BRADAŠ Marija

Qualifica Ricercatrice
Telefono 041 234 9496
E-mail marija.bradas@unive.it
SSD SLAVISTICA [L-LIN/21]
Sito web www.unive.it/persone/marija.bradas (scheda personale)
Struttura Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati
Sito web struttura: https://www.unive.it/dslcc
Sede: Ca' Bernardo

Come siamo sopravvissute… Incontro con Slavenka Drakulić

Pubblicato il 25/10/2021

Come siamo sopravvissute… 

Studentesse di Ca’ Foscari dialogano con Slavenka Drakulić

L’incontro con Slavenka Drakulić mira ad approfondire e analizzare il suo forte impegno per la causa femminista, dal momento che la scrittrice e giornalista croata raffigura una delle personalità che più si è occupata e tutt’ora si occupa della figura femminile e della sua condizione umana. Nelle sue opere, in particolare, dimostra una piena coscienza dell’esistenza di una questione di genere che pervade l’ambiente sociale come conseguenza di un sistema patriarcale ampiamente diffuso. Questa consapevolezza la porta ad utilizzare la scrittura come mezzo di denuncia. 

Sulla base di questa considerazione si svolgerà la discussione che prenderà avvio da alcuni suoi romanzi in cui la scrittrice racconta la condizione della donna rispetto a grandi personalità maschili del passato: Frida Kahlo in Il letto di Frida (tradotto in italiano da Elvira Mujčić per Elliot, 2014), Mileva Einstein raccontata in Mileva Einstein. Teoria sul dolore (tradotto in italiano da Estera Miočić per Bottega Errante Edizioni, 2019) e, infine, Dora Maar nel recentissimo romanzo intitolato Dora e il Minotauro. La mia vita con Picasso (tradotto in italiano da Estera Miočić per Bottega Errante Editore, 2021).

La stessa prospettiva è ripresa anche nelle opere relative al comunismo, in cui la scrittrice esplora l’esperienza femminile durante e dopo la caduta del governo socialista. Celebre è il suo libro Come siamo sopravvissute al comunismo riuscendo persino a ridere (tradotto in italiano da Alessandra Calanchi per Il Saggiatore, 1997), in cui fa luce sulla condizione femminile che ha interessato tutta l’area dell’Est Europa, un’analisi volta a comprendere cosa accomunasse tra loro il fatto di essere donne in un contesto simile. Da qui, si cercherà di capire la situazione attuale prendendo in considerazione in particolare il suo ultimo libro intitolato Café Europa Revisited – How to survive post-communism (2021) in cui l’autrice cerca di comprendere come si siano sviluppati i diritti delle donne fino ad oggi: si sono evoluti o sono regrediti? 

Infine, a trent’anni dallo scoppio del conflitto jugoslavo, è doveroso fare un accenno alle sue opere relative alla guerra e, in particolare, alla vicenda delle “Streghe di Rio” che l’ha interessata in prima persona, costringendola a lasciare il suo paese. 

 

Nota biografica: 

Slavenka Drakulić (1949) è una delle scrittrici croate più note e tradotte in tutto il mondo. In Italia è conosciuta in particolare come una delle maggiori croniste del mondo postcomunista e per aver raccontato il conflitto jugoslavo, di cui fornisce un attento sguardo dal punto di vista femminile. In molte sue opere approfondisce la prospettiva femminile nel rapporto col proprio corpo, con la malattia e con la vecchiaia. La sua prima pubblicazione, la raccolta di saggi Smrtni grijesi feminizma (1984), è stato uno dei primi contributi al femminismo nell'ex Jugoslavia. Oltre alla sua attività di scrittrice, collabora come giornalista con The New Republic, The Nation, The New York Times, The New York Review of Books, Süddeutsche Zeitung e La Stampa (http://slavenkadrakulic.com/). 

 

Vaglio I racconti francescani: sulla narrativa e sulla poetica di Ivo Andrić

Pubblicato il 25/10/2021

Ciclo di incontri dedicati all'opera letteraria di Ivo Andrić 
Conversazioni con Andrić

Luca Vaglio

I racconti francescani: sulla narrativa e sulla poetica di Ivo Andrić

Abstract

Nella vasta produzione letteraria di Ivo Andrić (1892-1975) uno dei filoni tematici più diffusi e significativi è quello legato ai francescani di Bosnia. Al ramo bosniaco dell’Ordine di san Francesco lo scrittore nativo di Travnik si interessa sin dagli anni del liceo, quando comincia a studiarne la storia e le fonti, costituite in primo luogo dalle cronache sette-ottocentesche della Provincia e dei suoi conventi più antichi. In vari momenti della sua vita Andrić ha anche avuto la possibilità di frequentare i luoghi e alcuni esponenti del francescanesimo bosniaco. Il felice connubio di studio, biografia e immaginazione letteraria dà forma ai dieci racconti francescani, pubblicati tra il 1923 e il 1954, ai quali si aggiunge il romanzo breve Prokleta avlija (Il cortile maledetto, 1954). In questo corpus di testi rientrano i due maggiori cicli narrativi dell’autore: il ciclo di fra Marko e quello di fra Petar, ognuno costituito da quattro racconti, con Prokleta avlija a completare il secondo. Questi racconti sono tra i più belli e ispirati dell’opera di Andrić e presentano elementi fondamentali della sua poetica. Il ciclo di fra Petar si distingue anche per la sua elaborazione formale, che conduce al romanzo capolavoro del ’54.

 

Curriculum vitae

Luca Vaglio (Roma 1976) è ricercatore di lingue e letterature slave meridionali nel Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali della Sapienza Università di Roma. Si è laureato, si è addottorato ed è stato per due volte assegnista nello stesso Ateneo. Nel 2010 ha svolto un soggiorno di studio post-dottorato presso l’Università di Belgrado come borsista del Progetto Basileus, finanziato dalla Commissione Europea. Ha insegnato all’Università di Kragujevac (Serbia) e all’Università telematica eCampus. È membro del collegio dei docenti del Dottorato internazionale in Studi Germanici e Slavi (“Sapienza”) e della redazione di “Ricerche slavistiche”, e socio dell’Associazione Italiana degli Slavisti e della Société de Linguistique Romane. Ha pubblicato numerosi studi, tra cui la monografia Le stagioni del romanzo di Vladan Desnica. Genesi, forme, poetica (Il calamo, Roma 2020). Ha tradotto e curato i seguenti volumi: Filip David, Pellegrini del cielo e della terra (Elliot, Roma 2016); Vladan Desnica, Le primavere di Ivan Galeb, nuova ed. it. (Elliot, Roma 2016); Rastko Petrović, Sul lago (Castelvecchi, Roma 2016); Ivo Andrić, Racconti francescani (Castelvecchi, Roma 2017); Miloš Crnjanski, Diario di un reduce (Elliot, Roma 2019). Nel 2020 gli è stato conferito il Premio per la traduzione letteraria del Centro P.E.N. Serbo.

 

Stefano Aloe - Miroslav Krleža e Isaak Babel’

Pubblicato il 13/10/2021

Stefano Aloe

Miroslav Krleža e Isaak Babel’: dal reportage di guerra alla nuova prosa artistica

 

Abstract

La descrizione dell'evento bellico fa parte dei generi più antichi della letteratura e per secoli è stata la prerogativa dell'epica. Attraverso il filtro narrativo, la guerra risulta eroica, maschia, esteticamente e moralmente bella, è forma di espressione identitaria di singoli, clan e nazioni. Le varianti eroicomiche della descrizione bellica sono complementari a questa impostazione. Una narrazione che pone in discussione le fondamenta stesse dell'atto bellico, la sua liceità e bellezza, prende avvio solo nel XIX sec. con Stendhal e, soprattutto, con Tolstoj, che offre spunti per un nuovo modo di guardare, e quindi raccontare, la guerra. Ma è la generazione di scrittori che partecipa alla I guerra mondiale quella che identifica l'evento bellico con orrore, caos e arbitrio, per i quali vengono messe a punto nuove tecniche di narrazione, capaci di confrontarsi con tale caos per imitazione. Il caso di due grandi scrittori come Miroslav Krleža e Isaak Babel' è esemplare, perché ci mostra il rapporto stretto che con la loro prosa modernista di tema bellico (e non solo) ha l'attività che svolsero come reporter dal fronte. Esiste infatti un nesso tra la narrazione in prima linea del giornalista di guerra e la rielaborazione artistica dell'atto bellico come trauma, che diverrà uno dei paradigmi narrativi del XX secolo.

 

Nota biografica

Stefano Aloe è nato a Napoli nel 1972. Laureato in Lingua e letteratura russa nel 1996, ha poi conseguito il titolo di dottore di ricerca in Slavistica presso l'Università "La Sapienza" di Roma nel 2004. Dal 2001 al 2014 è stato Ricercatore all’Università di Verona, dal 2014 è professore associato di Slavistica presso la stessa Università. Dal 2013 è vice-presidente dell’International Dostoevsky Society e segretario della Commissione per la Storia della slavistica dell'MKS (Comitato Internazionale degli Slavisti). Nel 2020 è stato nominato Managing editor della rivista «Dostoevsky Studies». Autore di più di cento pubblicazioni scientifiche, tra cui i volumi Angelo de Gubernatis e il mondo slavo (Pisa 2000), Libertà inventiva originalità: V.K. Kjuchel’beker nel contesto romantico russo (Milano 2008), Su Fëdor Dostoevskij. Visione filosofica e sguardo di scrittore (curatela, Napoli 2013) e altri. Ha inoltre curato il libro di Konstantin Baršt Disegni e calligrafia di Fëdor Dostoevskij. Dall’immagine alla parola (Bergamo 2016), che è stato insignito del premio "Aleksandr Nevskij. Heritage" nel 2017. Poeta, ha scritto per la rivista «Zeta» ed è autore del volume di prose e poesie Diario di paternità (Bergamo 2017). 

 

Le letterature tradotte e i finanziamenti ministeriali

Pubblicato il 11/10/2021

Le letterature tradotte e i finanziamenti ministeriali

Tavola rotonda con Dubravka Đurić-Nemec (Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia) e Mladen Vesković (Ministero della Cultura e delle Informazioni della Repubblica di Serbia)

L’iniziativa culturale Venezia legge i Balcani della Cattedra di Lingua e letteratura serba e croata di Ca' Foscari propone una tavola rotonda sulla ricezione della letteratura serba e croata in Italia, con uno sguardo particolare alle politiche editoriali italiane, e i finanziamenti da parte dei ministeri della cultura serbo e croato. All’incontro parteciperanno gli addetti alla promozione culturale dei due ministeri, Dubravka Đurić-Nemec e Mladen Vesković, e diversi editorie e traduttori italiani, nonché gli studenti di lingua serba e croata dell’Università Ca’ Foscari. L’obiettivo dell’iniziativa è tracciare la mappa delle pubblicazioni italiane degli ultimi vent’anni e capire i problemi con cui si confrontano gli editori e i traduttori che lavorano sul campo.

 

Mladen Vesković è un critico letterario, saggista, editore e traduttore dall'inglese al serbo. Dopo aver completato gli studi di letterature comparate all’Università di Belgrado, ha lavorato come redattore professionista in diverse case editrici. Dal 2006 lavora presso il Ministero della Cultura e dell'Informazione della Repubblica di Serbia, come consulente senior nel Settore per l'Arte Contemporanea, sulla cooperazione internazionale nel campo della letteratura e della traduzione. 

Dubravka Đurić-Nemec è una traduttrice e interprete, dottoressa di ricerca in progettazione e gestione dell'identità aziendale, esperta di promozione della letteratura internazionale. Dal 2005 al 2012 ha diretto il Dipartimento di promozione della letteratura del Ministero della Cultura e dei Media, dal 2012 al 2017 invece il Dipartimento per la letteratura, l'editoria e le biblioteche. Dal 2017 al 2019 ha ricoperto il ruolo del consigliere capo del Ministro della Cultura e dei Media della Croazia. Dal 2019 al 2020 è stata la dirigente del Dipartimento per lo sviluppo della cultura e dell’arte e relazioni internazionali. Attualmente è consigliere speciale della ministra della Cultura e dei Media.

 

 

 

 

 

Sanja Roić - Crnjanski e Dante, uno sguardo dal 2021

Pubblicato il 04/10/2021

Sanja Roić
Crnjanski e Dante, uno sguardo dal 2021

Nell'opera di Miloš Crnjanski Dante è stato citato più volte. La prima versione del capitolo „O fiorentinskoj Beatriči“ (Sulla Beatrice fiorentina) del suo libro di viaggio Ljubav u Toskani (L'Amore in Toscana,1930) è stata pubblicata nel 1926 sulla rivista belgradese Srpski književni glasnik. In questo saggio, ispirato dal soggiorno fiorentino nel 1921, anno del sesto centenario dantesco, Crnjanski commenta e traduce frammenti di Vita nova indagando il personaggio storico-letterario di Beatrice Portinari. Sul ruolo di Dante nella cultura italiana Crnjanski torna in uno dei suoi ultimi contributi a voce, per fortuna registrato e trascritto.

Sanja Roić 

Nata a Pola nel 1953. Ha studiato lingue straniere moderne all’Università di Zagabria, specializzandosi poi in storia e teoria della letteratura e conseguendo il dottorato di ricerca in filologia. Ha insegnato alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Zagabria e insegna tuttora all’Università di Trieste. Ha pubblicato libri e saggi sugli aspetti interculturali nell’area adriatica, sulla letteratura italiana in Istria, temi di comparatistica e di slavistica e ha tradotto classici e moderni italiani. È stata premiata dalle istituzioni italiane per la sua attività di ricerca e divulgazione della cultura italiana.

 

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