N. 21, 01/2013 - Numero miscellaneo

In questo numero miscellaneo la rivista riprende alcuni temi già toccati in passato:  l’internamento femminile nella Seconda guerra mondiale e la violenza sessuale subita dalle donne nella guerra dell'ex Jugoslavia (nella rubrica “Ricerche”), l’impegno femminista per porre fine al blocco navale durante il Primo conflitto mondiale e per trarre in salvo i perseguitati dal nazismo nel Secondo (nella rubrica “Documenti”). Il numero affronta anche temi nuovi, quali la riflessione sullo sradicamento in Simone Weil e sul concetto di “violenza epistemica” negli scritti della femminista indiana Gayatri Chakravorty Spivak. 
La rivista ospita la rubrica “Finestra sul presente” dedicata alla condizione femminile in Afghanistan. Prendendo le mosse dal rapporto di Human Rights Watch sulle donne incarcerate per crimini morali, i testi raccolti nella rubrica descrivono una condizione di discriminazione, povertà e sofferenza, mettono in rilievo l’impegno delle donne per promuovere il cambiamento, sia nelle leggi che nelle istituzioni, si interrogano sul futuro del paese.

Numero completo

Singoli contributi

Ricerche

file pdfC. Stella, Helga Schneider: la storia mancata di una madre e di una figlia
La testimonianza di Helga Schneider rappresenta uno dei punti di vista più originali sulla tragedia della Shoah. Pur non avendo vissuto né visto direttamente l’orrore dei Lager, la Schneider ne è in qualche modo divenuta “figlia indiretta” soprattutto per il ruolo della madre, una delle più efficienti guardie del campo di Birkenau. L’oscillazione tra il rancore verso quella “volenterosa carnefice” e l’affetto sentito per la madre rappresenta, ancora oggi, uno degli elementi più preziosi della sua esperienza.
638 K
file pdfA. Cegna, L’internamento femminile in Italia durante la seconda guerra mondiale
“Di dubbia condotta morale e politica” è l'espressione che designava molte donne che per varie ragioni furono internate durante il fascismo tra il 1940 e il 1943. Il saggio descrive le condizioni di vita delle donne in vari campi; molte di loro sperimentarono l'internamento come una parentesi, ma per altre fu una frattura. Per alcune fu l'inizio di una “discesa agli inferi” che le avrebbe portate ad Auschwitz e alla morte.
661 K
file pdfI. Adinolfi, Simone Weil e Etty Hillesum: l’attesa di Dio
Il pensiero di Simone Weil, come quello di Etty Hillesum, ha una profonda radice mistica. Il mistico – scrive Adinolfi – ama il mondo perché ne percepisce il legame con Dio, con la fonte della vita, che sgorga dentro di sé. Dunque l’amore-compassione che le due giovani donne provano per gli sventurati si alimenta e trae forza dall’amore di Dio, anzi è lo stesso amore di Dio.
382 K
file pdfD. Canciani, Simone Weil. Il male dell’Occidente: lo sradicamento
Il saggio analizza alcuni momenti importanti dell’opera di Simone Weil nell’intento di mettere in evidenza come abbia preso forma e sia diventata determinante nella sua riflessione la nozione di sradicamento. Questa nozione si forma durante l’esperienza di lavoro in fabbrica e si precisa nella critica al colonialismo francese. Dall’analisi dello sradicamento operaio e dello sradicamento coloniale Simone Weil trae la convinzione che la Francia e l’Europa si possano risollevare, dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, solo gettando le fondamenta di una civiltà nuova.
475 K
file pdfP. Zaretti, Radicamento e sradicamento nel pensiero e nella vita di Simone Weil
Questo saggio si propone di esplorare il legame tra radicamento e sradicamento come appare ne Enracinement di Simone Weil, la sua eredità politico-sociale e indaga la ricca e complessa connessione insita in questi due concetti. Weil sostiene che le due diverse tendenze – sradicamento e radicamento – evolvono da una condizione di sradicamento che può dirigersi verso posizioni positive o negative a seconda del significato non univoco che il terminie può acquisire in contesti differenti.
487 K
file pdfP. De Lucia, Lettura “interessata” di Can The Subaltern Speak? di Gayatri Chakravorty Spivak
Il saggio è la storia del mio incontro con due donne: la Rani di Sirmur e l'attivista Bhuvenesvari Bhadur, e con Gayatri Chakravorty Spivak, autrice di Can the Subaltern Speak? e di A Critic of Postcolonial Reason. “Subalterne” del genere, senza voce a causa la “violenza epistemica” creata dell'imperialismo e del patriarcato che le rappresentano come “Altre”, per piegarle e controllarle.
549 K
file pdfL. Kocova e P. Romito, I ricordi e la condizione presente delle donne in Bosnia
Sedici anni dopo la fine della guerra nei Balcani la Bosnia è ancora una terra devastata, e la maggior parte delle donne che sono state torturate e violentate non hanno ricevuto né indennità, né giustizia. Il saggio analizza le interviste a 21 donne bosniache vittime di violenza e stupro durante la guerra, e a 4 operatrici sanitarie e/o attiviste. Il quadro che emerge è quello di donne che devono affrontare le drammatiche conseguenze delle violenze subite, quasi sempre in solitudine e povertà.
596 K

Documenti

file pdfLondra, 1919-1920. La propaganda contro il blocco navale
a cura di B. Bianchi. Gli opuscoli What the Army Thinks of the Blockade e Shall the Babies Starve? che qui appaiono per la prima volta in traduzione italiana, furono pubblicati nel 1919 e nel 1920 a cura del Fight the Famine Council. In essi si condanna la strategia del blocco navale, considerata un crimine contro l'umanità e soprattutto contro l'infanzia.
1.32 M
file pdfLa Wilpf e l’aiuto alle vittime del nazismo (1942-1944)
a cura di B. Bianchi. L’opuscolo The Voice of Thy Brother's Blood. An Eleventh Appeal to All Americans, scritto da Mercedes Randall, apparve nel 1944 a Washington a cura della Women's International League for Peace and Freedom. Esso aveva lo scopo di fornire le prove dei massacri e di far pressione sul governo perché organizzasse l’aiuto su vasta scala.
570 K

Una finestra sul presente

Recensioni, interventi, resoconti

Last update: 08/10/2019