Fondo Sociale Europeo

Loghi FSE 2014-2020

Il Fondo Sociale Europeo contribuisce a realizzare le priorità della Comunità Europea riguardo al rafforzamento della coesione economica e sociale, migliorando le possibilità di occupazione e di impiego e favorendo un alto livello di occupazione e nuovi e migliori posti di lavoro.

Sostiene le politiche degli Stati membri intese a conseguire la piena occupazione, la qualità e la produttività del lavoro, a promuovere l'inclusione sociale, compreso l'accesso all'occupazione delle persone svantaggiate, e a ridurre le disparità occupazionali a livello nazionale, regionale e locale (art. 2 Regolamento CE n. 1081/2006).

Organismo di formazione accreditato dalla Regione Veneto

POR Veneto FSE 2014-2020

Il POR FSE VENETO 2014-2020  promuove la strategia EUROPA 2020 e la politica di coesione, i quali incoraggiano le regioni a perseguire l’obiettivo strategico di promuovere una crescita intelligentesostenibile ed inclusiva.

Lo sviluppo deve essere facilitato attraverso una maggiore diffusione della conoscenza e della capacità di innovazione.

La crescita economica dovrà tenere in considerazione gli obiettivi della sostenibilità ambientale, con un’economia più verde, più efficiente nella gestione delle risorse e dell’inclusione sociale, volta a promuovere l’occupazione, la coesione sociale e territoriale.

Obiettivi tematici

In base all’art. 3 del Reg. UE n. 1304/2013 gli obiettivi tematici proposti dal POR FSE 2014-2020 mirano a:

- Promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori
A fronte di una relativa tenuta dei tassi occupazionali negli ultimi anni si è registrata una forte crescita della disoccupazione: le persone in cerca di lavoro in Veneto sono raddoppiate passando dalle 73mila unità del 2007 alle 171mila del 2013.

In questo contesto economico sono particolarmente penalizzati coloro che perdono l’occupazione (lavoratori con contratto a termine o espulsi da imprese in stato di crisi), chi cerca il primo ingresso nel mercato del lavoro (giovani), ma anche chi cerca un reingresso nel mercato del lavoro per sostenere il bilancio familiare (donne).

Sebbene il tasso di disoccupazione complessivo si mantenga ad un livello relativamente contenuto (7,6% nel 2013 rispetto ad una media nazionale del 12,2%), preoccupa il livello di disoccupazione giovanile che nel 2013 raggiunge il 25,3% (nel 2007 era l’8,4%) e l’aumento dei disoccupati di lunga durata: nel 2008 erano quasi 25 mila unità (con un tasso di disoccupazione di lunga durata di circa l’1,1%), mentre nel 2013 raggiungono le 85mila unità (pari ad un tasso di disoccupazione di lunga durata del 3,8%).

- Promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione
Nel complesso, il miglior contesto occupazionale di partenza ha permesso di limitare i fenomeni di povertà ed esclusione sociale rispetto ad altri territori: nel 2012 la popolazione a rischio povertà o esclusione sociale è il 15,8% a fronte di una media nazionale del 29,9% ed europea del 24,8%. Sebbene il fenomeno sia più contenuto si nota tuttavia anche in Veneto il trend di crescita: nel 2009 la percentuale di persone a rischio povertà o di esclusione sociale si attestava al 14,1%.

Le elaborazioni sui dati dell’indagine campionaria IT-SILC consentono di individuare i segmenti di popolazione più esposti al rischio di povertà ed esclusione sociale in Veneto. Al 2012 si riscontra una maggiore incidenza del fenomeno:

  • nelle famiglie in cui il principale percettore è disoccupato (45,4%), pensionato (24,1%) o in altra condizione di inattività (studenti, casalinghe, inabili al lavoro 33,2%);
  • nelle famiglie in cui vi è un unico percettore di reddito (28,7%);
  • nei nuclei unifamiliari, sia quelli costituiti da una persona anziana (27,9%) che quelli costituiti da una persona in età da lavoro (21,7%);
  • nelle famiglie numerose, con tre o più figli minori a carico (20,5%), spesso con un unico reddito da lavoro;
  • nelle famiglie in cui il principale percettore è donna (21,5% versus 13,5%).

- Investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale
Per quanto riguarda gli indicatori direttamente connessi alle politiche finanziate dal FSE, la Regione si pone in linea con il target definito a livello nazionale per l’obiettivo occupazionale - tasso di occupazione 20-64 pari al 67,8% - e, con un tasso di dispersione scolastica pari al 10,3%, sfiora nel 2013 il target definito a livello europeo, evidenziando la migliore performance tra le regioni italiane.

Più distanti gli obiettivi connessi all’investimento in ricerca e sviluppo e ai tassi di istruzione terziaria, quest’ultimo in evidente crescita tendenziale I tassi di abbandono scolari precoci sono definiti dalla percentuale di popolazione fra 18-24 anni con al più la licenza media e che non frequenta corsi scolastici né svolge attività formative. Il valore dell’indicatore in Veneto, pur con qualche movimento oscillatorio, denota una chiara tendenza alla decrescita. Ciò pur a fronte dell’elevata incidenza, nel sistema d’istruzione e formazione regionale, della componente straniera, cui è associata una maggior propensione alla dispersione scolastica.

Sul versante dell’istruzione terziaria si registra una crescita della percentuale di popolazione laureata fra i 30-34enni, che passa dal 16,8% del 2007 al 21,4% del 2012, prospettando, sulla base di questi trend, il superamento al 2020 dell’obiettivo target definito per il livello nazionale (27%). Nonostante la crisi economica le immatricolazioni e iscrizioni presso gli Atenei veneti si sono mantenute a livelli costanti negli ultimi anni. Gli standard europei (40%) permangono tuttavia lontani. La riforma universitaria del 3+2 ha prodotto un incremento della quota di laureati italiani e veneti, ma il sistema universitario italiano presenta tuttora un’elevata dispersione e tempi più lunghi per il conseguimento dei titoli.

Rispetto al resto d’Europa l’offerta universitaria italiana si caratterizza per una limitata offerta di titoli di primo livello realmente professionalizzanti, cosa che scoraggia l’accesso all’Università a giovani che cercano percorsi brevi di studio.

- Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate
L’indicatore occupazionale, con un tasso di occupazione 20-64 anni pari al 67,8% (69,8% nel 2007) individua una relativa capacità di tenuta del sistema occupazionale veneto in un’epoca di forte crisi economica.

Bisogna però sottolineare come tale risultato sia stato sostenuto grazie al cospicuo ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel 2013 le ore complessive autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni sono ulteriormente cresciute in Veneto del 5,2%, dopo che nel 2012 si era registrato un incremento del 18,2%. Il dato più significativo è rappresentato dalla crescita della Cassa Integrazione Straordinaria che vede aumentato del 25% il monte ore autorizzato, mentre al contrario la CIG Ordinaria e in Deroga registrano contrazioni rispettivamente del 6 e del 5% rispetto al 2012. La Cassa Integrazione Straordinaria non è legata a cali temporanei della produzione, come quella Ordinaria, ma viene concessa in caso di crisi o ristrutturazioni aziendali portando più frequentemente alla cessazione dei rapporti di lavoro rispetto alla forma ordinaria

Si può quindi prevedere per il 2014 un ulteriore incremento dei licenziamenti collettivi e delle iscrizioni alle liste di mobilità (ex l.223/1991). Nel 2013 le nuove iscrizioni alle liste di mobilità sono cresciute del 50% rispetto al 2012 superando le 13mila unità, valore più elevato dall’esordio della crisi.

Assi prioritari

Gli obiettivi tematici del POR FSE 2014-2020 si articolano in 5 assi prioritari con un budget complessivo di circa 764 milioni di euro:

1 - Occupabilità
Incrementare l’occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori attraverso politiche di rilancio delle dinamiche occupazionali, adottando un approccio trasversale a diversi gruppi target, in sinergia con gli interventi adottati dal Programma Operativo Nazionale "Garanzia Giovani".
Dotazione finanziaria: 305.612.728,00 € (40% del budget)

2 - Inclusione sociale
Promuovere l’inclusione sociale attraverso interventi di sostegno all’inclusione attiva, in particolare nel mercato del lavoro, e di rafforzamento dell’accesso a servizi di qualità, promuovendo un approccio integrato delle politiche del lavoro e sociali per rispondere con interventi coerenti e mirati ai bisogni delle persone, con particolare attenzione ai disabili, alle persone svantaggiate ed a rischio di emarginazione.
Dotazione finanziaria: 152.806.364,00 € (20% del budget)

3 - Istruzione e formazione
Investire sul capitale umano attraverso azioni volte a combattere l'abbandono scolastico precoce e il miglioramento della qualità dell’istruzione, della formazione professionale, della formazione continua e terziaria non accademica, come fattore strategico di competitività del sistema Lombardia, con attenzione ai giovani.
Dotazione finanziaria: 252.130.502,00 € (33% del budget)

4 - Capacità istituzionale
Sviluppare le condizioni per migliorare la qualità ed efficacia della pubblica amministrazione nel suo complesso nonché degli attori coinvolti nella buona riuscita delle politiche pubbliche e nella gestione efficiente e efficace delle risorse dell’Unione.
Dotazione finanziaria: 22.920.956,00 € (3% del budget)

5 - Assistenza tecnica
Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate per un’amministrazione pubblica più efficiente
Dotazione finanziaria: 30.561.272,00 € (4% del budget)


Bandi

L'Università Ca’ Foscari Venezia, nell'ambito della DGR n. 2216 del 23/12/2016 del POR FSE, ha ottenuto il finanziamento di 14 progetti come Capofila e 1 Progetto in qualità di partner con l’Università IUAV,  per un valore complessivo di oltre 800mila euro.

Grazie a questi risultati sarà possibile bandire:
•    5 assegni al Dipartimento di Management
•    4 assegni al Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica
•    8 assegni al Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi
•    1 assegno al Dipartimento di Studi Umanistici
•    4 assegni al Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

Gli assegni avranno la durata di un anno e saranno destinati a inoccupati/disoccupati, che svolgeranno attività di ricerca a carattere altamente innovativo, su tematiche considerate di rilevanza strategica a livello regionale. Le attività progettuali inizieranno a giugno.

In totale saranno attivati 22 assegni di ricerca. Gli assegnisti potranno svolgere la propria ricerca a stretto contatto con importanti realtà aziendali del territorio veneto. Potranno avvalersi delle strutture e delle competenze del sistema universitario e aziendale, creando i migliori presupposti per lo sviluppo della loro carriera scientifica e professionale.

Le aziende coinvolte potranno beneficiare di personale altamente qualificato, attraverso il quale potenziare i propri processi di innovazione e sviluppo tecnologico, che difficilmente il tessuto produttivo regionale riesce a sviluppare autonomamente in modo adeguato.
I bandi per partecipare alle selezioni per gli assegni di ricerca, saranno pubblicati a breve alla seguente pagina web: http://www.unive.it/data/12137/