LINGUISTICA STORICA

Anno accademico
2026/2027 Programmi anni precedenti
Titolo corso in inglese
HISTORIC LINGUISTICS (ADVANCED)
Codice insegnamento
FM0127 (AF:738033 AR:438918)
Lingua di insegnamento
Italiano
Modalità
In presenza
Crediti formativi universitari
6
Livello laurea
Laurea magistrale (DM270)
Settore scientifico disciplinare
GLOT-01/A
Periodo
II Semestre
Sede
VENEZIA
L’insegnamento rientra tra le attività affini/integrative dei corsi di laurea magistrale in Scienze dell’Antichità: Archeologia, Letterature e Storia (curriculum Filologico e Letterario) e in Filologia, Linguistica e Letteratura Italiana (per tutti i curriculum). Esso ha l’obiettivo di fornire le conoscenze necessarie a riflettere e operare sul linguaggio e sulle lingue quali fenomeni storici che si manifestano attraverso i testi, con particolare attenzione alle questioni della variazione, del mutamento e della ricostruzione.
Ci si attende che lo studente acquisisca la consapevolezza della variazione della lingua nel tempo, nello spazio, nella società e in rapporto alla situazione comunicativa quale dimensione costitutiva della lingua stessa, sia in grado di riconoscere e descrivere adeguatamente i fenomeni di mutamento linguistico pertinenti ai diversi livelli di analisi (fonetica e fonologia, morfologia, sintassi, lessico) e di analizzarli in accordo alle teorie linguistiche più recenti, consegua una conoscenza approfondita dei principi e dei metodi della etimologia e della ricostruzione linguistica nonché della relazione tra ricostruzione linguistica e ricostruzione culturale, e sappia inquadrare in modo rigoroso temi e problemi di natura teorica e metodologica relativi alla linguistica storica. Ci si attende inoltre che lo studente impari a utilizzare appropriatamente la terminologia specialistica.
L’insegnamento richiede il possesso di nozioni di linguistica generale acquisite mediante l’insegnamento di Fondamenti di Linguistica o altri insegnamenti di Glottologia e Linguistica di carattere istituzionale. Per gli studenti stranieri si richiede inoltre una buona conoscenza della lingua italiana.
La prima parte dell’insegnamento sarà volta a mettere in luce questioni teoriche e metodologiche aperte. In particolare si svilupperanno i contenuti seguenti: la genesi e i fondamenti teorici della linguistica storica; la variazione linguistica; gli esiti storici e tipologici della comparazione linguistica; la ricostruzione linguistica; la ricostruzione culturale fondata sui dati di lingua; l’etimologia. Nella seconda parte dell’insegnamento, che avrà un taglio monografico, si tratterà il mutamento morfologico, anche attraverso esemplificazioni pertinenti a lingue antiche e moderne, tenendo conto di diverse prospettive relative alla natura e al funzionamento del linguaggio e delle lingue in generale e della morfologia nello specifico.
1. Manuali di riferimento
M. Mancini (a cura di), Il cambiamento linguistico, Roma, 2003.

2. Testi di approfondimento
2.1. Questioni teoriche e metodologiche aperte
A. L. Prosdocimi, Diacronia: ricostruzione. Genera proxima e differentia specifica, in «Lingua e stile» 13/III, 1978, pp. 335-371.
A. L. Prosdocimi, I fondamenti teorici della linguistica storica ovvero alla ricerca dell’odorosa pantera ovvero à la recherche…, in A. L. Prosdocimi, Scritti inediti e sparsi, Padova, 2004, II, pp. 583-627.
A. L. Prosdocimi, Comparazione, tipologia e ricostruzione, in A. L. Prosdocimi, Scritti inediti e sparsi, Padova, 2004, II, pp. 657-855.
A. L. Prosdocimi, Dialetto/dialetti, koinè/koinai. Ambito del significare e orizzonti del comunicare, in G. Marcato (a cura di), Le mille vite del dialetto, Padova, 2014, pp. 441-472.
M. P. Marchese, A. L. Prosdocimi, Post hoc ergo propter hoc? Coseriu e Saussure, in V. Orioles, R. Bombi (a cura di), Oltre Saussure. L’eredità scientifica di Eugenio Coseriu, 2015, pp. 233-247.

2.2. Il mutamento morfologico
A. Meillet, L’évolution des formes grammaticales, in «Scientia» 12, 1912, pp. 384-400.
W. U. Dressler, W. Mayerthaler, O. Panagl, W. U. Wurzel, Leitmotifs in Natural Morphology, Amsterdam, 1987, pp. 3-22.
M. Halle, A. Marantz, Distributed Morphology and the Pieces of Inflection, in K. Hale, S. J. Keyser (a cura di), The View from Building 20, Cambridge, 1993, pp. 111-176.
M. Aronoff, Morphology by Itself. Stems and inflectional classes, Cambridge, 1994, pp. 5-29.
W. U. Dressler, Naturalness and Morphological Change, in J. D. Brian, J. D. Richard (a cura di), The Handbook of Historical Linguistics, Blackwell, Oxford, 2003, pp. 461-471.
D. Embick, R. Noyer, Distributed Morphology and the Syntax/Morphology Interface, in The Oxford Handbook of Linguistic Interfaces, Oxford, 2007, pp. 289-234.
L. Gaeta, Analogical change, in S. Luraghi, V. Bubenik (a cura di), The Continuum Companion to Historical Linguistics, London-New York, 2010, pp. 147-160.
D. Ringe, J. F. Eska, Historical linguistics, Cambridge, 2013, pp. 167-211.
M. Maiden, The Romance Verb. Morphomic Structure & Diachrony, Oxford, 2018, pp. 9-24.
M. Maiden, Folk etymology and contamination in the Romance languages, in M. Aronoff (a cura di), Oxford Research Encyclopedia of Linguistics, Oxford, 2020.
L’apprendimento sarà verificato mediante un colloquio. Il colloquio verterà su tre argomenti di carattere generale. Tali argomenti saranno selezionati dal docente: uno sarà selezionato dai manuali di riferimento, uno dai testi di approfondimento relativi al gruppo 2.1 Questioni teoriche e metodologiche aperte, uno dai testi di approfondimento relativi al gruppo 2.2 Il mutamento morfologico. Si segnala che i testi di approfondimento saranno inquadrati e discussi nel corso delle lezioni. Le diapositive delle lezioni, che saranno caricate regolarmente nello spazio Moodle dell'insegnamento, potranno essere utilizzate per prendere visione degli aspetti dei singoli testi su cui concentrarsi maggiormente.
In particolare si valuteranno la padronanza degli argomenti, la capacità espositiva, l’adeguatezza terminologica e la capacità di riflessione autonoma sui fenomeni linguistici.
orale

Il/la docente ha il dovere di vigilare affinché siano rispettate le regole di autenticità e originalità delle prove d'esame. Di conseguenza, nei casi in cui vi sia il sospetto di un comportamento irregolare, l'esame può prevedere un ulteriore approfondimento, contestuale alla prova d'esame, che potrà essere realizzato anche in modalità differente rispetto alle modalità sopra riportate.

30-30 e lode: padronanza eccellente degli argomenti trattati a lezione e nei testi di riferimento; uso della terminologia tecnica della disciplina appropriata; eccellente capacità di riflessione autonoma sui fenomeni linguistici.

28-29: ottima conoscenza degli argomenti trattati a lezione e nei testi di riferimento; uso sostanzialmente corretto della terminologia tecnica della disciplina; ottima capacità di riflessione autonoma sui fenomeni linguistici.

26-27: buona conoscenza degli argomenti trattati a lezione e nei testi di riferimento; uso non sempre corretto della terminologia tecnica della disciplina; discreta capacità di riflessione autonoma sui fenomeni linguistici.

22-25: conoscenza a tratti superficiale e/o lacunosa degli argomenti trattati a lezione e nei testi di riferimento; esposizione non sempre chiara e/o carente sul piano della terminologia tecnica della disciplina; capacità sufficiente di riflessione autonoma sui fenomeni linguistici.

18-21: conoscenza lacunosa degli argomenti trattati a lezione e e nei testi di riferimento ma comunque sufficiente; esposizione non chiara e/o carente sul piano della terminologia tecnica della disciplina; scarsa capacità di riflessione autonoma sui fenomeni linguistici.
L’insegnamento prevede lezioni frontali e approfondimenti tematici, che saranno svolti anche in forma seminariale.
Programma definitivo.
Data ultima modifica programma: 07/04/2026