ANTROPOLOGIA FILOSOFICA I
- Anno accademico
- 2023/2024 Programmi anni precedenti
- Titolo corso in inglese
- PHILOSOPHICAL ANTHROPOLOGY I
- Codice insegnamento
- FT0006 (AF:357734 AR:257569)
- Lingua di insegnamento
- Italiano
- Modalità
- In presenza
- Crediti formativi universitari
- 6
- Livello laurea
- Laurea
- Settore scientifico disciplinare
- M-FIL/03
- Periodo
- 3° Periodo
- Anno corso
- 3
- Spazio Moodle
- Link allo spazio del corso
Inquadramento dell'insegnamento nel percorso del corso di studio
Risultati di apprendimento attesi
a. conoscere la terminologia filosofica di base e comprendere i testi che ne fanno uso;
b. conoscere e comprendere i temi e i percorsi fondamentali della disciplina sia nelle sue parti concettuali sia nella sua dimensione storica, e dunque di averli studiati con intelligenza, cogliendone senso e articolazione;
c. acquisire autonomia di giudizio nel valutarli.
d. saper analizzare criticamente i materiali di lavoro proposti dal docente.
e. possedere una buona capacità espositiva orale e scritta, ossia di essere in grado di formulare argomentazioni di carattere filosofico con linguaggio appropriato.
f. trattandosi di una disciplina di carattere morale, sarebbe infine auspicabile che al termine del corso gli studenti acquisissero la consapevolezza che tutto ciò che hanno appreso non è finalizzato alla mera erudizione, ma, come accadeva soprattutto nell’antichità, a una pratica filosofica. Obiettivo del corso è quello di evidenziare la centralità del problema della costruzione di sé nella filosofia come forma di vita e di pensiero.
Prerequisiti
Contenuti
“L’eterna dignità di un uomo consiste precisamente in questo, nel suo potersi conquistare una storia; in ciò sta il divino in lui, che egli stesso, se vuole, può dare continuità a questa storia, perché le si ottiene, dignità e divinità, unicamente quando questa storia non è la somma di ciò che mi è capitato o accaduto, ma un mio proprio atto, in modo tale che, appunto, ciò che mi è accaduto grazie a me è trasformato e trasferito da necessità a libertà” (S. Kierkegaard, Enten-Eller).
La libertà di scelta è una categoria centrale della riflessione di Søren Kierkegaard, tanto della sua concezione dell’uomo quanto della sua filosofia della storia. Essa riceve una trattazione diversa nei tre stadi esistenziali in cui il filosofo danese articola l’esperienza umana. Negata dall’esteta in nome del destino, che vanifica ogni umano disegno; affermata dall’etico come necessaria allo sviluppo morale dell’io e alla sua proiezione nel mondo; problematizzata dal cristiano nella dialettica di una fede che corrisponde al farsi storia e mondo di un Dio che conduce infine oltre la storia e il mondo.
Testi di riferimento
S. Kierkegaard, Il riflesso del tragico antico nel tragico moderno, tr. it. di L. Liva, con un saggio introduttivo di I. Adinolfi, il melangolo, Genova 2012;
S. Kierkegaard, L’equilibrio tra l’estetico e l’etico nell’elaborazione della personalità, in Enten-Eller. Un frammento di vita, tomo V, tr. it. di A. Cortese, Adelphi, Milano 1989;
S. Kierkegaard, Timore e tremore, tr. it. di C. Fabro, BUR, Milano 1998;
S. Kierkegaard, Briciole filosofiche, tr. it. di U. Regina, Morcelliana, Brescia 2012.
Testi di approfondimento,
Uno a scelta dei seguenti testi:
I. Adinolfi, Studi sull'interpretazione kierkegaardiana del cristianesimo, il melangolo, Genova 2012;
I. Adinolfi, Il segreto di Abramo. Una lettura mistica di "Timore e tremore", il melangolo, Genova 2018;
G. Garff, SAK. Søren Aabye Kierkegaard. Una biografia, Castelvecchi, Roma 2013, solo alcune sezioni;
N. Germano, Etica, religione e letteratura nel tempo del nichilismo. Un percorso kierkegaardiano, Edizioni dell'Orso, Alessandria 2022;
C. Stephen Evans, Kierkegaard: An Introduction, Cambridge University Press, New York 2009;
K. Harries, Between nihilism and faith: a commentary on Either/or, De Gruyter, Berlin/New York 2010.