Primi piani

Elisa Moretti
Chimica generale ed inorganica

Ci parli di lei: cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Attualmente insegno “Chimica Generale ed Inorganica e Laboratorio” e “Nanomaterials Chemistry and Lab”. Quest’ultimo insegnamento è affine alle mie tematiche di ricerca, che riguardano la chimica dei materiali inorganici e si concentrano principalmente sulla progettazione di nanocompositi 2-D e 3-D, con dimensioni, morfologia, porosità, fasi cristalline e proprietà ottiche controllate, per applicazioni ambientali ed energetiche. Mi occupo in particolar modo dello sviluppo di nanocatalizzatori per la produzione e purificazione di idrogeno a bordo dei veicoli e per la purificazione delle acque reflue da farmaci e coloranti, sfruttando la luce solare per attivare le reazioni studiate.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Mi sono laureata a Ca’ Foscari in Chimica Industriale, indirizzo Scienze dei Materiali, dopodiché ho vinto una borsa per un Dottorato di Ricerca in Chimica nella stessa Università. Durante il mio post-doc ho svolto vari periodi di ricerca all’estero, principalmente all’Università di Malaga (Spagna), con cui tuttora collaboro molto proficuamente. Infine, sono diventata ricercatrice ed ora professore nella mia alma mater.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Una bella soddisfazione, non la più grande ma certamente la più piacevolmente inaspettata, è stata la costituzione del mio spinoff CHEERS-Circular Economy for Energetic Recycling Solutions. L’idea è germogliata e maturata davvero velocemente, sulla scia di vari riscontri molto positivi da parte del mondo imprenditoriale ed accademico. Qui l’approccio è molto più applicativo rispetto alla ricerca accademica di cui mi occupo, ma altrettanto challenging, e le collaborazioni in essere con alcune aziende stanno dando grandi soddisfazioni professionali ed economiche al team CHEERS.

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Chimica e arte... Le mie due grandi passioni. Dopo la maturità scientifica, mi sono diplomata all’Università Internazionale dell’Arte di Venezia: due meravigliosi anni a contatto con la storia dell’arte antica e moderna, musei, restauro in prima persona di affreschi e facciate di chiese ed erme in pietra d’Istria. Lì ho ritrovato il primo amore: tantissima Chimica, naturalmente applicata al restauro conservativo delle opere d’arte. Il passo è stato breve: laurea quinquennale nell’ambito della Chimica dei nano/bulk materiali, la scoperta di quanto sia bello fare ricerca accademica e il desiderio di trasformare questa passione in una professione.
Il mondo dei nanomateriali, applicati all’energia e all’ambiente, mi ha poi totalmente catturata ed è ciò di cui tuttora mi occupo con grande soddisfazione.

Il tema della disparità di genere nelle discipline STEM, in Italia, è ancora molto attuale. Cosa racconterebbe alle ragazze che intendono avvicinarsi a queste materie?
È indubbio che le donne fatichino ancora a sfondare il cosiddetto soffitto di cristallo, la barriera invisibile che impedisce loro di accedere alle posizioni apicali nelle organizzazioni in cui lavorano, nonostante ai blocchi di partenza le ragazze siano spesso in percentuali paragonabili ai colleghi maschi. Ritengo tuttavia che le cose stiano cambiando e che ora si valutino sempre più spesso la preparazione e le capacità della singola persona, indipendentemente dal suo genere. Alle ragazze che intraprendono percorsi scientifici il mio consiglio è di non tirarsi mai indietro o farsi prendere dallo sconforto, di lavorare sodo per realizzare i propri sogni, con passione, umiltà e correttezza, valori fondamentali che chi fa ricerca deve avere sempre ben chiari. I risultati arrivano sempre!

Last update: 27/09/2022