Eventi e cultura

Pietrangelo Buttafuoco inaugura la ventesima edizione del Master in Management dei Beni e delle Attività Culturali (MaBAC)

condividi
Pietrangelo Buttafuoco, Presidente de La Biennale di Venezia

«La cultura è struttura della società». Questo il titolo della prolusione del presidente de La Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, che ha inaugurato la ventesima edizione del Master in Management dei Beni e delle Attività Culturali (MaBAC), organizzato da Ca' Foscari Challenge School insieme a ESCP Business School di Parigi.

Nell'Aula Baratto dell’Università Ca’ Foscari Venezia il Presidente  Pietrangelo Buttafuoco ha tenuto la prolusione, intrecciando, con tono appassionato e colto, filosofia e letteratura, dai Promessi sposi a Heidegger fino a Eraclito, senza perdere di vista i numeri. Perché ogni euro investito nelle attività culturali, ha ricordato, ne genera tre di indotto. 
Come esempio ha scelto non la Biennale ma la Fondazione Teatro La Fenice, un teatro che nella sua storia «riesce a diventare polis» e a essere «un dato politico», e il suo direttore generale Andrea Erri, docente del Master e professor of Practice di Ca’ Foscari Challenge School, che «ha dimostrato con la sua capacità, con la sua visione, con la sua competenza quanto è delicato il passaggio» dalla semplice amministrazione di un ente culturale alla capacità di tenerlo vivo.
Poi l'immagine dei pali su cui poggia Venezia, fondamenta di «una città che non aveva nessun motivo di esistere, eppure c'è».

Il cuore dell'intervento è rivolto agli studenti e alle studentesse: «Che cos'è il nostro lavoro se non aiutare, costruire, preparare, sollecitare l'attenzione dell'io verso il tu?». E ancora: «Il lavoro culturale, anche se chiuso tra bilanci e numeri, presuppone la consapevolezza che il pensare determina l'obbligo di elevare giorno dopo giorno l'essenza stessa del lavoro e di un'istituzione». Molti degli allievi andranno in stage alla Biennale, e Buttafuoco ha dato loro appuntamento al lavoro quotidiano della Fondazione: «È un passaggio di testimone che facciamo con l'università».

Il rettore Marco Sgarbi, trattenuto a Treviso da impegni istituzionali precedentemente presi, ha affidato il suo saluto alla prorettrice alla Cultura e al Public Engagement, Elisa Curti. «Questa città poggia su milioni di pali di legno che nessuno vede, ma senza i quali nulla di ciò che ammiriamo starebbe in piedi. La cultura è esattamente questo: la struttura invisibile che regge una comunità, che le permette di riconoscersi, di discutere, di immaginare il proprio futuro».

I co-direttori Francesco Casarin e Carole Bonnier hanno dato il benvenuto agli studenti.

«Inauguriamo la ventesima edizione del Master in Management dei Beni e delle Attività Culturali — ha detto Casarin — Un programma giunto alla ventesima edizione perché consente di proporsi e di scommettere sul mercato del lavoro e della cultura a livello almeno europeo. E dimostra che siamo in grado di proporre programmi formativi di alto livello, che attraggono studenti provenienti da 27 nazionalità diverse: questo il risultato dei primi vent'anni».

Il coordinatore didattico Umberto Rosin si è rivolto agli studenti in inglese, ricordando le sfide di un mercato del lavoro che l'intelligenza artificiale sta trasformando: «Sarà un lungo viaggio, fatto di duro lavoro, gioia, stress, scoperta, crescita, fatica e amicizia. Da oggi consideratevi parte della famiglia MaBAC».

Il Master, diretto da Francesco Casarin e Carole Bonnier e realizzato da Ca' Foscari con Escp business school e Ca' Foscari Challenge School, si svolge tra Venezia e Parigi e rilascia un doppio titolo. In vent'anni ha formato una rete di 764 operatori culturali, e sono oltre 500 le istituzioni europee e internazionali che hanno accolto stagisti Mabac, tra cui Biennale di Venezia, Fondazione Teatro La Fenice, Marsilio Editori, Palais de Tokyo, Sotheby's, Christie's, Château de Versailles, Pinault Collection e Éditions Gallimard. Tra i partner del Master ci sono la Biennale di Venezia, la Fondazione Teatro La Fenice, la Fondazione Musei civici di Venezia, le Gallerie dell'Accademia, Pinault Collection, Marsilio Editori, la Fondazione dell'Albero d'Oro e il Palazzetto Bru Zane.

Federica Ferrarin