Primi piani

Carlo Bagnoli
Economia aziendale

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Le soddisfazioni professionali più grandi sono legate al fatto di essere riuscito a far incontrare mondo accademico e mondo imprenditoriale, ricerca e impresa. Questo significa nella sostanza essere riuscito a tradurre la teoria in pratica. È quella che viene definita “terza missione” dell’Università, sulla quale c'è ancora molto da sviluppare e molta strada da fare, ma con Strategy Innovation possiamo dire che Ca’ Foscari è stata un precursore. Questo approccio mi caratterizza come docente ed è connesso anche alla mia storia personale. Vengo da una famiglia di imprenditori, mi piace dire di me che sono un passaggio generazionale fallito.  

L’ambito di cui si è sempre voluto/a occupare ma che non ha ancora avuto occasione di esplorare?
L’ambito che mi piacerebbe esplorare in futuro riguarda l’opportunità di coniugare l'arte intesa in senso molto ampio all’interno delle strategie di impresa. Credo che l’arte possa essere di ispirazione per gli imprenditori non solo per immaginare nuovi prodotti ma anche per immaginare nuove imprese. Gli artisti sono quelle persone che nella società hanno una maggiore sensibilità per capire come sta evolvendo il mondo e quindi dovrebbero essere di stimolo anche per capire come le organizzazioni dovrebbero strutturarsi per affrontare questi cambiamenti e le sfide che verranno.  

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
L’aspetto che più mi appassiona nell’ambito della ricerca è vedere come chi si occupa di strategia e innovazione deve avere la capacità di collegare discipline diverse. Quando ragioniamo sulla leadership e sullo stile imprenditoriale affrontiamo problemi riconducibili alla psicologia. Quando affrontiamo il tema della digital transformation, ragioniamo di aspetti più attinenti all’informatica. Quando vogliamo raccontare le imprese parliamo di storytelling. La capacità di unire i puntini tra tante discipline diverse è fondamentale ed è molto affascinante per le prospettive che apre.  

Perché scegliere Ca' Foscari?
Scegliere Ca' Foscari per due ragioni fondamentali, una di tipo professionale e una di tipo personale. Ca’ Foscari è una buona università pubblica che si colloca sempre nei livelli più alti delle classifiche anche se non è tra le top perché soffriamo il fatto di non offrire le facoltà di ingegneria e medicina, ma se guardiamo al livello della ricerca e al livello della didattica qui sono molto buoni.  Dal punto di vista personale, credo che vivere e studiare a Venezia possano essere esperienze trasformanti di vita. Abbinare il passaggio cruciale dall’adolescenza all’età adulta, che l’università dovrebbe in qualche modo supportare, alla possibilità di vivere in una città come Venezia è un'opportunità uniche di arricchimento personale.  

Quale corso di laurea consiglierebbe ad un giovane diplomato e perché?
La risposta più ovvia sarebbe suggerire l’ultimo corso che abbiamo lanciato, “Data Science for Business and Society” perché produrrà data scientist e data analyst, che in questo momento sono tra le figure più richieste dal mondo del lavoro.  Credo però che l’università vada pensata come occasione di crescita sia professionale, sia personale e la possibilità di trovare lavoro una volta finita sia solo uno dei parametri di valutazione, importante ma che non può essere l’unico. Personalmente, mi iscriverei a un corso di filosofia, ma lo dico oggi che ho cinquant’anni e molta esperienza alle spalle. 

Last update: 01/12/2021