Persone e passioni

Gabriella Buffa
Biologia ed Ecologia

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
La città dove ho abitato per più tempo è Padova, ma da circa vent’anni mi sono trasferita nel veneziano. A Ca’ Foscari insegno Biologia vegetale, Laboratorio di Biodiversità e Pianificazione e progettazione ecologica del territorio. Il mio ambito di ricerca è fortemente applicativo e da sempre si concentra sull’analisi, a diverse scale spaziali e temporali, degli effetti dei fattori ambientali, sia naturali che antropici, e dei cambiamenti globali sulla biodiversità. Obiettivo generale è la gestione sostenibile del capitale naturale.

Qual è stato il tuo percorso accademico?
Mi sono laureata in Scienze Biologiche all’Università di Padova. Subito dopo la laurea ho vinto una borsa di ricerca presso l’Institute of Integrative Nature Conservation Research della University of Natural Resources and Life Science a Vienna, dove ho trascorso circa due anni. Una volta tornata in Italia, ho vinto un concorso per Ricercatore all’Università di Padova. Ho trascorso vari periodi all’estero come visiting researcher, al Conservatoire Botanique National de Bailleul, in Francia, alla University of Santiago de Compostela, e alla University Complutense of Madrid in Spagna. Nel 2000 mi sono trasferita a Ca’ Foscari come Professore Associato e attualmente sono Professore Ordinario.

Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?
Aver avuto l'opportunità, grazie a progetti finanziati dalla Comunità Europea, di agire concretamente sul territorio. La possibilità di tradurre le conoscenze in azioni concrete di sostenibilità ambientale, coinvolgendo diversi settori della società, dalle istituzioni civili al mondo produttivo, è una sfida difficile, ma alla fine è ciò che dà veramente senso alla mia ricerca.

Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?
Direi un "ni". Ho sempre avuto un grande interesse per il mondo delle piante, cui ha contribuito molto mio padre. Il percorso universitario mi ha aiutato da una parte a confermare questo interesse e dall’altra a capire come e dove dirigerlo. L’incontro con il professore che è stato poi non solo il mio relatore di laurea, ma una vera e propria guida “spirituale”, mi ha fatto scoprire il mondo della ricerca. Da quel momento, tutte le scelte e le esperienze che ho fatto sono state rivolte in quella direzione.

Cosa significa per te insegnare e fare ricerca?
Insegnare è uno dei compiti più difficili ma anche stimolanti, perché non si tratta di trasferire nozioni ma di stimolare la curiosità, l’interesse e la passione. È faticoso, ma quando anche solo uno studente o una studentessa mi dice che grazie alle mie lezioni ha scoperto nuovi orizzonti, allora significa che ho fatto un buon lavoro. Fare ricerca significa mettersi sempre alla prova, misurarsi, sfidare le proprie certezze. Significa farsi delle domande e cercare le risposte. La mia è una ricerca molto applicativa, e quindi, nel mio caso, fare ricerca è anche capire come trasferire le conoscenze acquisite per sviluppare una maggiore sensibilità e consapevolezza dei problemi ambientali.

Last update: 29/11/2022