Alto apprendistato

Alto apprendistato

L'apprendistato di alta formazione e ricerca è un contratto di lavoro finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani.

È utilizzabile per il conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione o per lo svolgimento di attività di ricerca su tematiche di interesse dell’azienda.

Si tratta di uno strumento indispensabile per favorire l’occupabilità dei giovani e l’innovazione delle aziende. Per questo il Placement promuove una serie di attività e servizi per supportare le aziende interessate nell’attivazione del contratto.

Contatti e prenotazioni

Il 21/06/2016 è stato siglato l’Accordo tra Regione del Veneto, Parti Sociali e Università del Veneto che definisce gli aspetti formativi del Contratto di Apprendistato di Alta Formazione e Ricerca. In particolare l'accordo fornisce indicazioni sulle modalità di attivazione e sulla durata del contratto, sui requisiti e responsabilità del Datore di Lavoro e sui contenuti del Piano Formativo Individuale. 

Tavolo di confronto per l'apprendistato di ricerca

Il Settore Placement ha istituito un Tavolo di Confronto per la promozione del contratto di apprendistato di ricerca allo scopo di condividere con le Parti Sociali, i consulenti del lavoro ed altri importanti attori del mercato del lavoro, possibili modalità di intervento attraverso le quali favorire e sostenere l'utilizzo del contratto nonché per raccogliere spunti, riscontri e considerazioni sulle criticità legate alla sua applicazione.

Dopo varie discussioni e dibattiti si è giunti alla definizione di un “Accordo di Programma per la Promozione del contratto di Apprendistato di Ricerca” siglato il 16 settembre 2014 da Università Ca' Foscari Venezia, Confindustria Veneto, Cgil, Cisl e Uil del Veneto, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia, Ordine dei Consulenti del Lavoro di Vicenza, Agenzia per il Lavoro Umana S.p.a.

Il contratto di apprendistato di ricerca è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato allo svolgimento di attività di ricerca in azienda (es. svolgimento della tesi di laurea o sviluppo di un progetto di ricerca post laurea).

Requisiti dei destinatari

Possono essere assunti in apprendistato di ricerca giovani di età inferiore ai 30 anni in possesso di un titolo di studio universitario o iscritti ad un corso di studio universitario.

Durata e aspetti contrattuali

La durata del contratto è definita in base alla durata del progetto di ricerca nel rispetto di una durata minima di sei mesi e massima di tre anni.

Il contratto può essere prorogato fino ad un anno in presenza di particolari esigenze legate al progetto di ricerca.

Se al termine del periodo formativo datore di lavoro e lavoratore non recedono dal contratto, il rapporto di lavoro prosegue a tempo indeterminato.

Formazione prevista

Il percorso formativo dell’apprendista è definito nel Piano Formativo Individuale, redatto in stretto raccordo tra tutor aziendale e tutor formativo, coerentemente ai contenuti del progetto di ricerca e alle mansioni affidate all’apprendista.

La formazione interna, nelle sue diverse modalità operative, non può essere inferiore al 20% del monte ore annuale contrattualmente previsto. La formazione esterna non è obbligatoria.

Come attivare un contratto di apprendistato di ricerca

Il datore di lavoro che intende attivare un contratto di apprendistato di ricerca è tenuto a sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto o con l’ente di ricerca di riferimento.

A seguito della sottoscrizione del protocollo, sarà possibile stipulare il contratto di apprendistato di ricerca e, contestualmente, il Piano Formativo Individuale.

Per maggiori informazioni e per ricevere assistenza nell’attivazione di un contratto di apprendistato di ricerca scrivere a sportello.aziende@unive.it.

Disciplina del contratto

L’ Art. 42 del D. Lgs. n. 81/2015 definisce la disciplina generale del contratto di apprendistato che prevede: 

  • Forma scritta del contratto ai fini della prova; il contratto contiene, in forma sintetica il Piano Formativo Individuale;
  • Durata minima non inferiore a 6 mesi;
  • Applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente in caso di licenziamento illegittimo, ovvero delle misure sanzionatorie dettate dal D. Lgs n. 23/2015 per il licenziamento illegittimo nel contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti;
  • possibilità di recesso al termine del periodo di apprendistato, ai sensi di quanto disposto dall’ Art. 2118 del Codice Civile, con preavviso decorrente dal medesimo termine. Se nessuna delle parti recede dal contratto al termine del periodo formativo il rapporto prosegue a tempo indeterminato.

Per altri aspetti la legge demanda la disciplina del contratto di apprendistato alla contrattazione collettiva nel rispetto di alcuni principi direttivi, tra cui:

  • divieto di retribuzione a cottimo;
  • possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto a quello spettante, in applicazione del CCNL, ai lavoratori addetti a mansioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto. In alternativa, è possibile stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e in modo graduale all’anzianità di servizio;
  • presenza di un tutor o di un referente aziendale;
  • possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti con i fondi interprofessionali;
  • registrazione della formazione effettuata e della qualifica contrattuale nel libretto formativo del cittadino;
  • possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di sospensioni involontarie superiori a 30 giorni;

L’assunzione dell’apprendista è subordinata al rispetto di limiti numerici:

  • Aziende con almeno 10 dipendenti: il numero di apprendisti che un datore di lavoro può assumere non può superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio;
  • Aziende con meno di 10 dipendenti: tale rapporto non può superare il 100%;
  • Aziende con nessuno o meno di 3 dipendenti qualificati o specializzati (indipendentemente dal numero complessivo di dipendenti): possono assumere al massimo tre apprendisti.

(Tali limiti non si applicano alle imprese artigiane che seguono le disposizioni di cui all’ Art.4 della L. 443/1985)

Per i datori di lavoro che occupano almeno 50 dipendenti l'assunzione di nuovi apprendisti con contratto di apprendistato professionalizzante è subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro restando esclusi dal computo i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, dimissioni o licenziamento per giusta causa.
In mancanza del rispetto di tale percentuale il datore di lavoro può assumere un ulteriore apprendista con contratto di apprendistato professionalizzante.

Gli apprendisti assunti in violazione di tali limiti sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato a partire dalla data di costituzione del rapporto.

Riferimenti normativi

icoDecreto Interministeriale 12 ottobre 2015, “Definizione degli standard formativi dell’apprendistato e criteri generali per la realizzazione dei percorsi in apprendistato”
Il DM 12 ottobre 2015 è il decreto interministeriale che disciplina gli standard formativi dell'apprendistato
250 K
icoAccordo tra Regione del Veneto, Parti Sociali e Università del Veneto
L’Accordo tra Regione del Veneto, Parti Sociali e Università del Veneto è l'accordo regionale che recepisce il Decreto Ministeriale 12 ottobre 2015
1.1 M
icoDecreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81
Decreto di riordino delle tipologie contrattuali attuativo della L. 183/2014 (c.d Jobs Act)
166 K
icoLegge regionale 13 marzo 2009, n.3 "Disposizioni in materia di occupazione e mercato del lavoro"
Si pone come obiettivi il riordino e l'armonizzazione delle disposizioni regionali in materia di occupazione, mercato del lavoro e orientamento. In particolare, l'art. 42 disciplina l’istituto dell’ apprendistato a livello regionale.
187 K

Per le aziende

Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca consente all’azienda di beneficiare di una stretta collaborazione con l’Università in merito a:

  • selezione e formazione di giovani ad alto potenziale sui cui investire per lo sviluppo di idee e progetti innovativi;
  • definizione del progetto formativo o di ricerca ad hoc, in linea con le esigenze dell’impresa;
  • consulenza per la gestione del contratto/rapporto di lavoro;
  • presenza di un tutor/referente universitario che, congiuntamente al tutor/referente aziendale, presidia l’integrazione tra l’attività di studio e di ricerca con l’attività lavorativa;
  • monitoraggio delle attività, anche in itinere, al fine di migliorare l’efficacia dell’azione complessiva.
Collegamenti

Inoltre, il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca consente di beneficiare di una serie di ulteriori vantaggi, sia di tipo economico che normativo:

  • Regime contributivo agevolato
  • Retribuzione ridotta
  • Libera recedibilità al termine del periodo formativo

Per i giovani

L’ apprendista gode di una serie di tutele assicurative e previdenziali, quali:

  • Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
  • Assicurazione contro le malattie
  • Assicurazione contro l’invalidità e la vecchiaia
  • Maternità
  • Assegno familiare
  • Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (Naspi) in caso di disoccupazione involontaria

Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca è un contratto di lavoro a tempo indeterminato che, oltre a garantire una retribuzione e il conseguimento di un titolo di studio, consente allo studente/apprendista di arricchire il proprio bagaglio di competenze e conoscenze al fianco di professionisti di imprese di comprovata esperienza.

Attivare un contratto di Apprendistato di Ricerca: la voce dell'azienda e dell'apprendista

Diego Cattaneo, Martina Perosin - Umana

Umana

Quali motivazioni l’hanno spinta a rivolgersi al Settore Placement per richiedere informazioni sul contratto di Apprendistato di Ricerca?

La scelta è stata determinata da una concomitanza di fattori, il primo dei quali era la volontà aziendale di realizzare una ricerca che, per sue caratteristiche, richiedeva un livello di approfondimento che poteva trovare adeguate risultanze solo (o prevalentemente) in ambito accademico. Una volta identificata la risorsa a cui affidare il progetto (nella valutazione si è tenuto naturalmente conto del corso di studi universitari), l'Apprendistato di Ricerca è stato individuato come lo strumento più adeguato, in quanto capace di coniugare diverse caratteristiche interessanti anche sotto un profilo più squisitamente lavorativo. Il quadro si completa tenendo in considerazione la partecipazione di Umana al Tavolo di confronto per la promozione dell'Apprendistato di Ricerca, istituito proprio in seno a Ca' Foscari. La decisione di avviare un Apprendistato di Ricerca appoggiandosi al Settore Placement, con cui peraltro sono attive da anni collaborazioni su svariati fronti, è parsa in definitiva del tutto naturale.

Ha trovato complicata la procedura di attivazione del contratto?

No, nel complesso si è trattato di un processo piuttosto fluido, in cui il personale del Settore Placement ha sempre dimostrato grande disponibilità nel fornire assistenza in tutti gli ambiti di sua competenza.

Quali benefici ritiene abbia apportato alla Sua azienda aver assunto una laureata attraverso il contratto di Alto Apprendistato ?

Come anticipato, l'Apprendistato di Ricerca è uno strumento che coniuga diverse caratteristiche interessanti. Le due principali sono rappresentate, senza dubbio dalla possibilità di affidare ad una risorsa giovane e neo-laureata la realizzazione di un progetto di alto profilo, che, per essere realizzato con efficacia, necessita di un'impostazione in grado di coniugare armonicamente l'interesse prioritario dell'azienda ed un approccio metodologico affine a quello proprio degli studi universitari o comunque di livello superiore, anche grazie al supporto del tutor accademico. L’altra è l’opportunità di avvalersi di una forma contrattuale come l’Apprendistato di ricerca che, per sua natura, offre una prospettiva di stabilità all'apprendista e al contempo consente all'azienda di godere di tutti i vantaggi dell'apprendistato con una modalità contrattuale che risulta comunque estremamente flessibile.

Martina Perosin

Come e in che modo ritiene che il percorso formativo in apprendistato abbia contribuito ad accrescere le Sue competenze?

Il percorso formativo svolto mi ha permesso di mettere a frutto le conoscenze teoriche acquisite durante il corso degli studi in Economia e Gestione delle arti, applicandole alle risorse umane. Con l'occasione ho potuto indagare i processi di reclutamento e di inserimento del personale nel settore culturale, ma anche le diverse potenzialità del capitale umano, attraverso interviste a diversi soggetti operanti nella Cultura, ricerche di mercato e studi di settore, analizzate da un punto di vista professionale, maturato in azienda. È stato molto costruttivo e motivante in ottica sia professionale che personale poter coniugare bagaglio formativo universitario e ambito lavorativo in un progetto condiviso.

Ai fini della Sua formazione professionale, quanto ritieni utile il tutoraggio del docente universitario?

Il tutoraggio accademico si è rivelato fondamentale per integrare i percorsi professionalizzanti con discipline teoriche utili ai fini di una formazione più completa.