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Aperto l’Anno Dottorale di Ca’ Foscari. Lectio di Carlo Carraro “una nuova narrazione sul cambiamento climatico e più equità intergenerazionale”

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 “Cittadini, imprese e istituzioni riconoscono i rischi del cambiamento climatico, ma sembra prevalere la rassegnazione. La risposta sta in un cambio di strategia e linguaggio, ponendo al centro la riduzione dei prezzi e dell’inflazione, la competitività e la sicurezza energetica”. Così Carlo Carraro, rettore emerito dell’Università Ca’ Foscari Venezia e professore di Economia ambientale, nella lectio magistralis sul cambiamento climatico e le strategie per affrontarlo che ha aperto l’anno dottorale dell’ateneo oggi nell’Aula Baratto. Un tema interdisciplinare e orientato al futuro, che ha richiamato l’evoluzione del quadro normativo, dalle Nazioni Unite all’Italia, in cui vengono rafforzati il ruolo dei giovani e l’equità intergenerazionale. “Le emissioni continuano a crescere e la nuova strategia richiederà tempo per ridurle, e ancora di più per incidere sulla temperatura - ha detto Carraro - ma le politiche devono essere lungimiranti, le nuove generazioni hanno un potere nuovo di rivendicare i propri diritti e il contrasto al cambiamento climatico è ormai un diritto delle generazioni future”.

A dare il benvenuto a studentesse e studenti di dottorato è stato il rettore Marco Sgarbi. Il prorettore alla Ricerca Pietro Dino Enrico Dindo ha sottolineato come le commissioni abbiano selezionato il 7% delle circa 1500 candidature provenienti da tutto il mondo. L'attuale comunità cafoscarina conta oltre 600 dottorande e dottorandi, il 20% con nazionalità straniera, distribuiti in 15 corsi che compongono il grado più avanzato dell’offerta formativa. Luana Tesoro, rappresentante delle dottorande e dei dottorandi di ricerca, ha dato il benvenuto alle nuove dottorande e ai nuovi dottorandi con la sua testimonianza e offrendo la disponibilità della rappresentanza per fornire supporto nel percorso di studi e ricerca.

Per chi ha conseguito un dottorato a Ca’ Foscari, il tasso di occupazione a un anno dal titolo è del 97,1%, rispetto a una media nazionale del 94,1% (dati Almalaurea). Tra gli occupati, il 41,2% svolge un’attività sostenuta da assegno di ricerca, il 10,3% è assunto con un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato e il 27,9% dichiara di essere stato assunto con un contratto a tempo determinato. Il 5,9% svolge un’attività in proprio e il 5,9% può contare su una borsa di studio o di ricerca.

La vocazione internazionale dell’Ateneo si riflette nelle collaborazioni dei corsi di dottorato con comunità e gruppi di ricerca nazionali e internazionali e negli accordi pluriennali con istituzioni straniere, tra cui Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Universität Heidelberg, South Denmark University, Sorbonne Université, Alpen-Adria-Universität Klagenfurt, Università di Primorska e Kansai Medical University.

Alcune ricerche delle neodottorande e dei neodottorandi sono finanziate e realizzate in collaborazione con enti e istituti di ricerca, tra cui il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e i suoi istituti, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) - Centre for Cultural Heritage Technology, il CRO - Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, il Centro di Studio e di Ricerca Internazionale sui Cambiamenti Climatici, la WAKSAW-Uddiyana Archaeological Alliance e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. A queste collaborazioni si aggiungono quelle con imprese che investono nella ricerca dottorale, come AB Holding S.p.A. e RARA Factory S.r.l.

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