Ilaria Sicari è assegnista di ricerca post-doc nell'ambito degli studi slavistici presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, con un progetto di ricerca dal titolo "La socializzazione transnazionale dei testi e la formazione dell'identità culturale europea nel contesto della Guerra fredda: il caso delle pubblicazioni tamizdat in Italia (1957-1991)".

Ha conseguito la laurea triennale in Lingue e letterature straniere presso l'Università di Bologna (2008), specializzandosi in lingua russa e letterature comparate presso l'ateneo veneziano, dove ha conseguito dapprima la laurea magistrale (2012) e successivamente, sempre nell'ambito degli studi slavistici, il dottorato di ricerca (2017).

Dal 2012 ad oggi, è traduttrice e interprete consecutiva dal russo e dall'inglese, svolgendo diverse collaborazioni con alcune istituzioni culturali (Università di Venezia, Teatro La Fenice, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani). Nel 2015 ha vinto una borsa di studio Overseas che le ha permesso di svolgere le sue ricerche dottorali a Mosca, in qualità di visiting Ph.D. student presso la Vysšaja Škola Ėkonomiki, dove, dal 2015 al 2016, ha collaborato con il gruppo di ricerca internazionale "InterLit - Internacionnal'naja literatura" coordinato da E. Zemskova (VŠĖ) e E. Ostrovskaja (VŠĖ), occupandosi della ricezione della letteratura italiana in URSS. Negli anni 2017-18 è stata membro del gruppo di ricerca internazionale "La ricezione delle repressioni politiche sovietiche nell'universo culturale franco-italiano (1917-1987)", coordinato da C. Pieralli (Università di Firenze) e L. Jurgenson (Università Paris-Sorbonne), per il quale si è occupata della ricezione dei processi politici sovietici sulla stampa italiana nel periodo fascista e nel secondo dopoguerra. Dal 2018 collabora a due progetti scientifici digitali dedicati allo studio del dissenso e della letteratura sovietica non ufficiale (samizdat e tamizdat): "Alle due sponde della cortina di ferro: Le culture del dissenso e la definizione dell'identità europea tra Italia, Francia e URSS (1956-1991)" (Università di Firenze, coordinatori: C. Pieralli e T. Spignoli) e “Contraband Russian Literature across Borders: An Online Archive of Documents (1956-1991)” diretto da Yasha Klots (CUNY University). Dal 2022 collabora con il progetto digitale "Voci libere in URSS. Free Voices in the USSR (1953-1991)", coordinato da C. Pieralli e M. Sabbatini (Università di Pisa) e pubblicato da Firenze University Press.

Dal 2018 al 2020 è stata docente a contratto di letteratura russa presso l'Università di Firenze, dove ha tenuto alcuni corsi (laurea triennale e magistrale) sul Realismo socialista, la letteratura sovietica non ufficiale (samizdat e tamizdat), il dissenso, il movimento per la difesa dei diritti umani in URSS e l'abuso della psichiatria a scopi politici in epoca chruščëviana e brežneviana.

Si è occupata della ricezione della letteratura straniera in URSS, pubblicando diversi articoli in volume e su riviste scientifiche italiane e straniere. Attualmente i suoi interessi di ricerca spaziano dall'ambito delle letterature comparate, degli studi sulla ricezione e la traduzione, alla storia culturale ed intellettuale sovietica. Nell'ambito degli studi sulla Russia sovietica si occupa di istituzioni letterarie; censura; politiche culturali; produzione, diffusione e ricezione della letteratura non ufficiale in URSS (samizdat) e all'estero (tamizdat).

È membro dell'Associazione Italiana degli Slavisti (AIS) e dell'Association for Slavic and East European and Eurasian Studies (ASEES).