Uno studio CISET, promosso da Federalberghi Terme Abano Montegrotto e realizzato in collaborazione con il Research Department di Intesa Sanpaolo, restituisce una fotografia chiara del ruolo economico degli hotel termali del Bacino Euganeo: non semplici strutture ricettive, ma veri e propri motori di sviluppo locale, capaci di attivare una filiera ampia, integrata e fortemente radicata nel territorio.
La ricerca, presentata nell’ambito dell’evento 'Il valore aggiunto del termalismo euganeo - la filiera dell’hospitality a confronto', ha analizzato la rete di fornitura delle imprese termo-alberghiere di Abano e Montegrotto Terme. L’indagine ha coinvolto 78 strutture, pari al 75% del totale, incrociando dati quantitativi sui rapporti con i fornitori e informazioni raccolte tramite una survey rivolta agli albergatori.
Il dato più significativo riguarda la forte dimensione locale della filiera. Al netto delle utenze, l’85,9% del valore dei pagamenti verso i fornitori resta in Veneto, mentre la sola provincia di Padova concentra il 70% dei flussi. Seguono, a distanza, Lombardia, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige. La distanza media dei fornitori è pari a 41 chilometri, a conferma di un indotto di corto raggio che insiste soprattutto sui comuni di Abano e Montegrotto Terme e si estende ai territori limitrofi del Bacino Euganeo.
Come evidenziato da Erica Mingotto del CISET, 'lo studio consente di misurare in modo concreto la capacità del sistema alberghiero termale di attivare una filiera economica e produttiva al tempo stesso profondamente territoriale e ampia per varietà di attività coinvolte (dall’agroalimentare alle attrezzature per la cucina, dall’edilizia all’arredamento e agli allestimenti per camere e spazi comuni, dai beni e servizi per il termale e wellness ai servizi digitali e di marketing). ' La ricerca condotta' prosegue Mingotto 'rappresenta senz’altro un approccio innovativo per misurare il valore prodotto da un'attività come l'hotellerie termale e mai applicato fino ad ora nel turismo. I risultati ottenuti sono stati resi possibili dall’approccio metodologico sviluppato ad-hoc da CISET e dalla collaborazione con il Research Department di Intesa Sanpaolo. Solo la lunga e consolidata esperienza e profonda conoscenza di CISET nel campo delle imprese turistiche hanno infatti permesso di elaborare e interpretare i dati in maniera corretta e coerente con le caratteristiche del settore di riferimento, unico nel suo genere'.
Dalla ricerca emerge anche la solidità dei rapporti tra hotel e fornitori. Quasi un terzo delle forniture ha carattere duraturo: il 12,3% riguarda rapporti strategici attivi da oltre sei anni, mentre il 19,5% è riconducibile a forniture abituali, comprese tra quattro e sei anni. Nei beni e servizi per l’accoglienza, le relazioni più consolidate superano il 22%, confermando l’esistenza di legami continuativi tra imprese alberghiere e sistema produttivo locale.
Un ulteriore elemento emerso dall’indagine riguarda la destinazione delle risorse. Circa un terzo dei flussi verso i fornitori è legato a ristrutturazioni e manutenzioni, anche in relazione agli investimenti post Covid e PNRR. Tra le strutture a quattro e cinque stelle, che rappresentano il 67% dei posti letto totali, il 10% degli investimenti strutturali è stato destinato all’acquisto o alla ristrutturazione di alloggi per il personale.
Sul fronte delle spese operative, la ristorazione assorbe il 50% delle risorse, seguita da beni e servizi per l’accoglienza, acquisti vari, consulenze, servizi tecnologici e marketing. Più contenuto, invece, il peso degli acquisti direttamente collegati alle attività termali e wellness: un dato che conferma come molte delle risorse centrali dell’offerta siano già interne alle strutture. La ricerca evidenzia inoltre un ricorso limitato all’outsourcing, con una prevalenza di servizi gestiti direttamente dagli hotel. Anna Maria Moressa, economista di Intesa Sanpaolo, ha inoltre sottolineato come questo elemento rappresenti una specificità rispetto ad altri ecosistemi produttivi, come i distretti industriali, dove la distanza media delle forniture supera i 100 chilometri.
Per Walter Poli, Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, i risultati confermano il ruolo degli hotel termali come “motori di sviluppo locale”, capaci di generare valore non solo per le imprese alberghiere, ma per una rete ampia di attività che comprende agroalimentare, servizi, artigianato e manutenzioni. Secondo Poli, i dati messi ora a disposizione del territorio possono costituire una bussola per costruire un piano strategico pubblico-privato a sostegno dell’intero ecosistema economico euganeo.
Lo studio restituisce dunque l’immagine di un sistema turistico che va oltre l’accoglienza e la cura termale: una filiera “made in Veneto” capace di trattenere valore nel territorio, rafforzare relazioni economiche di lungo periodo.