FILOSOFIA DELLA STORIA II
- Anno accademico
- 2023/2024 Programmi anni precedenti
- Titolo corso in inglese
- PHILOSOPHY OF HISTORY II
- Codice insegnamento
- FT0497 (AF:377028 AR:257599)
- Lingua di insegnamento
- Italiano
- Modalità
- In presenza
- Crediti formativi universitari
- 6 su 12 di FILOSOFIA DELLA STORIA
- Livello laurea
- Laurea
- Settore scientifico disciplinare
- M-FIL/03
- Periodo
- 4° Periodo
- Anno corso
- 2
- Spazio Moodle
- Link allo spazio del corso
Inquadramento dell'insegnamento nel percorso del corso di studio
Risultati di apprendimento attesi
a. conoscere la terminologia filosofica di base e comprendere i testi che ne fanno uso;
b. conoscere e comprendere i temi e i percorsi fondamentali della disciplina sia nelle sue parti concettuali sia nella sua dimensione storica, e dunque di averli studiati con intelligenza, cogliendone senso e articolazione;
c. acquisire autonomia di giudizio nel valutarli.
d. saper analizzare criticamente i materiali di lavoro proposti dal docente.
e. possedere una buona capacità espositiva orale e scritta, ossia di essere in grado di formulare argomentazioni di carattere filosofico con linguaggio appropriato.
f. trattandosi di una disciplina di carattere morale, sarebbe infine auspicabile che al termine del corso gli studenti acquisissero la consapevolezza che tutto ciò che hanno appreso non è finalizzato alla mera erudizione, ma, come accadeva soprattutto nell’antichità, a una pratica filosofica. Obiettivo del corso è quello di evidenziare la centralità del problema della costruzione di sé nella filosofia come forma di vita e di pensiero.
Prerequisiti
Contenuti
Al cuore del percorso esistenziale e spirituale di Simone Weil sta il problema dello spettacolo di un mondo e di una storia posti sotto il dominio incontrastato della forza. I greci avevano colto esattamente nell'Iliade, nelle tragedie e nel pensiero di Platone la sventura cui tutto soggiace, la necessità sotto cui tutto si piega: cose, uomini, dei. Avevano però anche colto la presenza nel mondo e nella storia dell'impronta di un Bene assoluto, tanto evidente quanto radicalmente altro nei confronti di tutto ciò che è soggetto a necessità e forza. Avevano infine tentato di costruire ponti che congiungessero mondo e Bene. Di tutto questo, per Weil, si perde traccia dopo Platone, per riemergere infine nel Vangelo.
Punto decisivo di questa costruzione filosofica, morale e teologica, è l'intuizione che il Bene non crea aggiungendo qualcosa a se stesso, ma ritirandosi per far spazio alla creatura. Nella misura in cui questa vuole essere, esercitando la propria potenza, è nell'ingiustizia, lontana da Dio e soggetta a necessità e sventura; nella misura però in cui comprende che il Bene che la abita consiste nella rinuncia alla forza, nel de-crearsi, per corrispondere così al Dio che si è de-creato, apre nuovamente la possibilità di una storia sottratta alla necessità, libera e buona.
La pratica dell'insegnamento di Platone e del Vangelo sono dunque, per l'ultima Weil, in un tragico conflitto mondiale ancora aperto, l’unica radice possibile di una nuova storia.
Scopo del corso è di riflettere sulla concezione weiliana della morale, della religione e della storia.
Testi di riferimento
Lo studente che abbia seguito il corso dovrà portare per l’esame due a scelta delle seguenti opere di Simone Weil:
S. Weil, Riflessioni sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale, Adelphi, Milano 1983;
S. Weil, Attesa di Dio, Adelphi, Milano 2008;
S. Weil, La rivelazione greca, Adelphi, Milano 2014;
S. Weil, La prima radice. Preludio ad una dichiarazione dei doveri verso l’essere umano, SE, Milano 1990.
Testi di approfondimento.
Lo studente dovrà anche scegliere uno dei seguenti testi:
G. Gaeta, Leggere oggi S. Weil, Quodlibet, Macerata 2018;
I. Adinolfi - L. Scaraffia, La natura nel pensiero femminile del Novecento, Il melangolo, Genova. In corso di pubblicazione.