Collaborazione con il Max Planck sui temi delle città d'acqua

Pietro Daniel Omodeo del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali è  a capo di un Max Planck Partner Group che si insedierà a Ca’ Foscari, il primo in Italia, su temi legati al cambiamento climatico, all'acqua e a Venezia dal titolo "The Water City. The Political Epistemology of Hydrogeological Praxis."

Quella con l’Istituto Max Planck di Storia della Scienza di Berlino è una collaborazione prestigiosa e al momento l’unico Partner Group che la Società Max Planck abbia avviato in Italia.

Sono più di 70 i Partner Groups nel mondo e sono degli utili strumenti di promozione congiunta di giovani ricercatori con i paesi interessati a rafforzare le loro linee di ricerca attraverso la cooperazione internazionale. L’istituzione tedesca li supporta per consentirgli di portare poi nel proprio paese le conoscenze acquisite nei rispettivi ambiti di ricerca dopo anni di ricerca in Germania. I vari gruppi, pur collaborando strettamente con le università, lavorano autonomamente e tendono a focalizzarsi sulla ricerca innovativa con un carattere marcatamente interdisciplinare.

Il Partner Group che guidato da Omodeo affronterà Venezia quale caso paradigmatico per l’Antropocene, in particolare per quanto concerne lo studio delle interazioni tra natura e cultura in un’ottica comparativa. Esso analizzerà l’aspetto geo-antropologico della storia di Venezia come caso di studio delle politiche ambientali del passato, anche come aiuto per affrontare le sfide del presente. Gli studi di ingegneri idraulici come Cristoforo Sabbadino e Benedetto Castelli oltre a l’enorme mole di materiali archivistici conservati a Venezia verranno studiati da punti di vista nuovi, rendendoli accessibili il più possibile in forme innovative. Partendo da questi materiali, l’obiettivo sarà di aprire ad una prospettiva sia teorica che pratica ad ampio raggio che si sviluppi attraverso studi comparativi avanzati con altri contesti che hanno analogie storiche e ambientali con Venezia, come Città del Messico e il Sud dell’India (dove esistono progetti di canalizzazione e soluzioni ambientali in contesti culturali e politici molto diversi).

“La ricchezza delle fonti scientifiche e dei documenti storici negli archivi e nelle biblioteche di Venezia assicura un approccio multidimensionale del fenomeno geo-antropologico, mettendo insieme gli aspetti sociali, politici, economici, ambientali, naturali e geologici” dichiara Omodeo.

Il gruppo di ricerca partirà da una solida base storica per collaborazioni di tipo interdisciplinare tra storici della scienza e della tecnologia, epistemologi, geologi, studiosi dell’ambiente, archeologi, storici dell’arte e dell’architettura. Come caso concreto di studio di una realtà locale da una prospettiva globale, il gruppo di ricerca si inserirà negli studi già compiuti dal Dipartimento I del Max Planck Institute sull’Antropocene e contribuirà al dibattito in corso sulla sostenibilità e i cambiamenti climatici. Il Partner Group di Venezia si impegnerà tra l’altro alla realizzazione di un Anthropocene Campus a Venezia in collaborazione con partner internazionali, avendo come punto focale Venezia stessa per studi locali e comparativi. Si articolerà intorno a varie tematiche con progetti pilota intrecciati tra loro con argomenti che andranno dalla storia dell’ingegneria e del paesaggio veneziano a studi comparativi con altre città e culture che si sono confrontate con problematiche analoghe, alla condivisione di materiali iconografici e visuali di ambienti simili. 

Federica Ferrarin