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Writers in conversation: Norman Manea e Claudio Magris

13 Settembre 2017 18:00

Auditorium Santa Margherita, Dorsoduro 3689, Venezia

In occasione della Tournée Norman Manea in Italia Norman Manea conversa con Claudio Magris a partire dal suo libro “Corriere dell’est”, ed. Il Saggiatore. Modererà Carmen Muşat, docente e critica letteraria. L’incontro si terrà in lingua italiana e romena con traduzione consecutiva a cura di Anita Bernacchia.

Per poter partecipare si prega di confermare la presenza a eventi@unive.it, t 0412348358
L'ingresso sarà consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Norman Manea
Nato in Bucovina nel 1936, nella sua vita ha subito prima la persecuzione nazista e l'internamento in un lager e poi la dittatura di Ceauşescu. Nel 1986 è emigrato dalla Romania negli Stati Uniti, a New York, dove ora vive e insegna letteratura europea. I suoi romanzi risentono degli influssi delle sue vicende biografiche, soprattutto Clow. Il dittatore e l'artista (Net 2004), La quinta impossibilità. Scrittura d'esilio (Il Saggiatore, 2006) e Il ritorno dell'huligano (Net 2004 - vincitore del Prix Médicis 2006). Tra i suoi libri più importanti ricordiamo Felicità obbligatoria (2008), La busta nera (2009), Il rifugio magico (2011), Al di là della montagna (2012), Conversazioni in esilio (2012), Varianti di un autoritratto (2015) e Corriere dell’Est (2017), tutti pubblicati in Italia da Il Saggiatore. Per i suoi libri e per la sua attività Norman Manea ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra i quali: in Romania il Premio nazionale romeno per la letteratura, negli Stati Uniti la McArthur Fellowship, in Italia il Premio Nonino, il premio francese Médicis Etranger, il Nelly Sachs in Germania e il Palau Fabre in Spagna.

Claudio Magris
Scrittore, germanista e senatore italiano. Ha insegnato letteratura tedesca presso le Università di Torino e Trieste. Impostosi all'attenzione della critica con Il mito Asburgico nella letteratura austriaca moderna (1963), è stato fra i primi a rivalutare il filone letterario di matrice ebraica all'interno della letteratura mitteleuropea con Lontano da dove, Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (1971). Danubio (1986) lo consacra come uno dei massimi scrittori italiani contemporanei. È tornato alla saggistica con Utopia e disincanto (1999), L’infinito viaggiare (2005), La storia non è finita (2006). Tra le opere di narrativa si ricorda Alla cieca (2005). Per Garzanti ha pubblicato Un altro mare (2007), La storia non è finita. Etica, politica, laicità (2008), Alfabeti. Saggi di letteratura (2008); del 2009 il saggio Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna (Einaudi). Nel 2011 esce per Garzanti Livelli di guardia. Note civili (2006-2011); nel 2015 pubblica per Mondadori La letteratura è la mia vendetta insieme a Mario Vargas Llosa e Non luogo a procedere per Garzanti, con il quale viene eletto autore dell'anno 2015, mentre è del 2016 Istantanee. Ha ottenuto il Premio Strega nel 1997, il Premio Principe delle Asturie nel 2004 nella sezione Letteratura e nel 1999 gli vengono assegnati il Premio Chiara alla carriera e il Premio letterario Giuseppe Acerbi - Premio speciale per la saggistica, il Premio Campiello Europa-ed. Germania nel 2009, il Premio Fondazione Il Campiello nel 2014 e nel 2016 il Premio Kafka. Scrive per il Corriere della Sera.


Organizzatore

Università Ca' Foscari Venezia, Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, ciclo Writers in conversation CFZwriters


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