Primi piani

Eleonora Montuschi
Logica e filosofia della scienza

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Sono arrivata a Ca’ Foscari una decina di anni fa, la mia università di provenienza è la London School of Economics. La mia area di competenza e di ricerca è la filosofia della scienza, con specifico interesse per le scienze sociali e gli usi della scienza nel dibattito pubblico.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Prima dell’approdo a Ca’ Foscari ho trascorso l’intero mio percorso accademico all’estero, in particolare nel Regno Unito. Ho insegnato nelle università di Oxford (dove ho anche conseguito il mio dottorato), Warwick, University College London e LSE. In tutti questi anni ho però sempre mantenuto contatti con l’università italiana (compresa Venezia), dove sono spesso stata invitata a tenere lezioni, seminari, corsi. 

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Essere chiamata a partecipare a grossi progetti internazionali è sempre stata fonte di soddisfazione per me, oltre che ad essere una grossa opportunità di sviluppo per i miei interessi di ricerca e uno stimolo a presentare progetti miei, come nel caso dell’ultimo progetto europeo Horizon 2020 vinto a Ca’ Foscari.
Su un altro livello, ma non meno gratificante, essere ricontattata dai miei studenti anche a distanza della conclusione del nostro rapporto professionale – per informarmi dei loro progressi, per chiedermi consigli, per parlare del loro futuro – è altresì una fonte di soddisfazione, e la conferma che il tempo investito su questo tipo di rapporto rimane, anche sulla durata, una parte fondamentale del nostro lavoro.

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
Il fatto di constatare, e di riuscire a dimostrare, come la filosofia possa risultare utile, non solo presentandoci visioni astratte del mondo ma offrendo strumenti specifici di analisi e di possibile risoluzione dei problemi e delle sfide posti dalla nostra società.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Insegnare non significa solo trasmettere contenuti inerti ma coinvolgere il proprio uditorio in esperimenti di pensiero e di argomentazione, anche usando materiali di lavoro in fieri. Fare buona ricerca implica a sua volta un solido background di competenze e conoscenze consolidate da ripensare, ampliare e trasformare nel contesto di specifici obiettivi e degli oggetti in esplorazione.
Didattica e ricerca non devono essere confuse (procedono secondo regole e finalità differenti) ma inevitabilmente si compenetrano.

Cosa dice ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Fare ricerca richiede ovviamente ad un giovane dedizione, competenza, precisione, rigore metodologico, rispetto per il pensiero altrui, e insieme passione e pazienza per l’esplorazione del non ovvio, del non immediato. Individuare i propri riferimenti intellettuali è una parte importante di questo processo, spesso da coltivare in un contesto di squadra, di lavoro condiviso e spesso interdisciplinare. Questo, soprattutto al giorno d’oggi, richiede però spesso risorse materiali che vanno al di là di quelle messe a disposizione dalle istituzioni universitarie, soprattutto in certi ambiti di ricerca. Quindi capire con buon anticipo come funziona oggi il quadro istituzionale della ricerca è un apprendistato essenziale per chi, attratto da questo mondo, voglia entrarci senza aspettative irrealistiche e con gli occhi ben aperti.

Last update: 16/05/2022