Primi piani

Matteo Gigli
Chimica generale e inorganica

Ci parli di lei: cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Faccio parte da poco del corpo docente del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi e da quest’anno insegno Chimica Inorganica e Laboratorio agli studenti del secondo anno della laurea triennale in Chimica e tecnologie sostenibili.
La mia attività di ricerca si inserisce nel campo generale dell’utilizzo di risorse rinnovabili ed è principalmente incentrata sullo sviluppo di materiali per applicazioni sostenibili. Nello specifico, i miei interessi spaziano dai polimeri biodegradabili e biocompatibili per applicazioni ambientali (quali imballaggi primari o agricoltura) o biomedicali (quali l’ingegneria tissutale), alle membrane a scambio ionico per usi in campo energetico, fino ai materiali nanostrutturati a base di polimeri naturali per il rilascio controllato di attivi.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Dopo la Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica e di Processo nel 2009, conseguita presso l’Università di Bologna, ho completato il Dottorato di Ricerca nel 2013 presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dello stesso Ateneo. Nello stesso anno mi sono trasferito in Germania, dove ho lavorato come post-doc presso l'Università di Friburgo, all’interno del programma Joint Research Network on Advanced Materials and Systems di BASF. Dal Marzo 2016 e per i successivi tre anni ho svolto la mia attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Infine, dal Settembre 2019 presto servizio in questo Ateneo in qualità di RTDb.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Ritengo che avere la fortuna di alzarsi ogni giorno con la gioia di poter svolgere il lavoro che piace sia già di per sé una grande soddisfazione. Volendo però sottolineare alcuni risultati per me importanti, raggiunti nel corso della mia breve carriera, posso menzionare tre eventi specifici: essere stato insignito del Premio “Future Leaders in Chemistry” da CAS, divisione dell’American Chemical Society, aver visto la brevettazione, l’acquisizione e lo scale-up industriale delle proprie ricerche da parte di una grande realtà aziendale quale BASF e aver avuto l’opportunità di lavorare, in qualità di Visiting Scholar, presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica del Massachusetts Institute of Technology.

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Direi proprio di sì. Nonostante abbia conseguito studi classici al liceo, la materia che da sempre mi ha maggiormente appassionato è la chimica e le sue applicazioni tecnologiche. Non ho avuto molti dubbi, perciò, nello scegliere un percorso universitario che permettesse di coltivare queste mie passioni. Durante gli studi, mi ha fin da subito intrigato l’idea di poter fare ricerca, che per me significa spingere “un po' più in là” la conoscenza, percorrere strade non battute, trovare soluzioni. Nel corso degli anni è cresciuto anche in me il desiderio di trasmettere il mio entusiasmo ad altri, siano essi ricercatori più giovani o studenti che muovono i primi passi in questa disciplina. Di conseguenza, la carriera universitaria mi è sembrata la scelta più naturale e giusta.

Cosa dice ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Non posso dire molto, anche io ho ancora tanto da imparare da chi è più avanti di me. Ciò che però posso suggerire è di non accontentarsi mai, avere quel pizzico di sana ambizione unito ad una buona dose di umiltà per trovare il coraggio di non fermarsi e continuare ad alimentare la propria sete di conoscenza. Investite sul vostro cervello, è l’unica cosa che nessuno sarà mai in grado di sottrarvi. Certo, le difficoltà non mancheranno, così come gli insuccessi, ma ciò che posso testimoniare è che la gioia per un risultato positivo sarà tanto maggiore quanto più grande è stata la fatica necessaria per ottenerlo.

Last update: 27/09/2022