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01 Set 2026 08:00

Julia Prakofjewa vince il "JEET Emerging Scientist Award in Ethnobiology"

Il "JEET Emerging Scientist Award in Ethnobiology” viene assegnato ogni anno a delle personalità che hanno dato contributi eccezionali al campo dell'Etnobiologia e delle Etnoscienze e che si trovano nelle prime fasi della loro carriera. Introdotto per la prima volta nel 2025, questo premio unico nel suo genere ha l'obiettivo di premiare e celebrare i risultati eccezionali raggiunti da giovani ricercatrici e ricercatori nei campi dell'Etnobiologia e dell'Etnomedicina. In particolare, lo scopo è riconoscere il lavoro di studiose e studiosi che hanno collaborato con le comunità locali e i Popoli Indigeni per promuoverne il benessere, favorire l'inclusione e mitigare la marginalizzazione e la stigmatizzazione. Il JEET Emerging Scientist Award in Ethnobiology riconosce gli sforzi scientifici straordinari nella documentazione, nell'analisi culturale e nell'interpretazione del patrimonio di conoscenze naturalistiche e pratiche mediche tradizionali delle comunità locali, in particolare di quelle appartenenti a gruppi trascurati. Premiando e incoraggiando ricerche di alta qualità in questo ambito, il Comitato del Premio, il JEET e il BMC auspicano che si possa fare di più per rivitalizzare i sistemi di conoscenza ecologica e medica locali e trasformarli in concreti progetti futuri.

La vincitrice, Julia Prakofjewa, è ricercatrice post-doc presso l'Università Ca' Foscari Venezia; una studiosa d'eccezione nelle prime fasi della sua carriera, con un lavoro che rinnova in profondità il modo in cui l'etnobiologia comprende la conoscenza ecologica locale (LEK). La sua ricerca supera la visione della conoscenza come qualcosa di legato a un luogo, per concettualizzarla piuttosto come presenza che fluisce e viene trasmessa in modo selettivo attraverso il tempo, lo spazio e i media. Ha introdotto un insieme di concetti potenti e originali - tra cui circolazione della conoscenza, sistemi di conoscenza ibridi e "ignoranza ambientale" - offrendo strumenti ampiamente applicabili per analizzare come la conoscenza persiste, cambia o viene esclusa. Particolarmente significativa è la sua attenzione al ruolo delle fonti scritte e dei media come forze attive capaci di rimodellare i sistemi di conoscenza, così come alle forme di conoscenza che restano non documentate o messe a tacere. Il suo lavoro unisce una solida innovazione teorica a un significativo impegno di divulgazione pubblica. Per la sua originalità, rilevanza sociale e straordinaria portata transdisciplinare, il Comitato le ha attribuito il punteggio più alto nel processo di votazione, riconoscendola come una vincitrice pienamente meritevole del premio.

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https://link.springer.com/journal/13002/updates/27794286

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