CSAR 
Centro Studi sulle Arti della Russia

Il Centro Studi sulle Arti della Russia è promosso dall’Università Ca’ Foscari Venezia. 
Ufficialmente inaugurato il 6 marzo 2011, CSAR è rapidamente diventato il più importante centro di studi sull’arte della Russia dell’Europa Occidentale.

Eventi CSAR  2021/2022

Il metodo Lotman

Giornata di studi internazionale in occasione del centenario della nascita di Jurij Lotman

Nell’ambito del dottorato di ricerca in Storia delle Arti giovedì 12 maggio dalle 9.30 alle 19.00 in Aula Magna Trentin – Ca’ Dolfin si terrà una giornata di studi internazionale dedicata a “Il metodo Lotman” a cura di Silvia Burini e Angela Mengoni.

L’occasione del centenario della nascita di Jurij Lotman ha dato impulso a un rinnovato interesse per la semiotica lotmaniana e a nuove edizioni dei suoi lavori. L’occasione di un anniversario, tuttavia, è anche rischiosa. Può indulgere infatti nella rituale e ammanierata celebrazione di un pezzo di storia o, peggio, nel celebrare gli epigoni di un maestro. Lotman è nato un secolo fa ma è anche morto da quasi trent’anni: un tempo sufficientemente lungo per verificare l’efficacia e l’attualità del contributo metodologico del suo pensiero, mettendolo alla prova su nuovi oggetti e campi.

Al di là dell’ammirazione che lo ha circondato - soprattutto negli ultimi decenni del suo magistero -, in Occidente il pensiero di Lotman e gli strumenti da lui affinati sono spesso risultati marginali, nella riflessione sulle arti, sulla letteratura, sul teatro, sugli scenari urbani, e non sempre sono stati indicati nella loro attualità.

In un quadro culturale che, per molti aspetti, ha conosciuto radicali trasformazioni rispetto a quello indagato dallo studioso, la verifica dell’attualità e dell’applicabilità del suo metodo ci pare l’obiettivo più importante di un’analisi critica sul suo percorso.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per partecipare è obbligatorio l'uso della mascherina FFP2.

Per seguire da remoto: link Zoom

Laboratorio di inventariazione, digitalizzazione e descrizione scientifica della collezione di cartoline di Giuseppe Biancani

Giuseppe Biancani è stato una figura di rilievo del movimento antifascista piemontese, partecipò alla Resistenza con il nome di battaglia “Matteo”, per poi lavorare, nel dopoguerra, nel PCI cuneese, ricoprendo varie cariche politiche e amministrative. E’ stato tra i fondatori dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo e ha fatto parte della dirigenza dell’Associazione Italia-URSS.
La sua collezione di cartoline, donata al centro dagli eredi, è composta da circa 13.000 pezzi risalenti per lo più all’epoca sovietica, pubblicati tra i primi del novecento e il 1981, anno della scomparsa del collezionista. Si tratta di esemplari in ottimo stato di conservazione, per lo più intonsi e privi di iscrizioni al verso e francobolli.
Oltre a un numero sostanzioso di cartoline recanti riproduzioni di opere d’arte, il corpus di maggiore pregio della collezione Biancani è costituito da cartoline di grafica, edite in occasione di festività o di importanti ricorrenze di Stato, come il primo maggio, gli anniversari della rivoluzione d’Ottobre o della vittoria della Grande Guerra Patriottica (così si chiamava e si chiama in Russia la seconda guerra mondiale). Come si deduce dal carteggio intrattenuto da Biancani con numerosi collezionisti internazionali (anch’esso conservato allo CSAR), l’interesse del collezionista verteva principalmente sull’aspetto politico, centrale nella sua intera biografia. 
La ricchezza e l’estensione temporale del corpus permettono dunque di analizzare l’evoluzione dell’iconografia sovietica nella sua forma più quotidiana, domestica, dalle origini dell’URSS fino a poco prima della sua dissoluzione. Questa tipologia di pubblicazione, infatti, grazie al suo formato, alle ampie tirature e alla sua accessibilità dal punto di vista economico, incarnava i principi “popolari” dell’arte real-socialista, permettendo l’educazione delle masse e una penetrazione capillare del “discorso sovietico” negli spazi privati dei cittadini. Sebbene il nome del grafico editoriale sia sempre riportato sul verso, si trattava per lo più di figure anonime, che ben si adattavano al processo di spersonalizzazione e collettivizzazione del processo artistico propugnato dallo Stato. 
Il percorso laboratoriale prevede in prima battuta la digitalizzazione al recto e al verso di più di 2.000 esemplari. È prevista l’inventariazione, la trascrizione e la traduzione del testo a stampa delle cartoline, che saranno rese poi disponibili online per la fruizione. Parallelamente si procederà allo studio e alla valorizzazione dal punto di vista scientifico di questa preziosa risorsa. Al laboratorio parteciperanno un’assegnista di ricerca, un collaboratore tecnico, dottorandi e studenti cafoscarini in qualità di tirocinanti.

Vedere l'invisibile

Le icone della collezione Intesa Sanpaolo dialogano con le opere dell'artista contemporaneo Valery Koshlyakov. Non perdetevi il nuovo percorso espositivo Vedere l’invisibile, curato da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri alle Gallerie D'Italia - Palazzo Leoni Montanari a Vicenza.

Dal 3 luglio 2021 al 3 luglio 2022.
Per maggiori informazioni: La magia delle icone, fra spiritualità e arte (Gallerie d'Italia)