Centro Studi Internazionale sulle Religioni del Mediterraneo antico

Componenti fondatori:

Giovannella Cresci- Sabina Crippa (Università Ca’ Foscari)
Federica Fontana - Emanuela Murgia (Università di Trieste)
Luca Cerchiai (Università di Salerno)
Enzo  Lippolis (Università La Sapienza Roma)
Françoise van Haeperen (Universitè de Louvain)

Altri componenti:

Anna Marinetti, Giovanna Gambacurta, Marta Miatto, Anna Gasparetto, Tobia Lenzi

Docente referente del Centro è Sabina Crippa scrippa@unive.it

Sacra nel Mediterraneo antico

Il Centro Studi è nato dall’intesa tra le Università di Venezia, Trieste, Salerno, La Sapienza Roma, Louvain per consolidare l’esperienza degli incontri annuali Sacrum facere dedicati a studi interdisciplinari storico-religiosi, archeologici ed epigrafici, pubblicati in Polymnia Università di Trieste.
Tutte le pubblicazioni dei convegni  finora svolti a Trieste sono anche consultabili on-line nel sito Polymnia.

Le tematiche di riferimento finora affrontate nell'ambito di Sacrum facere sono:
figure del divino, spazio e gesto in ambito rituale, il ruolo dell’immagine nel contesto cultuale, contatti e intrecci di culture nel Mediterraneo antico, metodologia interdisciplinare per lo studio dei sacra nell’Antichità, e la gestione della pluralità religiosa.

Finalità scientifica principale del Centro diviene ora quella di promuovere ricerche interdisciplinari a livello nazionale e internazionale focalizzate sull’”archeologia del sacro”, intesa come ambito di ricerca che consenta un proficuo incontro tra discipline nello studio dei Sacra e un ampliamento delle tematiche in oggetto.  La prospettiva scelta è quella storico-comparativa, per consentire l’accesso alla complessità dei significati simbolici e delle pratiche relative. Tali fattori, determinanti per le culture del Mediterraneo antico, permettono di far emergere strumenti euristici fondamentali per condurre ricerche relative a tali tematiche anche in altri ambiti culturali.

Lo studio interdisciplinare dei sacra pone al centro dell’analisi l’eterogeneità e la coesistenza di una pluralità di elementi che costituisce il carattere precipuo dei politeismi antichi, concepiti come strutture di relazioni fra tradizioni, credenze, pratiche rituali, tratti cultuali diversi a seconda del luogo e del tempo. 

Focalizzandosi anche su elementi della cultura materiale, tasselli fondanti, autoctoni che possono anche apparire ambigui, contraddittori e di difficile lettura, questa metodologia considera come valore e non come problema l’eterogeneità delle fonti e dei risultati che ne derivano.

Seguendo la ben nota affermazione di Angelo Brelich è necessario che  invece di avere diffidenze preconcette nei rispettivi riguardi,  le diverse discipline comprendano di non potersi sostituire le une alle altre, anzi di aver bisogno  le une delle altre; e se una vera e propria collaborazione interdisciplinare risultasse difficile a realizzarsi, ognuno con i propri metodi si renda conto del fatto che essi sono nettamente differenti, ma non per questo né superiori né inferiori a quelli degli altri.

Attività:

26 aprile 2017: conferenza della Prof.ssa Françoise van Haeperen: I ministri della Magna Mater a Roma e nella parte occidentale dell’impero. Funzioni e rappresentazioni.

Last update: 23/01/2020