DRUSI Riccardo

Position Associate Professor
Telephone 041 234 7282
E-mail rdrdrd@unive.it
Fax 041 234 7250
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Office Department of Humanities
Website: https://www.unive.it/dep.humanities
Where: Malcanton Marcorà

Riccardo Drusi, attualmente professore associato di Letteratura italiana del Dipartimento di Studi
Umanistici dell'Università Ca' Foscari di Venezia, si è occupato di tematiche letterarie comprese fra
il Medioevo e l'età contemporanea, con particolare riguardo per la letteratura rinascimentale. Ha
esaminato alcuni rapporti della lirica duecentesca con fonti enciclopediche mediolatine, con la
tradizione paremiografica e favolistica e con le arti figurative, riversando i risultati dell’indagine in
un saggio pubblicato nel «Giornale Storico della Letteratura Italiana». Altro contributo ha dedicato
a un passo controverso del Detto d’Amore attribuito a Dante, rischiarabile attraverso il recupero di
nozioni di cultura materiale, e ha identificato l’occorrenza d’un particolare nesso sintattico del
fiorentino due.trecentesco nella Nuova cronica di Giovanni Villani. Si è interessato del dibattito
linguistico cinquecentesco e degli esordi rinascimentali della filologia del volgare, pubblicando
monografie sulla lingua cortigiana romana e sulla 'rassettatura' del Decameron del 1573 e di altri
testi trecenteschi in volgare nel circuito della cultura fiorentina del tardo Cinquecento. Anche su tali
presupposti si basa la sua partecipazione, in qualità di membro del Comitato di studio "Vincenzio
Borghini", agli incontri che detto Comitato ha cadenzato annualmente fra il 1999 e il 2002,
riunendo nelle varie sedi di Venezia, Firenze, Pisa competenze storiche, storico-artistiche, letterarie
e filologiche che, procedendo di concerto, illuminassero reciprocamente le indagini sui vari fronti
della vita culturale della Firenze dell'estremo Cinquecento. A detti incontri, l'interessato ha
partecipato con comunicazioni sull'evoluzione filologica dell'erudito e storico Vincenzio Borghini
dai testi classici ai testi volgari antichi, ricostruita soprattutto a partire dagli autografi borghiniani
conservati presso le biblioteche fiorentine. Altre relazioni ha dedicato al circolo di personalità
politiche e culturali che attorno a Borghini si riuniva, e alla identificazione di codici ed esemplari a
stampa concretamente visionati da Borghini e sodali. I lusinghieri risultati ottenuti dal Comitato
Borghini hanno incoraggiato l'allestimento della mostra bibliografica dal titolo Vincenzio Borghini.
Filologia e invenzione nella Firenze di Cosimo I (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala di
Dante, 2002), all'ideazione e allestimento della quale l'interessato ha partecipato, contribuendo
inoltre alla stesura e alla edizione del catalogo. In parallelo, ha ultimato l'edizione critica delle
borghiniane Annotationi sopra giovanni Villani, opera gemella alle Annotationi dei 'Deputati' al
Decameron 'rassettato' e ma che, per il diverso e meno letterario testo cui si applica, meglio
restituisce la complessità e lo spessore della tecnica filologica e linguistica approntata dal Borghini
stesso. In occasione del convegno fiorentino del 2002, Vincenzio Borghini. Filologia e invenzione
nella Firenze di Cosimo I, ha curato con Gustavo Bertoli l’edizione degli atti, pubblicati nel 2005
con il titolo Fra lo ‘Spedale’ e il principe.
Collateralmente a tali attività, ha esaminato aspetti della letteratura volgare in area friulana
nel medio e tardo Quattrocento. In relazione a ciò, ha contribuito per la parte letteraria alla
redazione del catalogo della mostra Pordenone-Gemona. L'antica strada verso l'austria, tenutasi
nelle due località friulane nell'aprile-luglio 1997.
Ha partecipato, nell'arco cronologico 2000-2002, al Progetto di Ricerca di Rilevante interesse
Nazionale finalizzato all'allestimento del Dizionario storico dei dialetti veneti – coordinatori Prof.
Ivano Paccagnella, Università di Padova; Prof. Vittorio Formentin, Università di Udine; Prof. Gino
Belloni, Università di Venezia; Prof. Alfredo Stussi, Scuola Normale Superiore -. In seno a tale
impegno, ha proceduto alla revisione e alla conversione in formato digitale del testo critico dei
quattro libri delle Lettere di Andrea Calmo, affiancando a ciò l'impostazione di nuovi corredi
esegetici funzionali a una nuova edizione, in fase di realizzazione (per cura di G. Belloni, P.
Vescovo e dell'interessato stesso) di questo monumento letterario del dialetto veneziano
cinquecentesco. Sempre nell'ambito dello studio dei testi veneziani rinascimentali, ha partecipato in
veste di organizzatore e di relatore all'incontro di studio Le sorte de le parole. Testi veneti dalle
origini all'Ottocento. Edizioni, strumenti, lessicografia, tenutosi nel maggio del 2002 presso
l'Università Ca' Foscari di Venezia; all'edizione degli atti ha inoltre contributo come co-curatore.
L'impegno sui testi dialettali veneziani e veneti si è ulteriormente concretizzato nella partecipazione
a convegni udinesi e veneziani del 2004 e del 2005, con contribuiti, soprattutto, sulla mimesi
letteraria del veneziano da parte di alloctoni fra Trecento e Cinquecento (l'analisi s'è applicata
essenzialmente alla 'tenzone tridialettale' del Canzoniere di Nicolò de' Rossi, alla frottola di
Francesco di Vannozzo per la Guerra di Chioggia, al sonetto veneziano del Burchiello, agli inserti
dialettali di una epistola diplomatica di Gentile Becchi al Magnifico e a un breve glossario del
cinquecentista Francesco Sansovino) e sulle conoscenze pratiche d'arte militare nel poemetto La
verra antiga de' Castellani, Cannaruoli e Gnatti (1540) del Veneziano Alessandro Caravia. Pertiene
a questo medesimo ambito di studio un'indagine, ora in corso, sulla restituzione del profilo sociale e
professionale dei protagonisti della cosiddetta "letteratura 'alla bulesca'", filone in lingua veneziana
d'ampia fortuna editoriale durante il Cinquecento e coinvolgente una vasta gamma di generi
letterari, dalla rimeria popolareggiante alla cosiddetta ‘commedia plurilinguistica’.
La sopravvivenza del filone ‘bulesco’ oltre il Cinquecento, nella tradizione comica dell’arte
fino all’esperienza goldoniana è stata oggetto d’uno studio i cui risultati sono stati comunicati in
una lezione tenuta nell’ambito del Campus Goldoni (Venezia, 2007).
Nel 2004 ha fatto parte del Progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale La tradizione
del moderno – Teatro e romanzo nei secoli XVII e XVIII – coordinatore Guido Baldassarri –
Università di Padova e, di lì a qualche anno, è entrato nel PRIN coordinato da Paolo Mastandrea .
Nello stesso anno è entrato a far parte dell’equivalente progetto di ricerca straniero, relativo
ai rapporti del teatro spagnolo e francese col teatro italiano: Teatre Italià i europeu en els segles
XVI-XVII (Spagna) – coordinatore Prof. Rossend Arquès – Universitat Autonoma Barcelona.
Dopo aver contribuito alla Storia letteraria d'Italia Piccin - Vallardi con pagine sulle cure
testuali nell’editoria del volgare quattro e cinquecentesca, si è rivolto allo studio della pratica di
traduzione dall'italiano nelle lingue europee dalla fine del XV ai primi del XVII secolo,
integrandovi ricerche sulla diffusione del teatro italiano rinascimentale nella penisola iberica.
L'analisi delle presenze mitologiche nella poesia di Giuseppe Ungaretti è l'oggetto di un suo recente
contributo, a stampa nell’opera coordinata da Pietro Gibellini Il mito nella letteratura italiana. Altri
suoi recenti lavori riguardano le ecloghe dantesche e la presenza delle dottrine giurisprudenziali
nell'opera petrarchesca. Ha prodotto l'edizione critica e commentata d'un diario di viaggio del 1536
per lo Stato Veneto di Terraferma (Zuanne da San Foca, Itinerario del 1536 per la Terraferma
veneta, Pordenone, Accademia San Marco, 2017). Ha attualmente in corso, dopo alcuni lavori
prodromici, una ricerca sistematica sulle biblioteche di testi volgari antichi nella Firenze
dell'Accademia della Crusca. Si
È membro del comitato scientifico dell'opera Il Rinascimento italiano e l'Europa, coordinata da
Luigi Fontana e Luca Molà. Fa parte del comitato di redazione di «Studi Petrarcheschi», della
«Rivista di Letteratura teatrale» e della redazione della collana Scena arborata, votata alla
pubblicazione e allo studio di testi teatrali attinenti al genere pastorale fra Cinque e Seicento.