita a un’esperienza d’ascolto dove la voce umana muta in un territorio sonoro fluido e cangiante.
Distante dai canoni del canto e del linguaggio parlato, la composizione modella respiri, sussurri, grida e frammenti fonetici per dar vita a una dimensione acustica ancestrale, dalle tinte quasi rituali.
Orario
- dalle 21.50 alle 22.00
“fiori siamo…”
In quella sorta di diario intimo che sono gli “Játékok” di György Kurtág, “fiori siamo noi umani…” è una frase che ritorna di frequente. La si trova, a volte accompagnata da altri pensieri, a introdurre brani spesso fatti di pochi, espressivissimi, gesti sonori intrecciati: con un motto, con poche sillabe, si genera una straordinaria capacità di comunicare, di “toccare” chi ascolta.
Questa è la lezione di Kurtág: la musica nasce dal gesto, dal desiderio di contatto verso/con/contro l’altro. La musica è relazione umana, teatro dove sperimentare, e raffinare fino al sublime, la nostra capacità di concordia.
Il programma che si propone intreccia, come messaggi dall’uno all’altro, brani tratti dagli “Játékok” per pianoforte a quattro mani con echi da Schumann, Janáček, altri riferimenti kurtagiani, brani che magicamente sanno tradurre in musica la complessità, la difficoltà e la meraviglia dei rapporti umani.
Orario
- dalle 22.00 alle 22.30
Progetto Sunrise
Sette quartetti per la pace.
Sette quartetti si "fondono" in un sestetto. La pace è collaborazione, condivisione, compassione, empatia. Le armonie del sestetto di Tchaikovsky Souvenir de Florence (op.70) scritto dal compositore nel 1890, permette tutto questo.
Orario
- dalle 22.30 alle 23.00
Brass Peace Time
L'Inno alla pace di Rossini, composto nel periodo parigino, lontano dai teatri d'opera, rappresenta la produzione matura e più intima del compositore.
Il brano riflette un desiderio di armonia e serenità, lodando la pace come fonte di ricchezza e gioia. Si tratta di un inno che eleva la pace come valore supremo, unito alla tipica raffinatezza melodica rossiniana.
Orario
- dalle 23.00 alle 23.30
Fra Musica e Pace
La pace non è lo strumento che evita o cessa le guerre ma anzitutto lo stato di “armonia” che serve per prevenirle.
Da quando esiste l’uomo le guerre non hanno mai smesso di essere combattute: il tempo passa, ma ancora uomini e donne cadono sotto le bombe, a volte pregando, a volte maledicendo, a volte sperando. Cosa può fare la musica per la pace? L’arte, come la pace, è intimamente connessa alla natura dell’uomo e la musica, nella sua intrinseca disposizione a stabilire legami, può sanare la natura umana, ha una funzione preventiva ed educativa e possiede inoltre, per chi crede, un’intima relazione con la vita soprannaturale. Per un musicista dunque la pace non è un’utopia: diversi i toni, differenti le note ma se articolate insieme, con sapienza, diventano dimostrazione che insieme, nella differenza, si può comporre, armonizzare, coesistere, collaborare, ricreare.
Inoltre la musica d’insieme prevede l'interazione tra diversi strumenti che non si sovrappongono, ma ciascuno, con il proprio talento, la trasforma in un canto collettivo: è proprio in questo spazio riservato, nello stesso tempo intimo e condiviso, che oggi è possibile connettere speranze e desideri, probabilmente senza clamori e senza azioni decisive ma con quella seduzione che sa colpire nel profondo. Musica insieme che è richiamo alla vita, bisogno di futuro.
Musica da camera di Claude Debussy, Lili Boulanger e Eugene Bozza.
Orario
- dalle 23.30 alle 00.00
Quasi Variations
Trio per flauto, violino e pianoforte composto nel 1946 da un compositore purtroppo ancora sconosciuto: Thomas de Hartmann.
Al suo interno una mescolanza di musiche provenienti da varie fonti, tra cui danze popolari, musiche del folklore, musiche di area romantica, musica cinematografica, e tanto altro.
Orario
- dalle 00.00 alle 00.30
Breath for Peace
Il respiro, azione necessaria e indispensabile per la vita, accomuna tutti gli esseri umani, diventando simbolo universale di vita, dialogo e pace.
E' anche il gesto che ci consente di suonare il flauto dolce e di esprimere differenti atmosfere e stati d'animo. Nella musica antica il soffio del flauto dolce è intimo, umano, fragile...non impone, ma incanta e persuade; nella musica contemporanea è invece sussurrato o più spesso gridato ... teso o strappato, cerca il modo di esprimersi e farsi sentire, quasi che respirare normalmente non basti più a invocare il diritto alla vita.
Musica da camera di G. A. Pandolfi Mealli, Jakob Van Eyck, Anne Danican Philidor e Louis Andriessen.
Orario
- dalle 00.30 alle 1.00
Imagine
Imagine, il brano che forse rappresenta più iconicamente il silenzio delle armi, la speranza e la fratellanza per un futuro migliore, è diventato famoso in tutto il mondo ed è stato scritto da John Lennon in coproduzione con la moglie Yoko Ono.
Altre importanti stars hanno cantato tale inno in performance rimaste memorabili come quella di Patti LaBelle, anche con Anna Oxa, e quella dell’ultimo festival di Sanremo che ha visto sul palco la cantante Noa con Mira Awad cantando il testo in 3 lingue diverse: ebraico, arabo e inglese.
Orario
- dalle 1.00 alle 1.10
The Best form of government is no goverment at all
Anarchia, contestazione, disobbedienza
The best form of government is no government at all , uno dei frammenti del Saggio sulla Disobbedienza civile di Henry David Thoreau scelti da John Cage per la sua Song n.35, è il titolo che abbiamo voluto dare a questa festosa e appassionata incursione nella musica che prende posizione, che disobbedisce, che contesta e deride il potere costituito.
Lo stesso potere che – contando sulla nostra indifferenza – ci vorrebbe trascinare costantemente nelle logiche deliranti della guerra. Dalla denuncia degli orrori della guerra in Vietnam di Andriessen all'azione musicale politica di Cardew, dalla fantasia irriducibile ed anarchica di Cage al graffio sarcastico di Frank Zappa, questo programma sembra volerci dire che la musica può essere un formidabile dispositivo di boicottaggio della guerra e dell'oppressione.
Orario
- dalle 1.10 alle 1.40