Dottorati: aperto il bando 2024/25. L'esperienza della PhD Sara Linciano

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Online il bando per l'ammissione al 40° ciclo dei Corsi di Dottorato di Ca’ Foscari, in partenza con l’anno accademico 2024/2025.
Aspiranti ricercatori e ricercatrici potranno inviare la propria candidatura entro le ore 13:00 CEST di giovedì 23 maggio 2024.

Sono 109 le borse di dottorato disponibili, per un investimento complessivo di oltre 8 milioni di euro a cui si andranno ad aggiungere ulteriori risorse PNRR destinate a borse per percorsi di dottorato specifici - anche relativi alla Pubblica Amministrazione e al Patrimonio Culturale - e per dottorati innovativi, che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l'assunzione di ricercatori e ricercatrici.

Nove dottorati sono erogati interamente in lingua inglese e tutti possono contare su collaborazioni pluriennali con prestigiose università, enti di ricerca e/o imprese italiane e internazionali, oltre a finanziamenti derivanti da importanti progetti di ricerca.

Scopri tutti i corsi di Dottorato e il bando per il 2024/2025 su www.unive.it/dottorati 

L’Ateneo è inoltre partner del Dottorato in Studi storici, geografici e antropologici. Il bando per questo programma è consultabile sul sito dell’Università degli Studi di Padova. Prossimamente sarà disponibile anche il bando dedicato al Dottorato di Interesse Nazionale – DIN di Ca’ Foscari in Scienze Polari


Tra coloro che hanno potuto beneficiare delle prestigiose collaborazioni internazionali offerte dai percorsi PhD di Ca’ Foscari, c’è anche Sara Linciano, la prima dottorata del corso in Science and Technology of Bio and Nanomaterials (Scienze e Tecnologie dei Bio e Nanomateriali), un programma in convenzione con con il Kyoto Institute of Technology e il Centro di Riferimento Oncologico - CRO di Aviano. 

Sara Linciano

Dopo una laurea triennale in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche presso l'Università di Bari, Sara è arrivata a Ca’ Foscari per ampliare le sue conoscenze di fisica e chimica con il percorso di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie dei Bio e Nanomateriali.

Durante il dottorato, Sara si è occupata dello sviluppo di una piattaforma biotecnologica per l'individuazione e la caratterizzazione di proteine in miniatura, chiamate peptidi ciclici, con applicazioni in campo biomedico e farmaceutico. “Scopo del mio progetto di ricerca è stato sviluppare una nuova classe di biomolecole farmaceutiche utilizzando un processo biotecnologico innovativo ed ecosostenibile - spiega la dottoressa Linciano - Le biomolecole da noi prodotte sono costituite da pochi aminoacidi (circa 5-15), mattoncini biocompatibili, che vengono assemblati assieme in modo casuale per mezzo di legami peptidici stabili a formare delle vere e proprie molecole cicliche, denominate appunto peptidi ciclici. Durante i miei studi abbiamo dimostrato che queste molecole sono in grado di riconoscere in modo selettivo molecole bersaglio di interesse terapeutico, a tempi e prezzi di produzione molto più vantaggiosi dei noti anticorpi monoclonali. Tra le principali applicazioni delle mostre molecole cicliche ritroviamo la terapia di precisione, la diagnostica e la teranostica.”

A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, Sara non ha avuto la possibilità di recarsi fisicamente in Giappone. Ciononostante, è riuscita comunque a vivere un’esperienza di ricerca internazionale “Il programma di dottorato mi ha consentito di entrare in contatto mediante canali multimediali con i docenti dell'università giapponese e sostenere degli esami. Ho trovato un ambiente che mi ha aiutato nel percorso di formazione, il cui contatto, seppur a distanza, mi ha dato l'opportunità di conoscere altre tematiche di ricerca e modalità di studio. Nonostante la particolare situazione, le due università hanno mostrato piena collaborazione per consentirmi di effettuare comunque una esperienza presso una università estera. Infatti, ho avuto la possibilità di instaurare rapporti anche con la Svizzera, presso l'EPFL, con il gruppo di ricerca del prof. Christian Heinis . Nell'ultimo anno, inoltre, vi è stata la possibilità di incontrare e collaborare con il prof. Yoichi Kumada, il supervisor del KIT, che è venuto A Ca’ Foscari e mi ha fornito suggerimenti molto utili per la caratterizzazione biofisica delle biomolecole da noi generate.”

Terminato questo percorso, la giovane scienziata vorrebbe proseguire la propria carriera nel campo della ricerca applicata al settore farmaceutico. “In particolare, durante il dottorato ho avuto la possibilità di sviluppare una piattaforma di drug discovery, in fase di brevettazione, per lo sviluppo di peptidi ciclici, una nuova classe di biomolecole farmaceutiche che condividono qualità tipiche sia delle piccole molecole chimiche tradizionali (es. aspirina) che dei grandi farmaci biologici (es. anticorpi monoclonali). Questa piattaforma biotecnologica è alla base di Arzanya S.r.l., uno spin-off di Ca’ Foscari che ho recentemente costituito assieme alle colleghe Ylenia Mazzocato e Zhanna Romanyuk, con la supervisione del Prof. Alessandro Angelini.” 

Francesca Favaro