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Come parlare di religioni in classi multietniche, la guida di Ca' Foscari

“I buddhisti promuovono il vegetarianismo”. “Non ci sono delle vere religioni in Cina”. “L’Islam è una religione di estremismo”. “Gli ebrei sono ricchi e avidi”. In un’Europa sempre più multietnica, stereotipi e pregiudizi come questi possono portare a discriminazioni, ostilità, alienazione.

Per affrontarli, un team internazionale di studiosi ed esperti, coordinati dall’Università Ca’ Foscari Venezia, ha scelto di coinvolgere direttamente gli insegnanti delle scuole superiori di vari Paesi, offrendo loro nuovi strumenti formativi per aiutarli a parlare di religioni nelle loro classi, sempre più varie per cultura e religione degli studenti.

Gli insegnanti interessati hanno ora a disposizione materiali didattici sul sito https://soraps.unive.it/ e seguire gratuitamente lezioni online sulle religioni, l’analisi dei principali stereotipi sulle religioni, il pluralismo religioso contemporaneo e tecniche didattiche innovative.

Nelle linee guida, pubblicate come tutti i contenuti in sei lingue, si ricorda, ad esempio, che “l’idea di considerare il Buddhismo come un movimento essenzialmente vegetariano è dovuta a un processo di semplificazione occidentale delle varie dottrine delle scuole buddhiste”.

O, ancora, che l’Islam “è, come ogni altra religione, vario e variegato e che l’immagine fornita dai media di un gruppo di persone violente e pericolose non corrisponde alla realtà”. Agli insegnanti, quindi, si consiglia di “non adottare le nozioni anti-islamiche e islamofobiche dai media, ma nemmeno adottare le interpretazioni islamiste dell’Islam e non presentare queste opinioni delle minoranze come rappresentative dell’Islam e dei musulmani in generale”.

Il progetto triennale Study Of Religions Against Prejudices (SORAPS), appena concluso, è stato cofinanziato dal programma europeo Erasmus+ con 356mila euro. Segue un altro progetto sullo stesso filone, Intercultural Education through Religious Studies. Alla guida di entrambi sono stati Massimo Raveri, professore di Storia delle religioni e filosofie del Giappone del Dipartimento di studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea, e Giovanni Lapis, dottorando nel medesimo Dipartimento.

Il progetto ha coinvolto università, Ong con esperienza nell’educazione interculturale e scuole superiori come attori sperimentatori in cui implementare metodologie a strumenti prodotti dal progetto.

“La partecipazione delle scuole - afferma il professor Massimo Raveri, - è stata fondamentale per l'ampio coinvolgimento degli insegnanti nelle varie attività di sperimentazione in classe, di disseminazione e realizzazione dei moduli didattici. Grazie al loro impegno abbiamo potuto raggiungere l’obiettivo di promuovere lo studio e l’insegnamento delle religioni nelle scuole per educare gli allievi all'intercultura”.

I risultati del progetto sono stati valutati dall'Agenzia nazionale Erasmus+ Indire con un punteggio di 92 su 100 per la validità e per i "benefici che può avere sull’innovazione didattico-metodologica in ambito scolastico e ai futuri sviluppi".

In dettaglio, il consorzio ha compreso: Università Ca’ Foscari Venezia (leader), École Pratique des Hautes Études - Istituto Europeo in Scienze delle religioni (Francia); Università di Salamanca – Gruppo di ricerca in interazione ed e-learning (Spagna); Università di Augsburg - Dipartimento di didattica della storia (Germania); Università della Danimarca del Sud - Dipartimento di storia (Danimarca); Oxfam Italia Intercultura - Ufficio Educativo (Italia). Le scuole coinvolte sono il Convitto Nazionale “Marco Foscarini” (Italia); il Lycée René Cassin (Francia); lo I.E.S. ‘Campo Charro’ (Spagna).

Enrico Costa

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