Nuova Laurea: Biotecnologie per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile

Molte delle materie prime e delle risorse essenziali per l’economia del pianeta sono limitate, ma la popolazione mondiale cresce e di conseguenza aumenta anche la richiesta. È sempre più urgente ripensare a un ciclo produttivo che, anche grazie a tecniche e processi biotecnologici innovativi, transiti verso un’economia circolare, ossia un modello di produzione e consumo basato su condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali.

Puntando su questo, l’Università Ca’ Foscari amplia la sua offerta didattica in tema di ambiente e sostenibilità con la nuova laurea magistrale in Biotecnologie per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, che forma innovatori ambientali in grado di operare nei settori del recupero dei materiali e della produzione di energia da risorse rinnovabili. 

Il corso è unico nel suo genere perché si concentra sulle esigenze legate all’erogazione dei servizi piuttosto che sull’ambito delle scienze dei materiali. Un focus importante è attribuito infatti alla trasformazione dei macroinquinanti (carbonio, azoto e fosforo) dai flussi di rifiuto solidi e liquidi in materiali ad alto valore aggiunto, come le bioplastiche e le energie a ‘carbon footprint’ negativa

Grazie a un percorso multidisciplinare che integra materie quali l’ingegneria industriale, meccanica ed energetica, la chimica analitica, la microbiologia applicata, la valutazione di rischi ed impatti ambientali, il diritto ambientale e l’economia delle multiservizi, i laureati avranno competenze sempre più richieste dalle realtà impegnate nei processi produttivi sostenibili: aziende, industrie, ma anche strutture della pubblica amministrazione. Potranno lavorare come responsabili per aspetti ambientali ed energetici, per la gestione del ciclo dell’acqua, per la gestione dei rifiuti e come sviluppatori e valutatori di progetti di implementazione di economia circolare. 

I vantaggi del nuovo approccio circolare, che rientra ampiamente negli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, vanno dalla riduzione della pressione sull’ambiente, alla sicurezza circa la disponibilità di materie prime; dall’ aumento della competitività per le aziende ‘green’, all’impulso all’innovazione, alla crescita economica e all’occupazione in un settore in forte sviluppo e sempre più considerato dalla spinta comunitaria. 

"L'obiettivo del corso è offrire le competenze necessarie allo sviluppo e all’utilizzo di tecniche e processi biotecnologici innovativi in campo ambientale connessi al trattamento delle acque, dei rifiuti solidi, alla produzione di energie da fonti rinnovabili e risanamento dei siti contaminati proprio per favorire l’ economia circolare – spiega Paolo Pavan, professore di Impianti chimici, coordinatore del nuovo corso di laurea e impegnato nel progetto di ricerca europeo Res-Urbis, centrato proprio sulla trasformazione dei rifiuti in nuovi materiali. – Per questo scopo, le tematiche di recupero di materia e di produzione di energia da risorse rinnovabili sono declinate in una logica conservativa delle risorse, riduzione dei rischi e degli impatti ambientali lungo tutta la filiera del trattamento dei flussi di rifiuto, solidi e liquidi, della produzione energetica e del risanamento ambientale. Molte aziende del territorio – come Alto Trevigiano Servizi, Contarina, Gruppo Veritas, SESA, eAmbiente, Vidotto e le associazioni ANBI, AssoBiotech e Unioncamere - supportano l'iniziativa e collaborano alla didattica con seminari tematici, visite tecniche e tirocini aziendali."

Federica SCOTELLARO