In occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, la rivista “Chemical Research in Toxicology” dell’American Chemical Society ha voluto mettere in evidenza il lavoro di 18 brillanti ricercatrici da tutto il mondo.
Con il suo studio sulle interazioni tra PFAS e albumina e le loro conseguenze sulla salute umana, la cafoscarina Giulia Moro è stata l’unica italiana selezionata dalla prestigiosa società scientifica statunitense per il numero speciale della rivista dedicata alle donne nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).
Ma cosa sono i PFAS e perché sono così dannosi? “Le sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) sono una famiglia di composti sintetici ampiamente utilizzati in ambito industriale (dalle padelle antiaderenti alle schiume degli estintori) che resistono alla degradazione in condizioni ambientali ed estreme e vengono assimilate dagli organismi viventi con effetti tossici - spiega la giovane ricercatrice - Nell'uomo l'assimilazione dei PFAS avviene principalmente per ingestione di acque e cibi contaminati. Una volta entrati nel corpo i PFAS si accumulano nei tessuti, creano alterazioni ormonali e promuovono lo sviluppo di varie patologie. Capire i meccanismi attraverso cui interagiscono con le proteine plasmatiche responsabili del trasporto di sostanze nel sangue è fondamentale per riuscire a sviluppare cure più efficaci per eliminare queste sostanze dal flusso sanguigno.
Per capire queste interazioni e la tossicità dei PFAS è importante poterle visualizzare con software e web application disegnate appositamente come XRmol. Visualizzare molecole e proteine in realtà aumentata e poterle “toccare” ci permette non solo di rendere la nostra disciplina STEM più accessibile ma di appassionare ragazze e ragazzi al mondo dell’ecotossicologia, della bioinformatica e delle biotecnologie.”
