Marija BRADAŠ

Qualifica
Ricercatrice
Incarichi
Referente Stage e Placement
Telefono
041 234 9496
E-mail
marija.bradas@unive.it
SSD
SLAVISTICA [L-LIN/21]
Sito web
www.unive.it/persone/marija.bradas (scheda personale)
Struttura
Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati
Sito web struttura: https://www.unive.it/dslcc
Sede: Ca' Bernardo

Ricevimento

ORARIO ricevimento  secondo semestre 2022/23:
Giovedì dalle 15.30 alle 17.30  Ca' Bernardo, I piano, studio della docente / su Zoom
Si pregano gli studenti di prendere l'appuntamento con la docente per e-mail.
La docente è disponibile a ricevere gli studenti anche in altri giorni e orari previo appuntamento. 

Avvisi

Pubblicato il 15/05/2024

L’ ultimo evento di questo semestre di Venezia legge i Balcani è dedicato ad Aleksandar Tišma in occasione del centenario della nascita. Questa volta interverrà Stefano Petrungaro, docente cafoscarino, a proposito del romanzo Pratiche d’amore (traduzione di Branka Ničija, Garzanti, 1993). L’incontro si terrà online martedì 28 maggio 2024 alle 18.

Per iscriversi: https://unive.zoom.us/meeting/register/tZAlf-uprT8oGNQjIq8y0zWHmRvq86j3gjL9

 

Abstract

Tišma è un fine narratore del mondo della prostituzione, tema al quale ha dedicato molta attenzione e che attraversa numerose sue opere, a partire da Pratiche d’amore (Koje volimo). La relazione si incaricherà di mettere a fuoco i paradigmi interpretativi con i quali l’autore legge il mondo del sesso a pagamento. In modo particolare, si cercherà di far dialogare l’opera di Tišma con i più recenti studi internazionali sul sex work, che hanno operato una rilettura della storia della prostituzione, ben al di là degli schemi adottati per buona parte dell’Otto- e Novecento per descrivere e interpretare questo fenomeno complesso. Dove si colloca Tišma rispetto a questa riflessione interdisciplinare? Che cosa possiamo imparare sul sex work, e le sex workers, leggendo Tišma?

Stefano Petrungaro è uno storico dell'Europa Orientale, specializzato sull’epoca contemporanea, professore associato presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si è occupato di storia culturale e sociale dell’impero tardo asburgico, storia della marginalità sociale e del lavoro in Europa orientale, storia dei fenomeni violenti e uso pubblico del passato in Europa sud-orientale. Tra le sue ultime pubblicazioni: “Police and prostitution in Yugoslavia: a nuanced relationship”, in Sonja Dolinsek; Siobhán Hearne (eds), Prostitution in Twentieth-Century Europe, London-New York: Routledge, 2023, 170-193.

 

 

Pubblicato il 29/04/2024

Silvio Ferrari

Abdulah Sidran (1944 –2024). Sceneggiature, poesia, teatro


2 maggio alle 11.30
Ca' Foscari, Aula Berengo


Abdulah Sidran, nato nel 1944 e morto il 23 marzo di quest’anno, è stato certamente il più noto e apprezzato autore della letteratura bosniaca in questi ultimi 30 anni. Sceneggiatore, poeta, drammaturgo e soprattutto originale narratore della realtà della sua regione, ha provato a misurarsi con il dramma del tempo che ha vissuto e ha offerto al suo traduttore italiano la possibilità di conoscerlo anche sul piano personale. Da questo doppio rapporto nasce l’idea per l’incontro veneziano in suo onore. 

Silvio Ferrari (1942) è uno scrittore e traduttore italiano. La sua attività di traduttore letterario comincia negli anni Settanta, con le prime traduzioni dal croato, serbo e bosniaco. Ha tradotto, tra gli altri, gli autori Predrag Matvejević, Antun Šoljan, Nedjeljko Fabrio, Izet Sarajlić, Abdulah Sidran, David Albahari, Ivica Đikić, Mirko Kovač, ma è soprattutto conosciuto come il traduttore ufficiale di Miroslav Krleža in italiano. Sono particolarmente apprezzate le sue traduzioni dal kajkavo croato delle Ballate di Petrica Kerempuh di Miroslav Krleža edite per Einaudi.  Oltre alle traduzioni, ha pubblicato numerosi testi di carattere narrativo e saggistico, editi generalmente nella sua città, Genova. Nel 2018 è stato nominato socio corrispondente dell’Accademia croata di arti e scienze per i suoi meriti nella traduzione e nella diffusione della letteratura croata.

Pubblicato il 29/04/2024

Guerra e letteratura. Conversazione con Oto Horvat

2 maggio alle 15.30
Ca' Foscari, Aula Berengo
Modera: Marija Bradaš

L'incontro è pensato appositamente per chiudere il corso di Letteratura serba e croata, che quest’anno si è concentrato sulle rappresentazioni letterarie del conflitto jugoslavo.


Oto Horvat (1967) è un poeta, narratore e traduttore serbo di origini ungheresi, nato a Novi Sad (Serbia) e da anni residente a Firenze. Esordisce come poeta e traduttore di poeti ungheresi e tedeschi in serbo e nel 2014 debutta con successo nella prosa col romanzo lirico di impronta autobiografica “Sabo je stao” (“Sabo si è fermato”, Stilo Editrice, 2020). In seguito ha pubblicato una raccolta di racconti, “Kao Celanovi ljubavnici” (“Come gli amanti di Celan”) e il secondo romanzo “Noćna projekcija” (“Proiezione notturna”). La prosa di Horvat si contraddistingue per lo stile ricercato, il frequente utilizzo di ecfrasi e l'intenso lirismo.

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