Primi piani

Matteo Bertelé
Storia dell'arte contemporanea

Qual è stato il suo percorso accademico?
Provengo da una formazione interdisciplinare, con studi in lingue e letterature moderne (russo e tedesco) a Ca’ Foscari e un interesse per la cultura figurativa e l’arte dell’Europa centro-orientale, sia contemporanea che del periodo socialista. Ai miei studi ho sempre affiancato esperienze professionali e soggiorni di studio, soprattutto a Mosca e Berlino. Conseguito il dottorato con una tesi sul padiglione russo alla Biennale di Venezia, ho iniziato a collaborare con il Centro Studi sulle Arti della Russia all’interno del nostro Dipartimento. Gli ultimi tre anni ho usufruito di una borsa Marie Skłodowska-Curie dal titolo “A cultural history of comparative art practices and receptions in Cold War Europe (1945-1991)”, che mi ha portato in California e Germania. 

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Fin dalla scuola mi interessano materie come le lingue straniere, la storia dell’arte e la geografia. La passione per l’insegnamento è nata più tardi, dalle esperienze all’estero come insegnante di italiano e dai primi corsi a contratto tenuti a Ca’ Foscari in storia dell’arte russa e dell’Europa orientale. La mia attività didattica da professore associato è iniziata da nemmeno tre mesi, al momento soltanto a distanza. Insegno arte contemporanea e curatorship per il curriculum in inglese del corso magistrale in Economia e gestione delle arti e delle attività culturali. Tra gli interessi di ricerca più recenti un posto particolare merita la storia culturale, artistica ed espositiva della Guerra fredda.

L’ambito di cui si è sempre voluto occupare ma che non ha ancora avuto occasione di esplorare?
Mi piacerebbe tentare la via di un’imagologia visiva. L’imagologia nasce nell’ambito della comparatistica nell’ottica di studiare la rappresentazione di immagini letterarie attraverso stereotipi rivolti sia verso sé stessi (auto-stereotipi) che verso l’esterno (etero-stereotipi). Da anni sogno di applicare questa metodologia allo studio della costruzione artistica del carattere nazionale e della sua ricezione. L’Università di Amsterdam ha un centro che si occupa nello specifico di imagologia: mi piacerebbe prima o poi prendere contatto e sondare possibili affondi in ambito figurativo ed espositivo. 

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
Direi che sono numerosi, ma tutti nascono dalla convergenza di competenze e saperi provenienti da diversi ambiti disciplinari, culturali e geografici. Come poter leggere testi (scritti e visivi) di altre culture, in altre lingue, o affiancare lo studio della storia delle mostre alla stessa pratica espositiva. Oppure avere la possibilità di visitare mostre e di parlarne in classe o - quando si potrà di nuovo - tenere proprio qui le lezioni, a contatto con le opere e con le persone coinvolte nell’allestimento. Mi piace inoltre immergermi negli archivi d’arte e consultare fonti di prima mano. È anche un buon pretesto per sconnettersi qualche ora e lavorare in analogico: un vero e proprio lusso, e per questo centellino meticolosamente le mie visite. 

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca? 
Credo che le due attività siano complementari. Nella mia, seppur breve, esperienza didattica ho potuto constatare quanto saper formulare e comunicare in forma verbale - e con il supporto di immagini -  concetti chiave sia un ottimo modo per chiarirsi le idee e superare i momenti di stallo nella propria ricerca. Detto questo, insegnare significa spronare gli studenti a sviluppare un pensiero autonomo e articolato, fondato su fonti affidabili, mettendo in discussione luoghi comuni e coniugando campi del sapere apparentemente incompatibili. Per questo, ai giovani che oggi si avvicinano alla ricerca direi di essere curiosi, viaggiare, studiare (e parlare!) le lingue, di esplorare nuove vie, di usufruire delle innumerevoli possibilità di studio e formazione all’estero fornite da Ca’ Foscari, spesso all’interno dei programmi europei, dall’Erasmus+ alle borse di studio Marie Skłodowska-Curie.

Last update: 16/05/2022