Mission

Lo studio delle variazioni climatiche e ambientali si basa sull’analisi di archivi naturali in grado di conservare e preservare con continuità diversi parametri chimici, fisici e biologici (proxy) del sistema Terra.
Tra i vari archivi a disposizione degli scienziati (sedimenti oceanici e terrestri, speleotemi, coralli marini, anelli di accrescimento degli alberi...), le carote di ghiaccio sono senza dubbio tra i più importanti. Da uno stesso campione è possibile ottenere informazioni sia sulle cause che sugli effetti dei cambiamenti ambientali e climatici.

In una carota di ghiaccio si susseguono strati formatisi nel corso degli anni, una registrazione continua di eventi e condizioni. Il fiocco di neve agisce come una sorta di spazzino, in grado di ripulire l’atmosfera da particelle e composti chimici. Nelle aree fredde del pianeta (aree polari e montane), la neve rimane al suolo per tutto l’anno e, accumulandosi su quella già caduta durante le stagioni precedenti, forma strati via via sempre più spessi. In assenza di fenomeni di fusione, tutte le informazioni intrappolate nella neve rimangono così congelate, dando origine a un vero e proprio archivio ambientale stratificato.

Un carotaggio non è altro che una sezione continua: le informazioni più vecchie saranno sepolte più in profondità, mentre più ci si avvicina alla superficie, più recenti sono gli eventi rappresentati. Aspetti climatici e temperature del passato, eventi atmosferici su larga scala – eruzioni vulcaniche –,variazioni nella circolazione atmosferica, cambiamenti della vegetazione e impatti umani sul sistema globale terrestre sono solo una parte delle informazioni che possono essere studiate nelle carote di ghiaccio.

Le perforazioni in ghiaccio hanno una lunga tradizione nelle regioni polari. Il prelievo della prima carota presso il sito di Camp Century, in Groenlandia (Hansen and Langway, 1966) è avvenuto nel 1960.

Successivamente, le attività di carotaggio si sono estese anche ai ghiacciai montani. Le caratteristiche di questi ghiacciai sono diverse rispetto a quelli polari in ragione di spessori notevolmente inferiori (100-300m, meno del 10% dello spessore delle grandi calotte polari in Antartide e Groenlandia) a fronte di accumuli annuali più elevati. Per questo normalmente nei ghiacciai alpini si possono studiare periodi temporali più limitati (decine-migliaia di anni), con risoluzioni temporali sub-annuali. 

La tipologia di segnale climatico e ambientale registrato è molto più locale rispetto ai ghiacciai polari che archiviano informazioni su scala globale o emisferica. Trovandosi molto più vicini ai siti di insediamento e industrializzazione umana, le carote di ghiaccio alpine sono eccellenti archivi per lo studio dell'inquinamento atmosferico antropogenico, documentando accuratamente sia l'impatto ambientale delle emissioni degli ultimi secoli che l'efficacia dei recenti tentativi di controllo e riduzione dell'inquinamento atmosferico.


Piano di gestione

Per un maggiore ed equo coinvolgimento della comunità scientifica e politica internazionale, si sta lavorando per ottenere il coinvolgimento, nel coordinamento del progetto, di:

In tal modo la governance politica potrà contribuire alla complessa amministrazione del patrimonio di Ice Memory, agevolando il trasferimento dei campioni, dialogando con le Agenzie Polari e i Ministeri della Ricerca e permettendo di divulgare Ice Memory a livello globale.

Consiglio Nazionale delle Ricerche
Université Grenoble Alpes
Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS)
Institut de Recherche pour le Développement (IRD) - France
Institut Polaire Français Paul Emile Victor (IPEV)
Programma Nazionale per le Ricerche in Antartide (PNRA) - ItaliAntartide
International Partnerships in Ice Core Sciences (IPICS)
Paul Scherrer Institute
Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura - Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO
Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura - Commissione Nazionale Francese per l'UNESCO
Science Gallery Venice

Per garantire la conservazione delle informazioni costudite nelle carote di ghiaccio stoccate in Antartide, si sta strutturando un piano di governance a lungo termine, che si sviluppi su due livelli: scientifico e politico. Verrà istituito un comitato scientifico direttivo, i cui scopi principali saranno:

  • ricevere le future richieste di sottocampionamento
  • valutare ed eventualmente attribuire sottocampioni
  • gestire il “marchio” Ice Memory
  • garantire che ogni progetto ambisca a scopi validi e in conformità alle regole di Ice Memory