FILOSOFIA DELLA STORIA II

Anno accademico
2021/2022 Programmi anni precedenti
Titolo corso in inglese
PHILOSOPHY OF HISTORY II
Codice insegnamento
FT0497 (AF:332207 AR:189102)
Modalità
In presenza
Crediti formativi universitari
6 su 12 di FILOSOFIA DELLA STORIA
Livello laurea
Laurea
Settore scientifico disciplinare
M-FIL/03
Periodo
4° Periodo
Anno corso
2
Spazio Moodle
Link allo spazio del corso
L’insegnamento appartiene al settore disciplinare della Filosofia morale. Il suo obiettivo è quello di consentire agli studenti di acquisire conoscenze e comprendere lo sviluppo storico dell’etica, mediante una ricognizione storica di alcune delle maggiori figure e dei loro insegnamenti e attraverso la lettura e il commento dei loro scritti.
La frequenza regolare del corso e l’assiduo studio individuale consentiranno a studenti/studentesse di: 

a. conoscere la terminologia filosofica di base e comprendere i testi che ne fanno uso;

b. conoscere e comprendere i temi e i percorsi fondamentali della disciplina sia nelle sue parti concettuali sia nella sua dimensione storica, e dunque di averli studiati con intelligenza, cogliendone senso e articolazione;
c. acquisire autonomia di giudizio nel valutarli.
d. saper analizzare criticamente i materiali di lavoro proposti dal docente.
e. possedere una buona capacità espositiva orale e scritta, ossia di essere in grado di formulare argomentazioni di carattere filosofico con linguaggio appropriato.
f. trattandosi di una disciplina di carattere morale, sarebbe infine auspicabile che al termine del corso gli studenti acquisissero la consapevolezza che tutto ciò che hanno appreso non è finalizzato alla mera erudizione, ma, come accadeva soprattutto nell’antichità, a una pratica filosofica. Obiettivo del corso è quello di evidenziare la centralità del problema della costruzione di sé nella filosofia come forma di vita e di pensiero.
L’unico prerequisito richiesto è una buona cultura di base.
Processo alla storia: sul mito dell’uomo forte, della razza superiore e sulla banalità del male.

In alcune coraggiose pagine di "La prima radice. Preludio a una dichiarazione dei doveri verso l’essere umano" Simone Weil descrive Adolf Hitler come un adolescente sognatore che si aggira solitario per le vie di Vienna, povero, frustrato, affamato di gloria, deciso a entrare nella storia. A ispirare i suoi sogni è la “falsa” concezione di grandezza promossa dalla cultura della società in cui vive, insegnata a scuola e nelle università, inculcata dalla famiglia attraverso l’educazione, incarnata dai modelli che gli vengono additati come esempi. Di chi la colpa, si chiede la filosofa in queste pagine lucidissime, se Hitler non ha saputo scorgere un altro genere di grandezza che non fosse quello del delitto? Con sicurezza Weil punta l’indice contro quella cultura che ha promosso i valori che hanno ispirato le azioni di Hitler, contro quegli storici che nei loro libri prescindono da ogni giudizio morale quando si tratta di raccontare le gesta dei vincitori del passato, contro quei filosofi che celebrano il culto del superuomo e della razza superiore.
A salire per primi sul banco degli imputati sono dunque coloro che forniscono al pubblico le idee di grandezza e gli esempi che le illustrano, ovvero gli intellettuali. Coloro che, scrive Weil, sanno tenere la penna in mano.
Ripercorrendo questo processo alla storia il corso riflette sul culto della forza, sul razzismo, sul totalitarismo e la banalità del male come sono stati pensati dal pensiero ebraico femminile nel XX secolo.
Gli appunti del corso devono essere integrati con la lettura di due dei testi di seguito elencati, evitando di sceglierli tra quelli di una stessa autrice.

Simone Weil, La prima radice. Preludio a una dichiarazione dei doveri verso l’essere umano, tr. it. di F. Fortini, con uno scritto di G. Gaeta, SE, Milano1990;
Simone Weil, Sulla Germania totalitaria, a cura di G. Gaeta, Adelphi, Milano 1990;
Simone Weil, Il libro del potere, tr.it. di V. Abaterusso, a cura di M. Bonazzi, Chiarelletere, Milano 2016;
Simone Weil, Attesa di Dio, tr. it. di M. C. Sala, Adelphi, Milano 2008;
Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, tr. it. di A. Guadagnin, Einaudi, Torino 2009;
Hannah Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, tr. it. di P. Bernardini, Feltrinelli, Milano 1992;
Etty Hillesum, Diario, tr. it. di C. Passanti e T. Montone, Adelphi, Milano 2012;
Etty Hillesum, Lettere 1941-1943, tr. it. di C. Passanti, T. Montone e A. Vigliani. Cura editoriale di R. Cazzola e di C. Di Palermo, Adelphi, Milano 2013.

Letteratura critica integrativa

Gli studenti che non abbiano seguito il corso porteranno in sostituzione degli appunti:
Isabella Adinolfi (a cura di), Dopo la Shoah. Un nuovo inizio per il pensiero, Roma, Carocci, 2011;
Oppure:
Susan Neiman, Evil in Modern Thought: An Alternative History of Philosophy, Princeton University Press, Princeton - New Jersey 2002.
L’esame è orale. La verifica riguarderà la conoscenza e la chiara esposizione di temi e problemi affrontati nel corso.
L’insegnamento è organizzato in lezioni frontali.
Italiano
Ca’ Foscari applica la Legge Italiana (Legge 17/1999; Legge 170/2010) per i servizi di supporto e di accomodamento disponibili agli studenti con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento. Se hai una disabilità motoria, visiva, dell’udito o altre disabilità (Legge 17/1999) o un disturbo specifico dell’apprendimento (Legge 170/2010) e richiedi supporto (assistenza in aula, ausili tecnologici per lo svolgimento di esami o esami individualizzati, materiale in formato accessibile, recupero appunti, tutorato specialistico a supporto dello studio, interpreti o altro) contatta l’ufficio Disabilità e DSA disabilita@unive.it.
orale

Questo insegnamento tratta argomenti connessi alla macroarea "Capitale umano, salute, educazione" e concorre alla realizzazione dei relativi obiettivi ONU dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

Programma definitivo.
Data ultima modifica programma: 17/07/2021