Wittgenstein e l'immagine. Si apre il Simposio internazionale a Sarmede

La prima edizione del Simposio internazionale sull’illustrazione per l’infanzia, in programma  a Sarmede il 9 e 10 dicembre, si concentra sulla ‘parola’ e prende il via da uno dei più influenti filosofi del Novecento, ancora oggi al centro di un grande interesse e di moltissimi studi in tutto il mondo: Ludwig Wittgenstein.  Sarà il Prof. Luigi Perissinotto, docente di Filosofia del Linguaggio e Direttore del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali di Ca’ Foscari, ad aprire i lavori del Simposio con una lectio Magistralis su Wittgenstein. Ma qual è il filo conduttore che unisce Wittgenstein e le immagini?

« Wittgenstein non è stato e non è solo un filosofo per i filosofi – spiega il Prof. Perissinotto; - la sua opera ha ispirato scrittori, come Thomas Bernarhd o Ingeborg  Bachmann;  artisti, come Eduardo Paolozzi, Joseph Kosuth, Bruce Nauman; musicisti, per esempio Salvatore Sciarrino e registi, come Derek Jarman.  Le ragioni di questo fascino sono molteplici. Molti sono stati colpiti e sedotti dalla sua vita strana e insolita rispetto alle prevedibili biografie dei filosofi accademici;  altri dalla sua scrittura e dallo stile del suo lavoro filosofico, in particolare dalla sua  abilità nello scovare immagini capaci di rendere, per così dire, visibile il suo pensiero; altri ancora dalle  forti  suggestioni presenti  nelle sue opere; per esempio, per quanto riguarda la sua prima grande opera, il Tractatus logico-philosophicus (1921-22), dalla distinzione tra dire e mostrare o dall’idea che la sua opera fosse come una scala che va gettata via una volta che ci è servita per salire; oppure, per quanto riguarda la sua seconda grande opera, le Ricerche filosofiche pubblicate postume e incompiute nel 1953, dall’idea che il linguaggio non sia qualcosa di unitario, ma una molteplicità di giochi linguistici tra di loro variamente connessi.  Per quanto riguarda le arti figurative, nei testi di Wittgenstein si trovano moltissime indicazioni, suggerimenti, osservazioni che possono facilmente spiegare perché molti artisti si siano confrontati con i suoi testi. Per esempio, nel Tractatus gioca un ruolo centrale la nozione di immagine (Bild); basti ricordare  che in esso si stabilisce che la proposizione è un’immagine “anche nel senso consueto di questo termine” (Tractatus, 4.01 e 4.011); nelle Ricerche filosofiche e nei testi successivi molte osservazioni, accompagnate da una dovizia di esempi ed esemplificazioni,  sono dedicate alla distinzione tra vedere (“Vedo un coniglio”), vedere come (“Vedo qualcosa come un coniglio”) e interpretare/pensare(“Lo penso come un coniglio”).  Wittgenstein insomma continua a essere non solo per chi pratica professionalmente la filosofia, ma anche per tutti quelli che, nei loro rispettivi campi, vogliono “fare pensando” un punto ineludibile di riferimento.»

1° Simposio d'Illustrazione
Illustrazione per Wittgenstein
“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.”
9 – 10 dicembre 2016 | Sàrmede, Teatro-Auditorium
http://www.sarmedemostra.it/ita/corsi/simposio.html