Primi piani

Matteo Legrenzi
Scienza politica

Qual è stato il suo percorso accademico?
Mi sono laureato negli Stati Uniti e dopo un periodo di studio della lingua araba al Cairo ho completato una laurea magistrale in studi medio orientali moderni ed un dottorato in relazioni internazionali al St Antony’s College dell’Università di Oxford. Ne faccio parte tutt’ora come “academic visitor” e, negli anni, è stato per me un punto di riferimento imprescindibile dal punto di vista accademico. Prima di approdare a Ca’ Foscari ho insegnato in Corea, Kuwait, Emirati, Giordania e sono diventato professore in Canada dove ho contribuito a fondare la Graduate School of Public and International Affairs dell’Università di Ottawa, primo esempio di scuola di governo pubblica bilingue. La Corea, il Canada e gli Emirati mi sono rimasti nel cuore ma tutte queste esperienze mi hanno arricchito professionalmente. 

Quali sono i suoi punti di riferimento professionali?
Quello che mi affascina di più dal punto di vista professionale è l’interazione tra studi d’area, cosiddetti “language based area studies”, e singole discipline nelle scienze sociali, economia, sociologia, scienza della politica ecc. Questo connubio assai fruttuoso dal punto di vista scientifico è al centro delle agende di ricerca europee ed internazionali. Per esempio i progetti inter-disciplinari ed inter-settoriali sono visti con favore nei programmi di finanziamento europei come Horizon Europe e l’importanza dell’interdisciplinarietà sta affermandosi anche in Italia con il nuovo formato dei progetti PRIN ed il successo del programma Levi Montalcini. Questa enfasi sull’interdisciplinarietà e sulla ricerca pensata come risposta a sfide globali segna una forte discontinuità con il tradizionale modo di organizzare il mondo del sapere in Italia in cui spesso i settori concorsuali agiscono da “silos” dove le carriere si fanno e si disfano.

Come è stato tornare a Venezia ed approdare a Ca’ Foscari?
Tornare nella mia città natale dopo aver girato il mondo mi ha dato una grande gioia così come scoprire tra le mie colleghe ed i miei colleghi tante compagne e tanti compagni di scuola provenienti dal mio benamato “Liceo Ginnasio Marco Polo”: il Professor Shaul Bassi, la Professoressa Vera Costantini, la Dottoressa Franca Pullia, il Professor Levi Sullam, la Professoressa Mariangela Priarolo, il Professor Lorenzo Calvelli, insieme a molti altri. Mi sono dato da fare dal punto di vista istituzionale contribuendo a fondare la laurea triennale in Philosophy, International Studies and Economics ed il Master in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale all’Arsenale in collaborazione con la Marina Militare oltre a rafforzare i rapporti con il Medio Oriente, mia area di specializzazione. 

Cosa vi è nel suo futuro professionale? 
Il mercato del lavoro ha assunto dimensioni globali, quindi è difficile azzardare previsioni, le opportunità possono affiorare da un momento all’altro soprattutto nel campo della gestione o della fondazione di nuovi istituti universitari, culturali o di ricerca. Certo, dopo aver girato tanto il mondo, mi propongo di passare più tempo in Europa andando alla scoperta dal punto di vista professionale di paesi come Svizzera, Germania, Francia e i paesi nordici. A Ca’ Foscari mi piacerebbe continuare a dare una mano sulla strada dell’internazionalizzazione già imboccata. Insieme a progetti di ricerca europei ed internazionali vorrei raddoppiare, direi triplicare, i miei sforzi nel campo dell’internazionalizzazione della didattica. Dopo le doppie lauree PISE con Groningen ed Exeter mi piacerebbe si arrivasse a stringere ulteriori accordi in modo che fino al 20% di studentesse e studenti possano beneficiare di una doppia laurea in questo come in altri corsi insegnati in lingua inglese nel nostro Ateneo.  L’impegno, la voglia di fare e l’energia non mancano.

Last update: 04/08/2022