Primi piani

Francesca Checchinato
Economia e gestione delle imprese

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca. 
Sono Francesca Checchinato e insegno marketing a Ca’ Foscari da circa 14 anni. I miei corsi si focalizzano principalmente sui temi della comunicazione d’impresa, soprattutto con riferimento ai canali digitali, che negli ultimi anni sono diventati fondamentali e hanno superato quelli più tradizionali. Insegno una materia in continua evoluzione e questa è una sfida: trasmettere un approccio e un metodo che possano essere utilizzati anche se gli studenti al termine del loro percorso si troveranno davanti ad un contesto diverso rispetto a quello discusso in aula.La mia ricerca è coerente con gli insegnamenti che mi sono stati assegnati e si focalizza nella gestione del brand e nella loro comunicazione all’esterno. Rispetto a questi temi, negli anni i miei studi si sono indirizzati sulle strategie di marketing internazionale, soprattutto verso il mercato cinese, e sulle strategie di marketing delle imprese che operano nell’agroalimentare. 

L’ ambito di cui si è sempre voluto/a occupare ma che non ha ancora avuto occasione di esplorare?
Ci sono talmente tanti ambiti interessanti all’interno del management e del marketing che non è solo uno l’ambito di cui ancora non mi sono occupata ma mi piacerebbe occuparmi. Mi interesserebbe approfondire maggiormente il tema della misurazione delle performance, soprattutto alla luce della possibilità offerta dagli insights che si possono raccogliere grazie alla rete. Credo che sia fondamentare misurare le attività svolte ed essere consapevoli dei risultati ottenuti grazie alle azioni intraprese.  

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
Il contatto con il territorio e la possibilità di vedere realtà aziendali diverse, con le quali dialogare per comprendere le loro esigenze in termini di ricerca, di sviluppo di strumenti e modelli che possano supportarle e farle crescere in modo sostenibile. È un’attività che viene svolta anche grazie all’Agrifood Management & Innovation lab, fondato insieme a Christine Mauracher, Vladi Finotto e Isabella Procidano e che conta un gruppo interdisciplinare di ricercatori con il quale confrontarsi e far emergere linee di ricerca sia di base sia di interesse per le aziende del comparto. È una soddisfazione quando ci si rende conto di aver trasmesso qualcosa, aver prodotto qualcosa di valore per chi ne deve fruire. 

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Ricerca e insegnamento sono due attività che devono essere collegate perché in questo modo si riesce a trasmettere conoscenza a 360 gradi, si conoscono meglio le ragioni e i vincoli che sottendono una determinata teoria, gli aspetti critici e punti di forza rispetto ad altre teorie. Si possono inoltre fornire spunti di discussione innovativi, basati sulle ricerche in corso. Ricerca significa studio, confronto con i colleghi e con le imprese, che nel mio campo di ricerca sono tra le principali beneficiarie dei risultati che emergono. Credo sia fondamentale lavorare in gruppo, essere presenti in più team di ricerca dove ognuno fornisce la propria competenza e si arricchisce di quella degli altri.Insegnare è un’attività diversa, richiede un grande coinvolgimento ed energia che sono necessari per svolgerla al meglio. Può dare grandi soddisfazioni, ma è necessario essere sempre aggiornati non solo sui temi che si affrontano in aula, ma anche sulle modalità didattiche. Con il Dipartimento di Management cerchiamo di sperimentare il più possibile. Ad esempio, abbiamo creato i percorsi Experior, che fanno lavorare gli studenti su progetti aziendali reali, definiti dalle aziende stesse sulla base delle loro criticità. Le aziende si mettono in gioco a supporto degli studenti, gli studenti applicano quanto appreso.   

Quale corso di laurea consiglierebbe ad un giovane diplomato e perchè? 
La mia risposta non può che essere di parte anche perché non sono in grado di giudicare corsi di laurea di altri ambiti scientifici. Ciò che posso dire è che le nostre imprese producono spesso ottimi prodotti che però non vengono presentati ai potenziali clienti correttamente o non vengono valorizzati da attività coordinate di marketing, credo che ci sia una grande necessità di figure professionali in grado di supportarle, soprattutto in settori tipici del Made in Italy quali alimentare, moda e arredamento. A dispetto dei luoghi comuni e dell’errata percezione del marketing - visto troppo spesso solo come il tassello finale, poco legato allo sviluppo stesso del prodotto e dei suoi canali distributivi che invece ne sono parte -  per lavorare in questo ambito è necessario avere una buona conoscenza dell’agire dell’impresa, delle dinamiche interne e del rapporto con il mercato e credo che corsi base come Economia Aziendale possa essere una buona rampa di lancio, per poi specializzarsi con un corso di laurea magistrale e/o con un master. 

Last update: 01/12/2021