VENTRA Stefania

Qualifica
Ricercatrice
E-mail
stefania.ventra@unive.it
SSD
MUSEOLOGIA E CRITICA ARTISTICA E DEL RESTAURO [L-ART/04]
Sito web
www.unive.it/persone/stefania.ventra (scheda personale)
Struttura
Dipartimento di Studi Umanistici
Sito web struttura: https://www.unive.it/dsu
Sede: Malcanton Marcorà

Dopo la laurea triennale in Scienze dei Beni culturali all’Università degli Studi di Milano, Stefania Ventra ha ottenuto la laurea magistrale in Storia dell’Arte presso la Sapienza Università di Roma, dove ha successivamente conseguito la Specializzazione in Beni storico-artistici e il Dottorato di ricerca in Storia dell’arte.

È ricercatrice di Museologia e critica artistica e del restauro (L-ART/04) presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Tra il 2018 e il 2021 è stata ricercatrice post-doc presso l’Archivio del Moderno dell’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana (Mendrisio), nell’ambito del progetto interdisciplinare finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero Milan and Ticino (1796-1848). Shaping. the Spatiality of a European capital (di cui è attualmente ricercatore aggregato), occupandosi delle maestranze attive nei cantieri milanesi tra età Napoleonica e Restaurazione con particolare attenzione alla storia sociale e alla cultura materiale e tecnica.

Tra il 2017 e il 2018 è stata assegnista di ricerca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, dove ha condotto uno studio su Tommaso Minardi (1787-1871) conservatore delle Gallerie e Ispettore alle Pitture Pubbliche.

Negli stessi anni è stata docente a contratto di Museologia per il corso di laurea triennale in Studi storico-artistici nel Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo della Sapienza Università di Roma, dove tra il 2015 e il 2017 ha ricoperto il ruolo di cultore della materia, occupandosi di didattica integrativa.

Tra il 2015 e il 2018 ha preso parte, con regolari incarichi, all’attività di ricerca e di produzione editoriale della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del progetto Antico e Moderno: Parigi, Roma, Torino 1670-1750. L’ente le ha conferito nel 2018 il “Premio Barocco inedito”.

Ha collaborato per lungo tempo con l’Accademia Nazionale di San Luca, dove ha sviluppato ricerche su diversi temi e cronologie: dalla storia del restauro dei dipinti, cui ha dedicato una monografia (Restauri di dipinti nel Novecento: le posizioni dell’Accademia di San Luca 1931-1958, Roma, Sapienza Università Editrice 2014) e diversi contributi in riviste di settore, tra cui si segnala lo studio dedicato a Il San Luca di Raffaello: vicende e restauri tra Cinquecento e Novecento (in «Ricerche di storia dell’arte, 116/117, 2015); alla storia della cultura figurativa accademica nel XVII secolo, cui ha dedicato una monografia (L’Accademia di San Luca nella Roma del secondo Seicento: artisti, opere, strategie culturali, Firenze, Olshki 2019) e altri saggi in riviste e volumi collettanei. Presso questa istituzione ha co-curato la mostra I ritratti dei Santi Artisti: una regia di Carlo Maratti per l’Accademia di San Luca (2013-14) e le iniziative legate alla celebrazione del quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio, dalla mostra Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate (2020-2021) al seminario internazionale di studi Raffaello e le accademie d’arte: modello, funzione, ricezione (2021). È stata inoltre co-coordinatrice del Progetto di studio, restauro e valorizzazione del Putto reggifestone, condotto nel 2021 grazie al finanziamento dei Mecenati della Galleria Borghese – Roman Heritage Onlus. Sta attualmente co-curando l'edizione critica del manoscritto L'amore dell'arte (1704) del pittore ticinese Antonio Lodovico David.

I suoi interessi di ricerca, oltre a quelli legati alla cultura accademica romana del secondo Seicento, vertono intorno alla storia del restauro, della museologia e della ricezione nel XIX secolo, con particolare attenzione all’opera di Tommaso Minardi e degli artisti restauratori orbitanti intorno a lui fra gli anni Venti e gli anni Sessanta del secolo. A questi temi ha dedicato diversi contributi in volumi, atti di convegno e riviste specializzate. Tra il 2011 e il 2015 ha fatto parte del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) Cultura del restauro e restauratori: modelli di ricezione per la museologia e la storia dell'arte antica e moderna. Un archivio informatizzato, svolto in collaborazione con l’Associazione Giovanni Secco Suardo.