Agenda
Viaggio virtuale intorno alla poesia.
Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, ViaggioPoesia
Abbiamo pensato, in questi giorni di forzata immobilità, di proporre una sorta di viaggio “mentale” che ci faccia incontrare alcuni poeti e alcuni loro testi, scelti dai membri del nostro dipartimento. È un modo per condividere un pensiero poetico in queste giornate lunghe, per comunicare ai nostri studenti che ci siamo, siamo qui con loro, anche se sparpagliati in tutta Italia…
Una poesia al giorno per non restare soli
(fotografia per gentile concessione di Alessandro Bettio)
1 aprile:
Con nitide pennellate Cardarelli traduce in versi ben noti la meraviglia di una serata veneziana di fine estate: l’accendersi dei mosaici marciani al tramonto, l’incupirsi delle ombre, l’apparire della luna, la festa delle luci sull’acqua, l’aria già pungente. Un ricordo malinconicamente lontano, che il poeta fissa nella mente per poterne gioire in momenti futuri. In questi giorni di confinamento e incontri a distanza le sue parole suonano come un invito a trarre piacere dal pensiero della grande bellezza, in attesa di riviverla sensorialmente. (a cura di Simone Piazza)
Vincenzo Cardarelli (1887-1959)
Settembre a Venezia
Già di settembre imbrunano
a Venezia i crepuscoli precoci
e di gramaglie vestono le pietre.
Dardeggia il sole l'ultimo suo raggio
sugli ori dei mosaici ed accende
fuochi di paglia, effimera bellezza.
E cheta, dietro le Procuratie,
sorge intanto la luna.
Luci festive ed argentate ridono,
van discorrendo trepide e lontane
nell'aria fredda e bruna.
Io le guardo ammaliato.
Forse più tardi mi ricorderò
di queste grandi sere
che son leste a venire,
e più belle, più vive le lor luci,
che ora un po’ mi disperano
(sempre da me così fuori e distanti!)
torneranno a brillare
nella mia fantasia.
E sarà vera e calma
felicità la mia.
da:
Vincenzo Cardarelli, Poesie, Verona, A. Mondadori Editore, 1942.
Organizzatore
Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, ViaggioPoesia